Il Muro è caduto nel 1989 ma ci sono ‘’compagni e compagne’’ che restano fedeli alla linea, non in maniera ottusa, perché la storia comunque è cambiata, ma credono che un nuovo progetto di ripresa degli ideali ,valori, e metodo di analisi comunisti siano possibili e percorribili rileggendo Karl Marx e Antonio Gramsci. Tra questi è Francesco Calculli, studioso e storico del mondo comunista che insieme ad altri che hanno voglia di confrontarsi, discutere, elaborare ha dato vita all’associazione ‘’Karl Marx’’ 2018 autore del celebre ‘’ Capitale’’ con Friedrich Engels e , da alcuni mesi, alla ‘’Casa Museo Storia del Comunismo e della Resistenza’’ che ha sede in Matera in via Giuseppe Gattini in uno degli alloggi popolari edificati durante il Ventennio. E sulla targa i simboli della stella rossa con falce e martello e quella della ‘’Brigadas Internacionales’’, che hanno dato un segnale di ripresa di partiti e movimenti di Sinistra in Spagna. All’interno, con un allestimento curato fin nei minimi particolari, tutto l’universo comunista italiano (da Palmiro Togliatti a Luigi Longo a Enrico Berlinguer) e straniero fino con i leader di Urss (Stalin, Lenin,Trotszkij) Repubblica Popolare cinese (Mao Tze Tung) e a quelli di lotta e di rivoluzione come il Vietnam ( Ho chi min) e Cuba (Fidel Castro e Che Guevara) fino alla lotta partigiana, al Comitato di liberazione nazionale. Un tuffo nel passato con bandiere, foto, medaglie, spillette, giornali,a diplomi, libri,in italiano, cinese, russo, francese ecc dischi ( anche una celebre incisione dell’astronauta Yuri Gagarin che saluta Sophia Loren e dei bolognesi CCCP fedeli alla linea), film, locandine, gadget, berretti dell’Armata Rossa dalla Rivoluzione di Ottobre al Patto di Varsavia. Ma quello che colpisce di più è la passione con la quale Francesco Calculli, direttore del Museo, illustra con dovizia di particolari, ricordi, considerazioni un mondo che appartiene al passato ma che ha ancora molto da dare per ricostruire -ma con molta fatica- una casa per la Sinistra e per le idee comuniste, come ammette il fondatore di una iniziativa che ha pochi riscontri al Sud.

