La scorza, quella del radicale Maurizio Bolognetti, è dura e si sapeva. Lo ha confermato nella conferenza stampa tenuta a Potenza dopo i 40 giorni e passa di Quaresima (lo sciopero della fame) a sostegno di Radio Radicale, per la quale a Maggio i ”mandorli in fiore” rischiano di sbocciare rinsecchiti, se il Governo M5S-Lega non procederà a un ‘ravvedimento operoso” su una convenzione che verrebbe dimezzata. Tante le prese di posizione a sostegno della battaglia, cominciata a Latronico (Potenza) ma che ha avuto risonanza nel reale e nel virtuale. Ma ora si attendono i fatti, quel ravvedimento operoso che possa salvare ”capra e cavoli” diritto all’informazione, democrazia e una voce libera. Bolognetti ha coinvolto tutti . dalla politica alla Chiesa, dalla cultura al mondo delle associazioni, dal presidente della Repubblica ai rappresentanti di culture filosofiche e religiose del passato e del presente. Naturalmente si attende che la lunga Quaresima porti alla Resurrezione per Radio Radicale(altre due R). Serve il ”Ravvedimento”(e quattro) perchè prevalga il buon senso. Bolognetti,intanto, tira dritto e tiene la battuta anche se ha perso un bel po’ di chili (altro che prova costume) e i valori pressori sono al limite…Ma a tutto c’è un limite anche nei decibel ”silenziati” del Governo. Un tavolo e quattro sedie si rimediano per un atto di buon senso. Attendiamo una decisione ”Capitale”.

IL SOSTEGNO DEL NEOPRESIDENTE VITO BARDI
Radio Radicale, Vito Bardi: “Mi unisco all’appello affinché il Governo torni sulla sua decisione”
“La presenza di Radio Radicale nel panorama editoriale italiano rappresenta una voce libera oltre che un vero servizio pubblico. Faccio appello al governo affinché Radio Radicale non subisca il paventato taglio dei fondi che ne impedirebbero di fatto la sua prosecuzione in vita. Il patrimonio di voci e di libertà che ha rappresentato nel corso di questi lunghi anni non può essere assolutamente disperso. Ne è testimonianza Radio Carcere, Radio Parlamento, Radio Istituzioni.
Ogni volta che si chiude una testata giornalistica, muore un pezzo delle nostre libertà civili. Per questo mi unisco all’appello di quanti, in questi giorni, hanno scritto al Governo affinché torni sulla sua decisone”.
Lo ha dichiarato Vito Bardi presidente della Regione Basilicata.