Tutti a dare addosso alla Azzolina, come se i problemi della scuola italiana derivassero tutti da quando è arrivata lei a Viale Trastevere. Come se lei fosse la peggiore ministra del settore. Come se tutto lo scempio pregresso che fa da palla al piede alla ripartenza di settembre, dipendesse da lei. Azz…olina, allora, tutta colpa di Lucia che non ha saputo tirare fuori la bacchetta magica e risolvere questa situazione di straordinaria emergenza.

Ovviamente, non è così, e se ci guardiamo indietro e si vanno a rinvangare i tagli e ritagli operati sulla scuola nei decenni passati (sui mancati investimenti nel rinnovo delle strutture, nella riduzione degli alunni per ogni classe, in una mancato adeguamento della retribuzione del personale), si vedrebbe come tanti hanno la memoria corta, anzi cortissima, perchè proprio i propri partiti di riferimento ne sono stati i tragici artefici.

La Azzolina si è trovata a gestire una scuola italiana disastrata, come Speranza una sanità avviata a privatizzazione selvaggia. Ambedue settori messi in ginocchio allo stesso modo da scellerate politiche dei governi precedenti, e -per questo- non in grado di poter rispondere ora con immediatezza ai cambiamenti straordinari necessari a seguito dell’uragano covid19.

Per la sanità in parte si è provveduto a recuperare e tanto c’è ancora da fare. Per la scuola si inizia solo ora e certamente per magia non si possono moltiplicare le aule che non ci sono e i tanti docenti in più che serviranno per aprire la scuola a settembre in sicurezza covid.

Certo bisognerà correre perchè il tempo stringe, ma la direzione di marcia sembra segnata con il Piano Scuola 2020/21, la cui riuscita dipende dal centrare  due obiettivi: trovare una soluzione al problema di spazio che affliggerà oltre un milione di studenti e assumere 50.000 unità di personale per sdoppiare le classi o favorire la compresenza in classe alla primaria.

Allo scopo è destinato il miliardo in più annunciato da Conte e la stessa Azzolina che si aggiungerà ai 400 milioni per il 2020 e ai 600 per il 2021 previsti dal decreto Rilancio per il neonato fondo Covid-19 a cui le scuole potranno attingere per la riapertura in sicurezza. Ulteriori risorse aggiuntive, inoltre, dovrebbero arrivare dai 10 miliardi attesi dal prossimo scostamento di bilancio.

E allora, a settembre si prevede l’arrivo di 50mila nuovi assunti a termine (docenti e personale ATA), che si sommano ai circa 15mila messi in preventivo per coprire le immissioni in ruolo che non andranno a buon fine e allo stock di incarichi temporanei che ci si trascina dagli anni precedenti, con la prospettiva che, alla riapertura, si supereranno i 200mila precari in cattedra e non.

E sempre a proposito di docenti da segnalare che a luglio scatteranno gli aumenti (in media da 80 a 100 euro) in busta paga per l’effetto del taglio al cuneo fiscale previsto dall’ultima legge di bilancio.

Insomma, al ministero sono in corso ore febbrili su come ripartire le risorse tra aule, arredi e personale e su come fare in modo che tutto quanto immaginato e deciso si tramuti in fatti concreti.

E se non si riuscirà a fare tutto e subito ciò che è necessario a fare della scuola italiana quella scuola che tutti vorremmo che fosse per il futuro dei nostri figli e del Paese……non sarà proprio tutta colpa di Lucia Azzolina.

Ricordiamocelo….per evitare che chi ha fatto il danno in passato, ora gli riesca anche di farci la beffa di scaricare le colpe su chi non ne ha.