Berlinguer a Matera, quel comizio di 40anni fa

Un articolo a 100 anni dalla nascita di Enrico Berlinguer non poteva tenere dentro tutto quanto ha fatto, detto, scatenato l’ex segretario del Partito comunista italiano, in una fase difficile del Paese, tra crisi economica, politica, attacchi terroristici e quella ”questione morale”, tuttora irrisolta, che portò a ” Mani Pulite”, al crollo della Prima Repubblica e alla scomparsa di gran parte dei partiti di quella stagione, cominciata con il varo della Costituzione.

E così anche il comizio di Berlinguer a Matera, in occasione delle elezioni regionali del 1980, è stato tra gli eventi (alcuni ci hanno chiesto di riprendere la stagione eurocomunista, altri dei rapporti con e dentro il ”politburo” di via delle Botteghe Oscure, altri della sua passione per il mare) che abbiamo volentieri ripreso.

Ringraziamo Michele Pace, che ha vissuto esperienza e militanza del partito fondato da Antonio Gramsci, l’essere stato corrispondente dell’Unità, per aver conservato e recuperato la registrazione di quel discorso. Trascritto dopo 30 anni dal comizio in piazza Vittorio Veneto e a 25 dalla morte a Padova di Enrico Berlinguer, dopo un periodo di ”frettoloso” accantonamento del suo pensiero, dei discorsi del grande segretario.

Pubblicare ora il testo del comizio di Berlinguer – scrive Michele Pace nella presentazione- vuole essere un gesto di affetto verso il leader comunista, che tanto ha significato per la mia generazione ed un omaggio ai tanti compagni, che hanno vissuto l’esperienza del Pci e sono andati oltre senza, tuttavia, rinnegarla”.

E quel discorso comincia con un saluto alla piazza ” Cittadini, cari compagni e compagne...” segnato dallo sventolio di bandiere rosse con falce e martello. Consuetudini e termine in disuso, perchè sono cambiati vessilli, aggregazioni, posizioni di potere di quanti ritengono inopportuno dire da dove vengono. Una scelta di ”identità apolide” che consente di restare a galla

e di intervenire quando è più opportuno. Coerenza nell’incoerenza di oggi, magari in vista di riposizionamenti su temi, ruoli, supporti in vista di nuove aggregazioni del potere per il potere. Non era quello che Enrico Berlinguer avrebbe voluto per il Pci , scomparso con la svolta della Bolognina , e per il governo delle Sinistre, dell’alternativa, ma senza rinunciare al confronto con la Democrazia cristiana e a criticare l’indecisione o il silenzio del Partito socialista che, nel ”proporzionale” del tempo , decideva come era meglio o opportuno allearsi.

Considerazioni riportate nel comizio di Matera che, ovviamente non possiamo riportare per intero, tra questione morale, diatribe nazionali e gratuite accuse di incoerenza verso il terrorismo. Inesistenti, visto il comportamento del Pci, contrario ad ogni cedimento nella vicenda e nella morte dell’onorevole Aldo Moro.

”…La Basilicata – disse Berlinguer- tra le regioni meridionali è forse la più interessata a una svolta nelgi indirizzi della politica economica nazionale e lo è perchè la possibilità di accrescere l’occupazione, ricostruire un avvenire nuovo per una terra come quella lucana che resta un punto limite della questione meridionale, dipende in gran parte l’affermarsi di una linea di riforme di struttura e di programmazione dell’economia nazionale’‘ .

Serviva e serve il cambiamento, vista la deriva dell’emigrazione, soprattutto giovanile, le carenze di infrastrutture e dei servizi e la mediocrità della politica di oggi, se confrontata con le ”menti fattive” dei partiti del passato, senza esclusione alcuna. E Berlinguer ricordò in un altro passaggio Palmiro Togliatti che sempre in piazza ” i più anziani-disse il segretario- lo ricorderanno- definì la vita nei Sassi per migliaia di famiglie una ‘vergogna nazionale’ .

Cio’ avvenne -proseguì- grazie a grandi lotte di cui fu a capo e protagonista fu ‘ indimenticabile Michele Bianco…Furono i risultati di quelle lotte che resero possibile l’aprire di una pagina nuova per la Basilicata, si crearono le condizioni perchè la Basilicata potesse conoscere uno sviluppo sano, equilibrato della sua economia. Ma la strada che che allora fu seguita dalle classi dominanti nazionali , e qui in Basilicata, fu un’altra; fu una strada che contraddiceva i risultati di quelle lotte, fu la strada che avrebbe condotto in seguito all’emigrazione, all’abbandono della terra, all’approfondirsi degli squilibri tra il Nord e il Sud”. Parole profetiche e attuali, passate per la vicenda della Liquichimica, per i costi economici delle aree interne e di altri problemi antichi come quello del collegamento di Matera alla rete delle ferrovie dello Stato o la Istituzione (poi arrivata)della Università.

