mercoledì, 28 Febbraio , 2024
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Bravo Pasquale. Basilicata in declino. Ecco da dove ripartire!

Da Pasquale Tucciariello, lucano di Rionero in Vulture, con tanta passione per la politica e saldamente legato alle radici della cultura del pensare, riflettere, confrontare e possibilmente ”fare” viene la proposta di un programma per il rilancio della Basilicata. Niente proclami illusori da ”bacchetta magica” ma tanto buon senso, come è nello stile di quanti con tanta umiltà e lungimiranza individuano cause, problemi e possibili strade da percorrere. Niente sprechi di risorse o populistiche distribuzione a ”pioggia” di risorse, come è prassi durante le campagne elettorale, ma interventi mirati che possono dare ritorni in termini di infrastrutture, trasporti, manutenzione di un territorio che resta sempre sulle stampelle e servizi alla persona, come quelli socio sanitari, che le fasce deboli e anziani richiedono. Poche case di un programma del ”fare” per creare le condizioni affinchè i giovani, il futuro di una Basilicata sfruttata e dimenticata, non vadano vai. Lotta agli sprechi. Ma serve una classe dirigente , politica e tecnico amministrativa, in grado di guardare in faccia la realtà pensando e lavorando in loco. Come? Ma avendo il coraggio di fare a meno delle cabine di regia romane, da dove altri decidono per questa regione che merita di essere governata meglio. Facciamolo fare alle nostre giovani professionalità che vengono, purtroppo, valorizzate e impiegate altrove. Un tradimento che continua e per demerito di quanti gestiscono per altri le sorti di una Basilicata, destinata a concretizzare il disegno di macroregione ipotizzato dalla Fondazione Agnelli nella Prima Repubblica . E la logica dei numeri e della mediocrità amministrativa, purtroppo, gli stanno dando ragione. Del resto una forte realtà impenditoriale dell’automotive, come Stellantis, ex Sata, ex Fca, passata in mani straniere o globalizzate, se preferite, sulla strada del ridimensionamento, sta accelerando quel processo…

Un programma per la Basilicata.
“Il treno sferraglia ed è pianto di madri”: così il poeta lucano Michele Lacava impone all’attenzione dei lettori il dramma che stringe la nostra regione e che domanda chiarimenti a chi si è occupato di politica e ne ha gestito le dinamiche amministrative negli ultimi decenni.
Le cronicità della Basilicata sono riassumibili in crollo demografico, desertificazione produttiva, isolamento dei comuni, amministrazione disturbata. Una classe dirigente poco credibile è il contesto in cui si avviluppa la crisi da qualche decennio.
Che fare?
Diamo risposte alle criticità con politiche capaci di concentrare risorse finanziarie su pochi qualificanti obiettivi, ridimensionando fortemente la spesa assistenziale! Meno bonus (solo per le fasce sociali deboli) più investimenti. Regalare soldi con bonus benzina a tutti i patentati e con bonus petrolio o acqua a chi non ne ha necessità, significa non avere idee. Invece vengono sottratte importanti risorse economiche ai grandi investimenti. Sono le opere, realizzate con investimenti mirati, a dare ritorni produttivi. E’ il lavoro il ritorno produttivo degli investimenti. I bonus sono buoni per prendere voti, non per dare lavoro che produce ricchezza. La classe dirigente lucana degli ultimi decenni è colpevole dei fenomeni di tristezza e di abbandono fin qui segnalati.
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e gli introiti da petrolio consentono il salto di qualità della Basilicata, territorio bellissimo tra la fascia metapontina e Matera, Maratea e la Val D’Agri con Potenza, le aree interne ed il Vulture a nord.

