Sarà stato il passaggio a Matera di Emanuele Filiberto di Savoia che, dovrebbe aprire la scuola ” Ballando sotto le stelle” in via Tre Corone ( e dove se no ?) , le reminiscenze ”regali” della gloriosa salumeria “da Crapill” di piazza del Sedile o i concorsi per ”re e regine’ dei giocatori di scopa e scoponi, l’onda lunga dell’afferismo dei principi inglesi che hanno lasciato la birra Corona per la tarantina Raffo ( la birra dello zaraffo) ma il movimento APPeppino ha colto la palla al balzo e si è lanciato ” cap e noce d’ cudd ” ( a capofitto dal dialetto materano all’italiano) nell’operazione elettorale baronale. E l’elenco dei candidati di lista di persone e personaggi di sangue blu, imbebuti di liquore Zephir o Kermes, la dice lunga di come andrà a finire per le comunali 2020 e per le politiche che stanno maturando. Il referendum appartiene al passato e l’adesione al Partito nazionale Monarchico con tanto di simbolo ”Vota Stella e corona” ha fatto saltare i tappi a corona…della salsa materana. E Franco Capodilupo , edicolante,e con passo da bersagliere ha recuperato il detto dialettale ‘ Vesti cippone che pari barone’ che rende giustizia all’italico ” l’abito fa il monaco….se l’abbigliamento è griffato”. Da qui nobiltà e pedigree (sì anche i cani vanno a Corte) sottendono all’avvio di una campagna di unità monarchica con tanto di convegnoo, relatori d’alto lignaggio ”capati da in mezzo al mazzo” della LUM – Libera Università della Murgia- e della Royal School of Serra Venerdi. Certificazione Iso…come alla ”poveri a lloro” APPeppino vuole il ‘Barone’ di Matera per dare ”Un futuro al Sovranismo Materano. Michele De Rovellis, legale del movimento, ci mette piedi e mano sulla questione e fa sapere che il sovranismo di Matteo Savino (senza la L) non c’entra. E allora viene fuori il nocciolo (quello delle albicocche) della questione con tanto di motivazione. ”’ Visti gli sguaiati tentativi-dice Pino SIggillino- di transfughi, trasformisti, opportunisti e infamoni verso la pubblica opinione come persone degne di fiducia, la sezione APPeppino ritiene doveroso fornire il proprio contributo per definire un progetto di governo della città”. E così dopo il convegno, che si dovrebbe tenere in un Palazzo nobiliare, quello della consorte di APPeppino contessa Antonella Alla Recchia e al Recchino di piazza Buozzi, verrà redatto il programma elettorale – sintetizzato per l’esperienza maturata nei piani quinquennali di epoca zarista- dal fiduciario del movimento Stacchio Grieco. E qui Vito L’Evangelista, responsabile delle visioni diottriche del movimento, mette l’occhiale avanti e dice che anche dopo le elezioni il ”programma sarà sistematicamente disatteso”. Nè più nè meno come il dossier di fregatura della reale Fondazione sabauda che ha fatto calare il mercato della casa vacanza a Matera e fatto crescere i ”rascki” bancari e usurai tra famiglie epiccoli imprenditori. E a qualcuno sarebbe sferrata (non sottilizziamo sulla grammatica) una mano sul copertone della macchina di chi si merita più un pagliatone… Felice Tressanti , opinion leader dell’associazione Energheia, l’ha presa a risate e ha annunciato l’arrivo di un Salvatore per una mediazione tra monarchia e repubblica, pur di non perdere lo jazzo al Comune. E qui casca l’asino…perchè due piedi, anzi due zoccoli in una scarpa non si posso tenere.Serve una Cenerentola dal piede delicato e regale come quello di Antonella Presta, che ha la doppia tessera di APPeppino (la n.2, come tutti) e quella ( la n.2 bis) del Partito Donne (Pd), per calzare la Corona del Bos Lassus ornata di spighe (vacanti) e di fiori di balconi, balconcini e balconate. La ”mossa” dovrebbe portare a individuare il Barone del ”Burrone” sulla Civita, dove si sta precipitando il maestro ”Pappajoll” e la sua banda con la marcia reale…perchè arriva Carnevale che annuncia la campagna elettorale. Pronto lo slogan: ” Vota ”Stella e corona” e salvi la poltrona” delle civiche di tanti poveri trasformisti, transfughi e infamoni, come è scritto nell’invito della lista, o di assaliati frallimoni , che sono stipati intorno all’Arca di Raffaele su ”inaffondabili” gommoni.