Ancora qualche nodo da risolvere o rospi da ingoiare e poi, probabilmente lunedi 22 novembre, dopo una crisi strisciante esplosa con le dimissioni degli assessori Raffaele Tantone e Lucia Summa e in attesa del disco verde per ”ricominciare’ dopo un anno di mandato.I nomi che girano per la seconda giunta guidata da Domenico Bennardi (M5s) sono quelli che girano da un po’ tra iconografia social da figure dei calciatori con attribuzioni di deleghe da limare o rivedere . Un dato certo.Il Movimento 5 stelle avrà 4 assessori tra iscritti, tecnici o comunque vicini al movimento (i riconfermati Arcangelo Colella, Rosa Nicoletti, Tiziana D’Oppido e il nuovo arrivo Valeria Piscopiello , 2 ciascuno il Psi (Sante Lomurno e Michelangelo Ferrara) e Campo Democratico (la componente nata dall’abbandono di Volt) con Angelo Cotugno e Maria Pistone e 1 ai Verdi con Giuseppe Digilio. Per le deleghe c’è una indicazione di massima, ma tra sabato e domenica qualcosa potrebbe cambiare o subire aggiustamenti, tra ”desiderata” come la carica di vicesindaco che potrebbe non andare a Rosa Nicoletti e la patata bollente dell’ambiente che tra mancati interventi nei finanziamenti regionali (è il caso della discarica di La Martella) e scommesse progettuali sul Pnrr rischia di diventare il tallone d’Achille della giunta Bennardi.

Del resto con i vuoti palesi di organico sul piano qualitativo e quantitativo c’è poco da farsi illusioni. Serve tanta concretezza e molto senso pratico fuori dalle inconcludenti logiche del digitale virtuale, necessari ma non sono la priorità per Matera, e di fondazioni vuoto a perdere con l’opaco percorso da beni comuni. Senza dimenticare le scommesse del settore lavori pubblici con i tanti e i troppi ritardi consumati in questi mesi tra annunci promettenti, brusche marce indietro e amare realtà. A questo va aggiunta la lista delle cose fatte e appaltate da zio Raffaele, l’ex sindaco Raffaello De Ruggieri, con 53 milioni di opere da appaltare e situazioni inconcludenti come la vicenda del cinema Duni, di piazza della Visitazioni e le ”mine vaganti” ricorrenti sul futuro dell’ex pastificio Barilla-Padula e dello Stadio al rione Piccianello, quartiere dalle tante incompiute come abbiamo avuto modo di evidenziare in più occasioni. Argomenti per la giunta Bennardi 2 che, auspichiamo, preveda una delega a tempo pieno per il Turismo , settore sul quale siamo fermi al progetto di sostenibilità ” E Matera” e ai tavoli semivuoti di confronto con gli operatori, senza dimenticare le palesi divisioni con polemiche ricorrenti con Apt, Regione e via elencando. Ma non è escluso che il sindaco, invitato da più parti e da tempo ad avere più coraggio e autonomia decisionale,affidi qualche delega senza portafoglio su temi e settori che vanno seguiti sul campo. Un percorso già visto con altre Amministrazioni, con riscontri sul piano dell’ attenzione verso i cittadini ma con pochi riscontri operativi a causa della carenza di organici e la situazione del Comune di Matera non è delle migliori. Anzi…

Sul piano della tenuta politica almeno all’inizio, come accaduto un anno fa, ci dovrebbe essere una svolta. Ma il fuoco, per consolidate esperienze passate, coverà sotto la cenere e il buon Domenico Bennardi continuerà a rigirarsi sulla graticola finchè possibile. Del resto il quadro della maggioranza, sulla carta in 17 consiglieri, sconterà le inevitabili tensioni, rancori e possibili voglia di restituire i ”benservito” palese o sommersi con gli interessi. Le avvisaglie ci sono ed è inevitabili che venga fuori…La cosa non ci meraviglia. Fuori dalla giunta e non solo, sono gli assessori di Volt e di Matera 3.0 . Restano i consiglieri nella maggioranza e vedremo, dopo la nascita della seconda giunta Bennardi, quale sarà il loro modus operandi su temi e scelte specifiche dalle commissioni al consiglio. Naturalmente segnali o scossoni potranno venire anche da Roma, dove il governo del ”tutti insieme incompatibilmente” guidato da Mario Draghi sta dando segno evidente di fibrillazioni per condizionare le scelte del Piano nazionale di ripresa e resilienza, con maggioranze cangianti e mica tanto sorprendenti che vedono insieme Italia Viva, Lega, Fratelli d’Italia e franchi tiratori… M5S(che potrebbe subire una ulteriore scissione guidata da Alessandro Dibattista ) e Pd che fanno appello al senso di responsabilità e a pazientare per le nomina al Quirinale. Aria di elezioni politiche e questo potrebbe accelerare tutta una serie di sommovimenti anche a livello locale. Del resto la Basilicata, e questa provincia in particolare, dovrà fare i conti con il drastico taglio di parlamentari. L’alleanza potrebbe diventare realtà in periferia, superando per forza di cose diffidenze e divisioni del passato, e attingendo anche tra ”i responsabili” di quanti hanno più volte cambiato divisa e partito e continueranno a farlo. E allora saremmo alla giunta Bennardi 3… In primavera? Tra un anno? Copione già visto… Ma prima la giunta Bennardi 2. Auguri