Territorio bellissimo, ma abbandonato. Entrare da noi attraverso strade malridotte senza alcun segno di manutenzione e segnaletiche spesso inesistenti e arrugginite sono la vera carta di identità di chi governa. Eppure il Consorzio di Bonifica costa circa 40 milioni l’anno con oltre 3mila operai forestali e un centinaio di dipendenti negli uffici, la Provincia consuma risorse ed è presente nei segnali stradali divelti, piegati, rotti, ossidati. E’ così che la classe dirigente lucana accoglie. Ed è anche così che lascia scappare i nostri giovani senza poterli trattenere attraverso un’offerta credibile, prima fra tutte un territorio accogliente e ben curato. E un’etica che lo accompagni.
Si richiedono misure-choc finora inimmaginabili! Investimenti.
Offerta formativa gratuita per tutti i soggetti impegnati nel lavoro, pubblico e privato. Un piano formativo serio ed efficace, motivante, renderà la pubblica amministrazione efficiente.
Raddoppio della Potenza-Candela per i collegamenti da e per il nord. Raddoppio della Bradanica per i collegamenti nord con il Vulture e il Materano. Strade interne dignitose con personale addetto alla manutenzione (distribuire le 3mila unità lavorative del Consorzio di Bonifica sulle strade). Ogni lavoro va controllato e verificato.
Aggregazione o Consorzio di comuni (almeno 30mila abitanti).
Misure di sostegno produttivo alle piccole e medie imprese per favorire apprendistato professionalizzante e occupazione.
Funivie del Vulture, tre tronchi: Melfi con Monte Vulture, Atella-Rionero con Monte Vulture, Monticchio con Monte Vulture. E lungo i sette colli sistemare la strada che li attraversa per gite ed escursioni. Tra Basilicata, Puglia e Campania vi sono 10milioni di residenti. Sul Vulture e sui Laghi di Monticchio si potrà arrivare in funivia: straordinario. Serve un territorio attrattivo, non repellente.
Reti ferroviarie. Elettrificazione e miglioramento della Potenza-Foggia. Rendere percorribili i tratti lucani delle ferrovie ofantine: il treno della domenica.
L’Arpab vigili e controlli le situazioni inquinanti. Vi sono pale eoliche difettate che danneggiano i nostri residenti. Si segnala particolarmente lo scempio di Balvano.
Sanità. Basta con i dirigenti scelti tra Napoli e Roma: un disastro con il Santa Maria delle Grazie per Matera, un disastro con il Crob Irccs di Rionero, che aveva raggiunto l’eccellenza grazie a ottimi dirigenti della zona. (Altrove le cose non sono andate meglio). Medicina territoriale e ospedali eccellenti e ben amministrati, e un territorio regionale attrattivo perché oculatamente gestito, eviteranno che medici di valore scappino verso altre regioni. Si può gestire l’insieme con ottimi risultati. Perciò occorrono politici eccellenti se vogliamo favorire l’eccellenza.

Rete irrigua e agricoltura. Tutto il territorio lucano sia attraversato da reti per irrigare i campi. E sviluppare il fotovoltaico come fonte di energia non inquinante. Come per l’Italia, che ha bisogno come bene primario di rilanciare l’economia reale rispetto al processo di finanziarizzazione speculativa, così la Basilicata ha bisogno di sviluppare come bene primario l’agricoltura, ma di qualità. Abbiamo privilegiate condizioni geo-climatiche per dono del buon Dio, un ingente patrimonio naturale che si manifesta nei terreni, nelle coltivazioni, nelle acque, nei venti. E nel sole che non ci manda bollette energetiche da pagare. Il sistema produttivo primario torni a funzionare a pieno regime. E non vi saranno treni che vanno, ma treni che vengono.
Ben altro, dunque, rispetto alla kermesse stucchevole di questi mesi su presunti e poco probabili candidati governatore. Ed è su questi temi, e su tanti altri ancora, che si sviluppa il dibattito e si avvicinano i poteri pubblici ai cittadini.
Ma dicano piuttosto cosa vorrebbero fare. E perché non lo hanno fatto finora.
Pasquale Tucciariello

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1 commento

  1. Dal Potenza centrismo al Vulture centrismo…annamo bene! Giusto per ribadirlo: Matera ha bisogno del raddoppio della SS7, opera di cui si discute da tempo immemore ovvero ancora prima che fosse realizzato l’attuale tracciato della Potenza-Melfi! Giusto per memoria.

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