Componenti dei seggi all’opera per concludere il lavoro, che dovrà portare alla elezione del nuovo consiglio e del candidato sindaco di Matera, ma per quest’ultimo servirà il ballottaggio per il 4 e 5 ottobre .

C’è una tendenza che si consolida e che vede in test i candidati sindaci del centro destra Rocco Luigi Sassone e del M5S con altre formazioni (tra cui Psi e Verdi, Volt, Matera 3.0 ) Domenico Bennardi, che si attestano rispettivamente, in base alle proiezioni, intorno al 31 per cento e al 27 per cento, precedendo il candidato del Pd e civiche Giovanni Schiuma intorno al 20 per cento.

Alla base della sconfitta del candidato del Partito democratico e civiche il voto disgiunto e il mancato raggiungimento di una intesa con altre componenti del centrosinistra.

Il consigliere regionale Luca Braia (Italia Viva) ha guidato una lista civica denominata Matera2020, al 5 per cento, e l’ex vicesindaco fino al 2019 della giunta uscente Nicola Trombetta l’altra formazione ”Liberi”, intorno al 5 per cento.

Tra i concorrenti c’è un sesto candidato sindaco, il giornalista Pasquale Doria, che sta conseguendo un 11 per cento.

Cifre e percentuali in corso di assestamento. Per i candidati sindaci al ballottaggio si attendono l’ufficialità dei dati per una valutazione finale.


E’ una tendenza che si va consolidando man mano – ha detto Rocco Sassone, centrodestra- e va nella direzione di un nostro ulteriore impegno che durerà altri 15 giorni. E’ un messaggio che i nostri cittadini ci fanno pervenire forte e chiaro. Sono orgoglioso di aver rappresentato la maggioranza relativa di una città che ha compreso un messaggio nuovo e che si è dimostrata coesa. Registriamo, comunque una anomalia che è il voto disgiunto, Probabilmente mai come in passato ha rappresentato una anomalia quasi standardizzata.Poi i risultati ci permetteranno di valutare quello che succede e il motivo. Comunque Il risultato conseguito finora ci rappresenta appieno”.

Per l’altro sfidante Domenico Bennardi (M5S) ha pesato la credibilità del progetto. ” Il nostro -ha detto Bennardi- è stato un percorso di grandi contenuti. Viene premiato sopratutto il fatto di aver avviato per tempo questo percorso, parlando con le persone, puntando sul rilancio della città. Al ballottaggio l’appello è quello di seguire il cuore, la passione. Il voto in quella sede è libero. Con la consapevolezza che è un voto non controllato che può premiare la città”.

Per Giovanni Schiuma (Pd) sul risultato finora conseguito dal Pd e da altre quattro formazioni che lo sostengono, tra cui una guidata dal sindaco in carica Raffaello De Ruggieri, hanno pesato voto disgiunto e le divisioni con altre forze del centrosinistra. ” La frantumazione del centrosinistra -ha detto Schiuma – e una emorragia di consensi con voto disgiunto verso altri candidati hanno pesato non poco sul risultato fin qui conseguito. Sul piano personale sono contento, da candidato autonomo, di aver creato con la mia lista una forza nuova per la città”.

Schiuma vuol continuare a fare politica, come gli altri candidati sindaci. Nel frattempo analisi del voto in corso alla ricerca degli strateghi del voto disgiunto, passato trasversalmente per varie coalizioni e la scelta di ‘agnelli sacrificali’ e di posizioni di rendita in prestito con diritto di riscatto. Un meccanismo consolidato già visto in passato con tanto di sponda comprensoriale e regionale. E non è finita qui…perchè già si punta il dito.