Le perplessità su funzionamento, gestione ed efficacia della APP Immuni le manteniamo tutte, sopratutto dopo il question time alla Camera che ha visto il ministro per l’innovazione Paola Pisano, il 14 ottobre scorso, rispondere a una interrogazione sull’argomento presenta dai parlamentari Marco Silvestroni e Alessio Butti (Fratelli d’Italia), che ha finito con l’accrescere gli interrogativi sulla efficacia operativa di uno strumento di rilevazione di eventuali soggetti positivi al covid 19. Non lo diciamo solo noi, che abbiamo trattato ampiamente l’argomento, ma tutta una serie di studi sul campo riportati da trasmissioni come Report o Piazza Pulita che potrete rivedere sui social.

”Da mesi esponenti di maggioranza – ha detto Marco Silvestroni in aula- chiedono venga installata questa applicazione ma esponenti della stessa. E allora ministro chiediamo una volta tanto la verità sulla effettiva utilità della APPimmuni. Quali sono secondo voi i motivi per cui gli italiani debbono scaricarla… Non basta scrivere sul sito scrivere quanti l’hanno scaricata…e quanti italiani debbano scaricarla per essere efficace e utile e che ruolo devono avere le asl territoriali per garantire una presenza capillare della APP in tutte le fasce di età, sopratutto per gli anziani e per chi è meno pratico all’utilizzo dello smartphone”. La replica del ministro per la digitalizzazione e la innovazione tecnologica Paola Pisano ha ripetuto nè più nè meno il tono rassicurante del passato, asserendo che il 15 per cento della popolazione che ha scaricato l’APP e un dato rassicurante, citando studi di atenei stranieri, ma ignorando la realtà tecnologica e comportamentale del BelPaese. Ricordiamo che nel luglio scorso aveva risposto alla parlamentare Laura Boldrini (Leu) lasciando sul campo non pochi interrogativi sulla cessione gratuita allo Stato della APP da parte dei privati che l’avevano promossa nella primavera scorsa perchè – è risaputo nessuno ha mai fatto niente per niente, sopratutto se si tratta di imprese.

” L’APP immuni -ha detto la Ministra-che ho messo a disposizione del Ministero della Salute, dopo aver contribuito a realizzare la parte tecnologica e a definirne gli aspetti normativi ha ricevuto una valutazione favorevole da un rapporto del consiglio di Europa. L’analisi svolta dall’unità protezione dati ha evidenziato l’importanza di avere emanato una legge specifica in Italia, come base normativa di sviluppo dell’applicazione. La legge è volta a tutelare i diritti fondamentali della persona. In precedenza Immuni aveva ricevuto la massima applicazione dal Masschussets Institute of Thecnologies di Boston. Attualmente sono 8.600.000 le persone che si sono dotate dell’Applicazione. Dall’inizio di ottobre i downloads sono stati 1.967. 000. Dal 1 giugno i casi di potenziali focolai individuati e contenuti sono stati 16. Le notifiche di esposizione registrate dal 13 luglio ammontano a 10.060 con netto incremento, purtroppo, nell’ultimo mese. Nel decreto legge n.25 del 7 ottobre ho promosso l’inserimento di una norma che consenta l’inserimento di Immuni a livello europeo, grazie all’interoperabilità con le altre APP nazionali . Il prossimo 19 ottobre l’Italia insieme a Germania e Irlanda darà addio al sistema di interoperabilità delle applicazioni di notifica a disposizione di contatto. Secondo uno studio condotto dall’Università di Oxford le APPlicazioni di notifica sono efficaci a prescindere dal numero di persone che la scaricano . La citata soglia del 60 per cento della popolazione rappresenta un dato parziale. Lo stesso Ateneo ha precisato che anche con un numero inferiore di utenti si puo’ ottenere una riduzione del numero di casi di coronavirus. In un più recente contributo scientifico le Università di Oxford e Standford hanno individuato nel 15 per cento una soglia già in grado di ridurre le infezioni e i decessi, ove il sistema di notifica di esposizione sia abbinato ad altre misure tradizionali di contenimento. Ad oggi abbiamo superato questa soglia, considerato che il numero di persone che hanno scaricato l’APP nel nostro Paese corrisponde al 16 per cento dell’intera popolazione italiana maggiore di 14 anni.

Immuni costituisce -ha concluso la ministra Paola Pisano-solo uno strumento di prevenzione in contrasto alla diffusione del virus e si integra con le altre misure del Ministero della Salute e delle Regioni. In definitiva credo, e i dati, lo dimostrano sia un gesto semplice di responsabilità verso noi stessi e verso gli altri italiani, in grado di fronteggiare questa pandemia”.

