E’ impensabile che un governo regionale mortifichi per scelta o inadeguatezza nella programmazione e nella successiva azione l’intero settore spettacolo e, parallelamente, quello della cultura e del turismo ad essi conseguenziale. Dopo il comparto cinematografico, di fatto, i ritardi del Governo regionale attuale hanno praticamente fatto saltare la programmazione 2019 relativamente ai due settori, bloccando i rispettivi piani. Ciò è ancora più assurdo se consideriamo che siamo stati, fino a qualche giorno fa, la regione con la città Capitale Europea della Cultura 2019, anno in cui il sistema culturale e dello spettacolo lucano e della cultura è stato protagonista diretto e indiretto. La finanza per il Piano Spettacolo non è stata impegnata e parliamo di 2,5 milioni di euro. Le DGR del Piano Cultura sono state presentate in Giunta e poi ritirate, parliamo di altri 300 mila euro di cui non sappiamo più nulla, non si conoscono né il quando né la possibilità effettiva di impegnare e liquidare questa somma. C’è una confusione da far paura.

A dichiararlo è il Consigliere Regionale di Italia Viva, Luca Braia che aggiunge:

La situazione è insostenibile doveroso da parte nostra presentare una interrogazione urgente al Presidente Bardi rispetto a come si intende affrontare lo sblocco delle risorse relative a cultura e spettacolo, due settori da sostenere perché promuovono l’occupazione del personale e dei professionisti che a vario titolo vi lavorano oltre che creare un indotto turistico rilevante. Sono infatti 121 gli operatori iscritti all’albo dello spettacolo per l’anno 2019 con un trend positivo dall’istituzione della legge regionale e con circa 6000 occupati in Basilicata nella filerà culturale con CCNL dello spettacolo. Le proposte progettuali candidate sono mediamente circa settanta all’anno.

Non si conoscono tempi necessari ad avere il parere delle Commissioni rispetto ai due piani spettacolo (triennale 2019-2021 e annuale 2019) che sono stati approvati in giunta con DGR 897 e 898 del 13 dicembre 2019 e che vincolano 2,5 milioni di euro sull’annualità prevista per il 2019, e nemmeno quelli con cui si intende approvare in Giunta, impegnare e rendere disponibili le risorse previste per il piano Cultura, sempre relativamente al 2019, che hanno impedito al comparto di utilizzare i circa 300 mila euro previsti.

Fruitori, produttori e operatori dello spettacolo sono i soggetti fondanti di un processo culturale molto più ampio su cui investire e per rafforzare una modalità regionale identitaria, riconoscibile e diffusa e con enorme valore aggiunto.”

Per incapacità e inadeguatezza – conclude Luca Braia – le normative regionali per la promozione, il sostegno e la valorizzazione di cultura, patrimonio culturale territoriale e spettacolo sono ferme. Proprio, quando si dovevano cominciare a vedere risultati dalla filiera creativa regionale, vero e proprio comparto produttivo con dati occupazionali in crescita che non possono e non devono essere dimenticati da chi governa la Regione.”