“Sono – dice Calculli- orgogliosamente comunista. Sono stato nella Fgci, 1991, poi rifondazione comunista e negli ultimi dieci anni ho cercato di costruire, ricostruire, ma senza risultato. Esperimento,purtroppo, fallito. Ci sono questioni aperte. Penso di aver fatto il possibile,mettendo da parte anche le storie personali. Credo nell’unità. Non a caso sulla targa di ingresso ho riportato il simbolo delle brigate internazionali sul cartello di ingresso, che ha permesso di vincere in Spagna con una alleanza socialisti, comunisti. Credo che la scissione di Livorno del 1921, quella pregiudiziale nei confronti dei socialisti, sia caduta con il muro di Berlino. E’ il momento di mettere da parte le storie personali lavorare su temi stringenti, propri di chi ha una tradizione di Sinistra, come lavoro, diritti, sociale coinvolgendo i giovani. Siamo stati una forza nella storia quando siamo stati uniti. Separati non si va da nessuna parte. I partitini da 0,1 per cento periodico non portano da nessuna parte. Sì, vero i vecchi partiti non ci sono più. Occorre ripartire dal fare politica con passione e valori, che prima si faceva. Altrimenti Si va a sbattere contro uno scoglio, perchè il nostro voto, parte delle nostre battaglie sono state prese dal m5s per esempio, che non è riuscito ad attuarle nemmeno in Parlamento. Perchè non si puo’ essere nè di Destra e nè di Sinistra, perchè chi dice di non stare nè da un parte e nè dall’altra poi è di Destra e lo dimostra.Anzi chi lo dice nei fatti è di Destra. Mi interessa, conclude, che si torni a discutere . Il museo è aperto al dibattito. Le iniziative possono partire da tutti. Questa è una associazione culturale. Se avete proposte venite qua. Una ragazza, ventenne, non conosceva assolutamente nulla di una parte della Storia del nostro Paese. Ha sfogliato un libro di Antonio Gramsci e ha approfondito”. E a parlare non sono solo i libri, italiani e stranieri, sistemati per collane, annate, temi e di diverse edizioni. Ma anche i tanti cimeli dono come dice Calculli di ‘’ compagne e compagni’’ o dei loro eredi che hanno capito importanza e ruolo della nostra Associazione. E qui,infatti, è facile passare delle ore soprattutto se si ha ricordo del passato di storia, arte, politica, cinema. E così troviamo Pier Paolo Pasolini con il suo Vangelo Secondo Matteo , Locandine di film La corazzata Potemkin di Eisenstein, Gli ultimi giorni che sconfissero il mondo di Sergej Bondarciuk con Franco Nero e Sidney Rome,quadri delle Case del Popolo emiliane e milanesi , una stampa di Renato Guttuso sul Funerale di Palmiro Togliatti con l’invito a individuare i partecipanti come Pablo Neruda e curiosità locali. Il primo congresso delle donne comuniste a Matera del 1948 con una foto in bianco e nero. Dietro le loro firme e nell’aula la scritta w D’Onofrio e una foto Lenin. E poi sottoscrizioni, la tessera provvisoria dei comunisti triestini durante l’occupazione jugoslava del 1945 , poi del Partito comunista d’Italia nel 1925. Francesco Calculli ha impiegato quasi undici anni per realizzare questo scrigno dedicato a un passato da preservare e riprendere in un’epoca dove ci si confronta poco e dove si conosce poco, perché non si hanno metodo e saperi, per capire cosa e perchè accade oggi in economia e politica. Materiale raccolto grazie al contributo di compagni italiani e del mondo. E così destano rispetto i diplomi conferiti ad Angela Gatti di Genova, distintasi per il contributo al raggiungimento di 500.000 iscritti alla Figc genovese. A firma del segretario del comitato centrale del Pci Luigi Longo. Al Comune di Ronciglione per essersi distinto nella diffusione del quotidiano L’Unità soppresso, come sappiamo, durante la sciagurata e deleteria gestione di Matteo Renzi,segretario del Pd nonché presidente del consiglio dei ministri. E poi ritratti e scritti del deputato socialista Giacomo Matteotti, del quale Benito Mussolini si assunse la responsabilità dell’eccidio, un vasto affresco iconografico e documentale sulla l vita Lenin, doni di una dirigente del Pcus, medaglie di tutte le epoche e tra queste quelle dei deportati politici nei campi di concentramento nazisti: spilla gialla per gli ebrei, il rosso per i comunisti, viola per i testimoni di Genova e l’arancione per i rom. E poi foto, documenti, attestati, medaglie della Resistenza Italiana, portachiavi, diplomi, deputati comunisti della Costituente ad eccezione di Eugenio Curiel che fu assassinato dai fascisti due giorni dopo la Liberazione e grande intellettuale. Il materiale è corposo e il colore rosso, inevitabilmente, prevale sui cromatismi dei bianchi e dei grigi di altri documenti, fatta eccezione per alcune ‘’matrjoske’’ di statuine di leader del Cremlino e di altri oggetti divulgativi cinesi con le immancabili edizioni del ”Libretto Rosso”del grande Timoniere.

