Al voto anche i minori accompagnati dai genitori? Fantapolitica?…Lo Statuto della Basilicata non lo prevede ma una leggina ad hoc avrebbe fatto bene a una Basilicata sempre più vecchia, con una popolazione residente effettiva intorno ai 500.000 abitanti e una forza lavoro ridotta all’osso, se si toglie la fetta corposa di precari della formazione, dei forestali delle vie bianche, blu e arcobaleno e del popolo dei ‘’voucheristi” in continua crescita.

Una situazione che toglie consenso, priva il territorio di Enti di gestione dello Stato e di società dei servizi che operano nei capoluoghi delle aree metropolitane di Bari o Napoli, o in comprensori di altre regioni, senza dimenticare l’accentramento di funzioni a Potenza capoluogo di Basilicata.

Al voto per le amministrative di primavera,tra aprile e giugno, con la coda del referendum contro le perforazioni petrolifere, si va con tante incognite in centri importanti come Pisticci, Lagonegro, Ferrandina . Pesano e peseranno nelle scelte divisioni e dispersioni del passato, a causa della precarietà delle segreterie territoriali in attesa di soluzioni che vengano da Roma.

Il caso del Pd è emblematico e qualcuno si morde le mani per non essersi mosso anzitempo…con il rischio che vadano a monte percorsi avviati per rilanciare la giunta regionale guidata da Marcello Pittella. Nel Partito delle libertà si cercano intese con Forza Italia, affidato a un commissario, e che ha perso via via figure e parlamentari come Guido Viceconte e Cosimo Latronico approdati rispettivamente all’Ncd di Angelino Alfano e al Cor di Raffaele Fitto. C’è Fratelli d’Italia, partito particolarmente battagliero in consiglio regionale, che si è opposto ai percorsi trasformistici con il Pd al Comune di Potenza.

Situazioni fluttuanti e con il rischio che fioriscano un po’ ovunque liste civiche di campanile. Non ci saranno ‘’aratri’’, ‘’orologi’’ e ‘’piazze’’ ma inviti a stare ‘’Insieme, Uniti’’ o nelle ‘’Alleanze’’ di ‘’Rinnovamento’’, ‘’Riforma e sviluppo’’ e non mancheranno le manie social per addetti ai lavori ‘’ @uncolpodalapasserosolitario.it o @voliamoinsieme.com dove ‘’Com’’ starà per il più paesano ‘’compare ‘’ o ‘’comare’’.

Gli strateghi delle campagne elettorali, con tanto di grafico e webmaster immersi nel web più che nel ‘’paese’’ o nella ‘’cittadina’’ reale sono al lavoro per rilanciare immagini sfocate o compassate di coalizioni e candidati. Rinnovamento generazionale? Mica facile con la continua fuga di cervelli in cerca di lavoro al Nord o all’estero e che hanno fatto fortuna, per meriti propri, senza il classico cappello in mano, ma che puntualmente vengono ignorati per dare un apporto almeno propositivo per il rilancio della Basilicata e della provincia di Matera. E ignorati saranno anche per Matera 2019.

Possibile che uno di loro non meriti una delle direzioni della Fondazione o una candidatura a sindaco, visto che andando a fuori hanno mostrato concretezza e lungimiranza? Mah… e allora alle amministrative si punterà sull’usato sicuro, salvo sorprese dell’ultima ora. In provincia di Matera si voterà in sette Comuni : dai maggiori Pisticci, Ferrandina, Montescaglioso, Scanzano jonico ai più piccoli Aliano, Grottole e Oliveto Lucano.

Qualcosa si muove ma si tratta di progetti in nuce come quello del Pd di Montescaglioso, dove il partito intende coinvolgere in una ‘’civica’’ rappresentanti di altre formazioni, associazioni e figure di diverso impegno. ‘’Per Monte e per San Rocco’’ ? E’ una idea… Il sindaco uscente, Peppino Silvaggi, sembra intenzionato a passare la mano. Dovrebbe toccare a uno dei giovani dell’esecutivo. Una donna ? O si va a una rosa per le primarie? Ma c’è tempo. Il centro destra, che vanta una tradizione consolidata, cerca un sostituto dopo le esperienze di Mario Venezia e Vincenzo Zito. Dovrebbe esserci un candidato del M5S e di Sinistra Italiana, a giudicare dal movimentismo di Giuseppe Dalessandro e Vincenzo Folino.

