La “Carta di Pisa”, (http://www.provincia.pisa.it/uploads/2012_03_6_10_01_40.pdf) recentemente adottata dal consiglio comunale di Miglionico, a quanto pare, crea problemi grandi quanto una casa all’interno del Comune, perché il documento proposto dal gruppo del “Movimento 5 Stelle”, sostenuto anche dal gruppo di minoranza “Esperienza e Futuro per Miglionico”, nonostante l’intendimento da parte della maggioranza di non approvarlo, che si era astenuta dopo una serie di interventi tutti contrari alla sua approvazione, è risultato, invece, approvato con i soli voti delle minoranze.

Salvo eventuali valutazioni politiche, che potrebbero indurre il gruppo di maggioranza del sindaco Comanda a proporre la revoca del documento, allo stato attuale il Comune di Miglionico si ritrova a dover osservare il codice etico rappresentato dalla “Carta di Pisa”, che è rivolto proprio agli amministratori pubblici che intendono rafforzare la legalità e la trasparenza nel proprio Ente”.

A dichiararlo sono i consiglieri Vito Rago e Giuseppe Dalessandro del gruppo “Esperienza e Futuro per Miglionico”, che in una nota stigmatizzano l’accaduto come”l’ennesima dimostrazione della incapacità politica e amministrativa che caratterizza il gruppo “Miglionico in Comune”.

Difatti, sostengono Rago e Dalessandro, una gestione cosi arrabattata non potrà che produrre danni a una comunità che aveva ben altre aspettative dal rinnovo dell’Amministrazione avvenuta a maggio scorso.
Tuttavia, che il Comune debba, ora, operare nell’ambito del codice etico di cui si è dotato non vi è ombra di dubbio perché la Carta fornisce precise indicazioni su una serie di questioni specifiche tra cui la trasparenza, il finanziamento dell’attività politica, i rapporti con l’autorità giudiziaria e soprattutto imporrebbe l’immediata rimozione di eventuali sussistenze di rapporti che possano palesare conflitti di interessi.
Un capitolo fondamentale della “Carta di Pisa” è dedicato al confronto democratico che nel nostro caso, sostengono le minoranze, è il grande assente e crea non pochi problemi nei rapporti che intercorrono tra l’Amministrazione e i cittadini e tra gli stessi gruppi consiliari.”

Seppure l’attività amministrativa è ben regolata dalle leggi dello Stato, secondo Rago e Dalessandro, l’osservanza del codice etico non potrà che migliorare la percezione che si ha della pubblica amministrazione, a beneficio della stessa maggioranza.”