Luglio? E in politica continua l’intruglio fatto di ‘’si dice’’ e di tanti ‘’prego, vuol ballare con me?’’ ma al contrario della nota canzone di Adriano Celentano ci sono solo ‘’Ni’’ e senza tanti ‘’ grazie, prego, scusi, tornerò’’ perché – quando è tutto nebuloso- non c’è la squadra ,come scrive più avanti il candidato sindaco e pro sindaco Antonio Serravezza, si preferisce avere un piede in più scarpe dire che si faranno due, tre liste civiche o ciniche e l’alleanza verrà al ballottaggio. Con lo stesso obiettivo degli ultimi lustri : prima prendiamo il Comune e poi si pensa…’’. E così maneggioni e altri personaggi equivoci della politica locale che hanno venduto e svenduto Matera e la sua autonomia ce li ritroveremo sotto qualsiasi bandiera o mutata bandiera. Serravezza, a giudicare dai toni, punta al sodo e bolla di ipocrisia e inconcludenza quanti affidano la scelta della squadra al saper stare davanti alla tv o al successo di like social o condivisioni. Se fosse così il BelPaese e la Città dei Sassi sarebbero i meglio amministrati. La storia sta in altri termini: servono trasparenza e lealtà. Si cominci con dialogo e confronto. Quanti amano Matera chiudano la porta, questo sì, a quanti prendono direttive da Roma o Potenza e si guardino dentro e intorno puntando il dito sulle cose da fare. Tutto qui. Altrimenti ci attenderanno altri cinque anni di trasversalismi, compromessi, inciuci e colpi bassi nei confronti della città, naturalmente.

PREPARIAMOCI A NUOVE STRATEGIE DI RILANCIO Per favore cerchiamo di capirci, io ho detto, e lo ripeto, che il governo di una città importante come Matera, ci si presenta con una squadra di governo già pronta.Sarà giusto e necessario che coloro che non vivono all’interno del recinto dei partiti materani si sentano di esprimere, con il cuore per la città.
Il caso del sindaco attualmente in pectore ne è la prova evidente, ed è del tutto inutile invocare dietrologie e sepolcri imbiancati. La conquista del Comune, da parte delle truppe di destra doveva essere una prova tangibile del vero cambiamento, rappresentata da una giunta di galantuomini che avrebbero strapazzato i vecchi volponi della politica materana. Abbiamo assistito a formazioni di giunte ballerine, pronte a dissolversi ai primi bagliori dell’alba. E’ pura incoscienza accettare una simile sfida, quando non si è ancora in possesso di una buona squadra di governo. Amministrare una città è un impegno terribilmente reale. La selezione non si fa guardando chi è più abile davanti alle telecamere, chi sorride meglio e ha i denti bianchi. Come si fa a promettere di dar voce a nuove politiche, quando le idee hanno bisogno di persone per diventare concrete?
Io continuerò a restare fedele alla mia opinione. Alla politica locale manca quel confronto artatamente definito inciucio da un entourage servile e ignorante. Certo bisognerebbe obbligare i politici delle diverse estrazioni politiche a mettersi insieme e dialogare. Per chi ama la scienza e non la cialtroneria, sa che la massima energia potrà essere prodotta mettendo insieme atomi che tendono a respingersi con una energia superiore alla loro forza di repulsione. La forza del popolo lo può fare, viceversa, continueremo ad osservare personaggi che sfilano sul palcoscenico della politica ed una platea con un dito puntato. Ora provate a tendere l’indice verso qualcuno, vi accorgereste che un dito puntato verso l’altra persona ma tre sono rivolte verso di voi. Questo può servire a ricordarvi che quando denigriamo gli altri in realtà stiamo solo negando un aspetto di noi stessi.
Non ho mai detto che io vorrei governare tutti “ assieme appassionatamente”, solo una ristretta analisi delle mie parole può essere interpretata a questa stregua.. Lo voglio ripetere e lo ripeterò sempre:” il dialogo è necessario per una politica seria e costruttiva, e quando si riesce a poter condividere le poche idee che uniscono anziché ricercare solo ciò che divide, non è democrazia. Il non condividere rientra nella normalità, ma la ricerca affannosa del non condivisione non è accettabile.