A Ferrandina sembra conclusa la lunghissima esperienza del senatore Saverio D’Amelio. Ma al momento ci sono solo indiscrezioni, ferme allo scorso mese di gennaio ,come quelle di Rocco Zito assessore in carica all’agricoltura della lista civica ‘’ Ferrandina al centro’ , del segretario del pd Carmine Lisanti e dell’imprenditrice Anna Selvaggi per il Centro democratico. E c’è attesa anche per Sinistra Italiana e per quello che ha rappresentato Sel con Maria Murante. Ma finora nulla.

Pisticci con i popolosi borghi e frazioni mostra da sempre la sua vivacità con il fiorire di liste e candidati. Verso la riconferma il sindaco Vito Di Trani che la spuntò su Andrea Badursi (con le spaccature in casa Pd e il riconoscimento ufficiale del vincitore, con l’Espresso che lo definì “Il pasticcio di Pisticci”). Torna l’ex sindaco Michele Leone per il centro destra o per una civica di coalizione, Rossana Florio per il Centro Democratico e poi M5S e Sinistra Italiana dove il compagno Domenico Giannace resta fedele alla linea, insieme ad altri irriducibili in prima linea nelle battaglie per l’ospedale o per altri problemi.

Tutto in alto mare o quasi a Scanzano Jonico. Il sindaco pd Salvatore Jacobellis pare intenzionato a passare la mano. Sostituto cercasi. Tra le liste annunciate quella dei Verdi con Domenico Ragone e di una civica con l’avvocato Lello Ripoli. Ma ci potrebbe essere un ritorno di Mario Altieri per alcuni anni alla guida del Comune. Il rebus a quanto pare sarà sciolto nei prossimi giorni.

A Grottole si ricandida Francesco De Giacomo(pd), attuale presidente della Provincia. Verso la riconferma anche i sindaci di Aliano Luigi De Lorenzo, e di Oliveto Lucano Anna Trivigno. Si tratta di piccoli centri. Possibile la creazione di altre civiche e la presenza di pentastellati. Vedremo come spirerà il vento.

Altri tempi quanto soffiava e si intonava “ Fischia il vento, urla la bufera…”. Da allora sono stati spazzati via gli ultimi baluardi delle maggioranze bulgare della prima Repubblica guidate nei campanili municipali da Pci e Dc,tranne poco centri con roccaforti socialiste vedi Lauria o missine come Grumento Nova. Una caduta di identità, partecipazione consenso continuate via via nella seconda Repubblica, con i voti scontati del ribaltone a tavolino di Matera (due volte) e di Potenza, le spaccature di Pd e del Pdl con la creazione di alleanze eterogenee che sarebbero dovute finire nel partito unico della regione quasi fosse un unico collegio elettorale : dal Lagonegrese al Metapontino.

Un disegno di cinico opportunismo, non supportato da una governance compensativa e da equilibri di maggioranza, come accadeva prima della spending review, che devono fare i conti con promesse non mantenute, e dalle future prospettive di riduzione di rappresentatività negli esecutivi degli enti locali e in Parlamento.

La vigilia delle prossime amministrative è caratterizzata da un elettorato deluso e in forte calo demografico con i limiti di un modello di sviluppo, che deve fare i conti con la riduzione delle risorse (anche da petrolio), i ritardi nelle programmazione e l’emigrazione giovanile. Si tenta la strada degli accorpamenti di Comuni, ma la levata di scudi dell’Anci impone di rinviare questo percorso a dopo le elezioni.

Addavenì Baffone. La riforma è strisciante….d’obbligo quella leggina: al voto anche i minori accompagnati da genitori. E con le Unioni civili (vista la crisi della famiglia tradizionale) voti e consensi sono a portata di urna. Emendare lo Statuto? E che ci vuole. Passiamo la proposta al presidente del consiglio Matteo Renzi, ex boy scout e disposto a compiere buone azioni. Attendiamo tweet #alvotoconmammaepapà.