La risposta della Ministra non ha convito Alessio Butti, altro parlamentare di Fdi che ha presentato l’interrogazione, ribadendo l’insoddisfazione per una APP che mantiene perplessità e con un bilancio fallimentare. ” Ministro è la solita storia- ha detto Butti- si modificano le soglie e i problemi si risolvono ma le percentuali che avevate annunciato quando aveva messo sul mercato Immuni erano assai diversi. Comunque sia Immuni, cosi come è, non funziona. Lo sa cosa se ne fanno dei riconoscimenti europei di cui lei ha parlato i migliaia di infettati degli ultimi giorni? Glielo risparmio…perchè sono una persona educata. Non ci deve più parlare di download. Le ci deve dire esattamente quanti italiani la stanno usando, perchè ad una cosa doveva servire la APP immuni: semplicemente a individuare i nuovi positivi e ad arginare la pandemia. Mi sembra che abbia arginato la pandemia e i nuovi positivi sono poche decine. E allora ci dica se è efficace come ha detto il collega Marco Silvestroni contro il covid , perchè la medicina dei territori considera Immuni un impiccio . Quei pochissimi italiani che usano Immuni non riescono nemmeno a comunicare la loro positività a chi è stato in contatto con loro. Viene meno, cioè, la missione per cui aveva studiato Immuni , perchè è talmente inefficace che l’avete promossa, tanto da prorogarla fino al 31 dicembre del 2021 e cioè 12 mesi oltre lo stato di emergenza che avete prorogato. Questo che significa ? -ha concluso il parlamentare di Fratelli d’Italia- che diventerà obbligatoria, vuol dire che chi l’ha progettata e la sta gestendo pro bonus smetterà di gestirla entro il 31 dicembre…e poi chi pagherà la gestione. Anche in Svizzera usano una sorta di Applicazione Immuni e Dio sa quanto mi scocci citare la Svizzera quale esempio positivo, ma lì tutti i giorni vengono pubblicati i dati che il gruppo Fratelli d’Italia le chiede – Ministro- da cinque mesi e che lei rifiuta di darci. Ultima cosa il 1 giugno scorso il Garante dei dati personali ha dato 12 prescrizioni al Ministero della Salute, ma non ha nemmeno risposto. Non giocate con la salute degli italiani”. E di questo aspetto ne riparleremo in altro servizio.

E IL GOVERNO HA RACCOMANDATO
Una nota dell’ 8 ottobre,come riporta una notizia Ansa, citando “Covid: raccomandazioni Governo per uso sicuro App Immuni” e ”Da presidenza Consiglio Ministri, Ministero Salute e Innovazione”aveva raccomandato gli utenti a un uso corretto della APPlicazione che -aldilà del buonismo della campagna ministeriale portata avanti dal volto rassicurante dell’attore Flavio Insinna, comparso anche nella trasmissione Carta Bianca- mostra tante pecche e la cosa non fa che aumentare le perplessità
ROMA, 08 OTT – Il Sistema di informazione per la sicurezza ha predisposto una serie di raccomandazioni per il corretto utilizzo della app “Immuni” in collaborazione con il Ministero della Salute ed il Ministro per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione. In particolare, le raccomandazioni richiamano le “Precauzioni minime per la sicurezza dello smartphone”, in cui vengono descritte indicazioni generiche, ma fondamentali, per non compromettere la sicurezza dell’ambiente entro cui gira l’applicazione; l’utilizzo consapevole degli store, per contrastare la diffusione di applicazioni non ufficiali, tramite siti alternativi promossi in rete e sui social media; ed infine un breve vademecum che descrive l’aspetto e le funzionalità dell’applicazione.
Le raccomandazioni consigliano quindi innanzitutto prudenza e accortezza nell’utilizzo dello smartphone: va costantemente aggiornato il sistema operativo e inserito un antivirus; bisogna
evitare di caricare il proprio cellulare collegandolo a dispositivi diversi dal proprio caricabatterie, tipo tv e pc; non vanno ceduti privilegi di accesso non necessari alle
applicazioni; non vanno effettuate modifiche al sistema operativo; bisogna impostare sempre il Pin della SIm e codici di sblocco per il dispositivo. E ancora: vanno installate solo app
inserite negli store ufficiali, non vanno installate app tramite i motori di ricerca, prima di scaricare la app immuni va verificata la data di rilascio dell’applicazione: la prima
versione è stata rilasciata il 1 giugno 2020. Nei consigli pratici si spiega cosa fa e cosa non fa l’app immuni. Per maggiori informazioni sulla app e sul suo funzionamento
consultare i siti innovazione.gov.it e immuni.italia.it .