Quattro righe lapidarie sul suo stato di salute, che non è dei migliori e del resto ci ha abituati alle prosecuzioni a oltranza nonostante i consigli di amici e personalità a desistere perché la vita è una sola e non sette come quelle dei gatti, ammesso che sia vero. E’ capatosta, e capiamo…, e tira dritto nonostante tutto.

“Mi avvio –scrive in un messaggio con il quale allega certificato medico-a scendere sotto i 60 kg (forse lo sono già ora considerando che sono gonfio come un otre). Ringrazio la dr.ssa Gesualdi, il dr. Ponzo e tutti coloro che con sollecitudine mi stanno prestando assistenza, ma la risposta è la stessa dei giorni precedenti. Non posso sospendere. Non ora. Viva Radio Radicale che è sinonimo di diritto alla conoscenza. Vivano democrazia, verità, giustizia e libertà. Satyagraha è insistenza per la verità’’.

E su questo non ci piove. Si può essere d’accordo o meno sulla sua scelta non violenta di protestare e di farlo sapere utilizzando a piene mani tutte le modalità di comunicazione: da un sorriso tirato per ovvi motivi, al telefono, alla stampa, radio, tv ai social. Ci spiace che qualcuno con un post anonimo con insulti e minacce. non abbia condiviso la sua battaglia per la libertà di informazione, per Radio Radicale e per tutte quelle realtà a rischio per i tagli all’editoria pubblica. E Maurizio ha chiesto l’identificazione dell’autore agli organi di polizia preposti. Tranquillo. Sul web le tracce restano. Ma occorre pazienza.

E dopo 40 giorni di digiuno è il caso di riflettere un attimo, aldilà della civile protesta del leader radicale di Basilicata.E’ in discussione un pezzo importante di libertà del BelPaese e di difesa delle libertà costituzionali.

Dov’è finita quella maggioranza trasversale che nel dicembre del 2016 sconfisse, giustamente e sonoramente, la riforma della Costituzione -per soppressione, inclusione e alterazione di articoli e norme- presentata dall’ex presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi? Liquefatta?

Eppure c’è l’autonomia differenziata che preme, con tutti i dubbi che la cosa porta e comporta. Smemoratezza o priorità per l’ennessima campagna elettorale che spazia dalle Europee alle Amministrative ? Nostalgici delle veline del ‘’Minculpop’’ o delle direttive dei vari Ministeri della Cultura e della Pubblica Istruzione Popolare che, da Est a Ovest, hanno tenuto in frigo la voglia di sapere come stanno le cose e chi e perché le governa in un certo modo.

Se l’editoria è alla fame (sprechi, assistenzialismo e assenza di cultura di impresa a parte) un motivo c’è.

Vai avanti Maurizio, ma ascolta al momento giusto i buoni consigli. Come quelli dialettali. Accuort…