Avevamo visitato il museo della ex DDR a Berlino e mai avremmo pensato di trovare nella Città dei Sassi un faro della cultura comunista e della Resistenza. E con un obiettivo preciso come ci ripete, con passione e convinzione il quarantottenne materano .Da dove ripartire? Secca la risposta ”Dallo studio – sottolinea Francesco Calculli- perchè si deve tornare allo studio del marxismo. Siamo nel duecentenario della nascita di Karl Marx e occorre studiare sopratutto Gramsci, che è il principale teorico della rivoluzione in Occidente , si riparta con lo studio delle categorie gramsciane e interpretazione della società. Altrimenti non si va da nessuna parte. Occorre studiare quello che non ha funzionato. Anche perchè l’Unione sovietica non c’è più, il Capitalismo è in crisi. Il Museo non è una operazione nostalgica ma è importante far conoscere questa storia, tornare a discutere. E chi esce da qui esca con una diversa consapevolezza , voglia approfondire e magari ritornare su questi temi. Slogan come ”Tutto il potere ai Soviet e Proletari di tutto il mondo, Unitevi hanno ragione di esistere”. Una pausa che ci porta a osservare sulle pareti quadri contenenti tessere, medaglie, fazzoletti delle feste dell’ Unità. Fotografie partigiani scattate dopo la liberazione. Quadri di una casa del Popolo, fatti restaurare. Le tante foto di Enrico Berlinguer, la Pagina prima del giornale Ordine nuovo, fondato Antonio Gramsci, bandiere della Fgci torinese. Tessere del Pci dal 1945 alla fine decretata da Achille Occhetto alla Bolognina, un grande manifesto azzurro del Pci sul primo uomo –il sovietico Yuri Gagarin- in orbita attorno alla Luna, Diplomi sull’eroismo del lavoro sovietico con una giovane donna ingegnere autrice di un miracolo stakanovista con il completamento, insieme a decine di lavoratori, della ferrovia Bam-Bajkal. E ancora attestati delle organizzazioni giovanili come i Komsomol e quelle dei ragazzi dai 4 ai 10 anni dei Giovani Pionieri.

Drappi, bandiere, gagliardetti, diplomi, ognuno dei quali ha una storia da raccontare come un quadro di Palmiro Togliatti ‘’ Il Migliore’’ eseguito a Mosca appartenuto a una famiglia a Bologna,tante icone della Festa dell’Unità , volantini del Pci e del circolo Gramsci Torino anni Settanta. Curiosità molte come un libro di lettere delle ex prostitute della case chiuse che portarono nel 1958 alla legge Merlin, pubblicato dalle edizioni Avanti! del 1963. Immagini della guerra di Spagna, della 40^brigata Garibaldi che combattè con le truppe di Tito per la liberazione di Spalato. Le immagini dell’Ultimo comitato centrale del Pcus. Le foto di Enrico Berlinguer, che incontra con alterne fortune ed entusiasmo il segretario del partito comunista spagnolo, Santiago Carillo, per quel progetto d Eurocomunismo che coinvolse anche il francese George Marchais e il portoghese Alvaro Cunhal. E come non ricordare Dolores Ibarruri, la “Pasionaria’’ della rivoluzione spagnola. Materiale che scende dalle pareti, come le ormai copie uniche cartacee de l’Unità sulla Morte di Berlinguer e altro ancora che tira fuori date, ricorrenze e protagonisti tra volti noti e meno noti. Tutto questo, doverosamente catalogato, non sarebbe stato possibile con il contributo di tanti. E un ringraziamento doveroso il direttore del Museo, Francesco Calculli rivolge all’edicola Franco Taratufolo per un opuscolo sulla visita a Matera di Enrico Berlinguer nel 1980, contenente una prefazione di Michele Pace, e per il lavoro di incorniciatura fatto da Lavori incorniciati Galleria Durante, Ettore D’Addiego.

Un rammarico,infine, circa la mancata visita del senatore del Pci Angelo Ziccardi,scomparso nei mesi scorsi. Il progetto continua nel solco degli ideali comunisti e della Resistenza, sostenuto da tanta passione incrollabile per un’idea che tiene fedeli alla linea. La casa museo “Storia del comunismo e della Resistenza’’ può essere visitata il lunedi dalle 17.00 alle 19.00 , il venerdì dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00

Sito in progress www.casa-museo-comunismo-matera-jimdo.com