” ...Ed è insorta – continuò Berlinguer- una drammatica questione giovanile. Questo ci preoccupa più di ogni altra cosa; il problema della mancanza di lavoro è diventato in questa regione una questione sempre più complessa e drammatica”.


E via con i dati in peggioramento costante a 30 anni di quel discorso, con gli inviti generici ‘ a rimboccarsi le maniche’ e le feste di piazza a indurre i ”Need’ (acronimo di un anglicismo che indica popolazione di età compresa tra i 15 e i 29 anni che non è né occupata né inserita in un percorso di istruzione o di formazione)a darsi da fare per occuparsi, formarsi tra il nulla del reale e il vuoto del digitale. Trent’anni fa le opportunità social e digitali non c’erano e si lavorava sui fatti, su quello che si poteva fare in concreto senza attendere la lotteria delle start up (da una su mille ce la fa) o dello smart working) che ha avuto la punta più alta durante la pandemia, prova generale per tagliare posti di lavoro tutelati. Flessibilità e precariato, tranne poche lodevoli eccezioni. Immaginiamo i commenti di piazza sul lavoro che mancava, i riferimenti alle pratiche clientelari, ai comparizi e comarizi di sistema che facevano le fortune delle campagne elettorali del tempo.

Oggi? Parlano i dati statistici di precariato ed emigrazione, con la popolazione che invecchia, il taglio di servizi e logiche di compromesso al ribasso… Questione di buona politica, di buon senso, di responsabilità. Si stava meglio quando si stava peggio? Luogo comune ma i passaggi sui rapporti tra i partiti parlamentari, dopo il successo delle Sinistre nel 1975, la dicono tutta di cose avvenne a livello nazionale e internazionale per frenare quella ”pericolosa” deriva favorita anche da errori che portarono a una successiva flessione di voti e con il consolidamento del centrismo. Copione già visto con il governo tecnico, guidato da Mario Monti, e del ”tutti insieme incompatibilmente” di Mario Draghi finito nel limbo dopo la mancata elezione al Quirinale e alla vigilia delle politiche 2023.

Berlinguer a Matera parlò di rischi di svalutazione della lira, di recessione, pensione, delle Olimpiadi di Mosca che vide l’Italia presentarsi sotto le insegne del Coni, e di sanzioni che vanno affiancate dal dialogo.

Noi -disse- esprimiamo condanne precise quando l’Unione sovietica invade militarmente l’Afghanistan. Prendiamo una serie di iniziative , contatti con i partiti comunisti e socialdemocratici dell’Europa, andiamo in Cina, Corea, ci rivolgiamo alla forze di progresso e di pace di tutto il mondo per cercare di sviluppare una nostra autonoma iniziativa, per la distensione ,per la comprensione dei popoli…Loro, i nostri governanti, s accodano sempre agli Stati Uniti, non fanno mai una critica, mai si dissociano. Mai sanno compiere un gesto di dignità nazionale. Ma del resto, che gesto di dignità nazionale volete aspettarvi da Emilio Colombo?’’.

Considerazioni del tempo che scaldavano la piazza e del resto il supporto ideologico era un fattore che motivava, faceva riflettere e portava a schierarsi con un senso di appartenenza che motivava e con un appello alla mobilitazione.


E la conclusione di quel comizio riassume tutta la voglia di lottare di un partito, di un progetto, di una idea di società.
‘’ …Mi rivolgo ai compagni piu anziani- disse Berlinguer- veterani di tante gloriose battaglie e mi rivolgo ai giovani e alle ragazze, ai quali vorrei dire soprattutto una cosa: allontanate dal vostro animo, se vi è, la sfiducia e la rassegnazione; lottate, organizzatevi, unitevi tra di voi e unitevi alle organizzazioni e alle forze del movimento operaio. Ma mi rivolgo ai cittadini di ogni ceto sociale e di ogni orientamento e dico a tutti: sbarriamo la strada ai responsabili dei mali di cui ha tanto sofferto la vostra regione, di cui ancora soffre la vostra regione e tutto il Mezzogiorno, sbarriamo la strada ai corrotti e ai corruttori, ai reazionari servili verso lo straniero, date un voto per la Libertà, per la Pace, per il Riscatto della Lucania e del Mezzogiorno. Un voto al Partito comunista italiano’’.

Questione morale soprattutto anche in Basilicata, nei centri piccoli e grandi, dove la pratica dei ‘’cerchi magici’’ è diffusa, senza alcun pudore di quanti hanno dimenticato le parole di Enrico Berlinguer. Ma sono lì a ricordare, che sono ancora valide. Anche dopo 30 anni da quel comizio a Matera che in piazza e sul palco hanno lasciato un ricordo indelebile. Bandiera rossa…

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2 Thoughts to “Berlinguer a Matera, quel comizio di 40anni fa”

  1. Leonardo Pinto

    Il partito comunista di Berlinguer, è morto con Berlinguer. Leonardo Pinto

    1. Franco Martina

      Certo…Ma resta la questione morale. Cancrena o cangrena delle nostra democraiza

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