Ricordate cinque anni fa dopo il voto e il turno di ballottaggio a Matera in quel calderone di slogan, sottintesi e manovre sotterranee, locali, potentine e lauriote,i 100 uomini di acciaio si fusero con quelli di cartone insieme a quelli di legno e per Matera venne fuori quel minestrone della trattoria dei pupari che ci portò al varo dell’ Arca di Noè . Una nave coalizione con tante porte girevoli, ammiragli, vogatori, cambusieri, sabotatori e maneggioni, che sarebbe finita nelle nebbie trasversali del Governo di unità municipale, con il cambio di maggioranza dal centro destra al centro sinistra con tutte le perplessità strumentali o no- a seconda di come la pensiate- e a quello che potrebbe maturare anche questa volta. A ricordarcelo un uomo di mare, Antonio Serravezza, che fiuta venti di maestrale e di bonaccia per vedere se sul ponte sventolerà ”Bandiera Bianca” per dirla con una nota canzone di Franco Battiato” o se sul pennone del palazzo di via Aldo Moro sventolerà quella dei pirati dell’irruenta e motivata brigata dei filibustieri. Siamo alle proiezioni, ma senza sondaggi, di chi dovrebbe andare al ballottaggio aldilà dei pronunciamenti personali dei sei candidati sindaci. Una cosa è certa ci sarà il ballotaggio e lì il possibile ricongiungimento c’è tutto, trasversale e con tutto e il contrario di tutto. Pronto il menù e con un piatto unico: minestrone d’annata…con qualche variante, come vuole l’appetitosa tavolata del regolamento urbanistico rimasto inattuato dopo la maratona consiliare.

LA RIFLESSIONE DI SERRAVEZZA
Primi spruzzi di vetriolo sulla campagna elettorale a Matera. Da ieri è scattato il tutti contro tutti per accaparrarsi i voti alle comunali, in programma il 20 e 21 settembre.
La sensazione forte è che si stia ricostruendo una commistione d’interessi trasversali, che non ha il sapore di un’apertura al civismo, ma di una politica vecchia e da superare. Tutto è legittimo, ma certe transumanze fanno pensare che ci sia qualcosa di più dell’adesione ad un progetto politico.
Si parla solo di nomi e poltrone da spartirsi non di progetti e programmi per la nostra città. Per questo invitiamo tutti ad un confronto pubblico alla luce di questa breve e unica campagna elettorale che non potra’ manifestarsi con i soliti e gremiti comizi in piazza. Le parole e le promesse dei sei candidati alla carica di Sindaco di Matera sono simili, sembrano un copione scritto da un’unica mano:” Saro’ io il garante della legalita’, della trasparenza e della concretezza della mia coalizione”.
La vera sfida e’ solo tra chi rappresenta una coalizione piu’ numerosa o per il programma che dovra’ svolgere durante i cinque anni amministrativi che segneranno il futuro di Matera?
La vera sfida non e’ ancora chiara e non si e’ ancora concretizzata la macchina del fango che, in queste occasioni in passato, era rinforzata da un desiderio di potere che sappiamo com’e’ finita. una grandissima delusione per tutti coloro che votarono per una coalizione di destra e che con il passare del tempo ha abdicato restituendo le poltrone agli avversari. 
E’ stata una lezione mortificante per molti elettori che oggi vivono con l’incertezza e, consapevoli e piu’ maturi, sapranno fare una giusta valutazione degli uomini candidatisi oltre che ai programmi che proporranno. Fra un mese sapremo se avremo scelto bene e forse cio’ che succedera’ nel prossimo quinquennio alla Citta’ dei Sassi oltre che Capitale europea della cultura.