Davanti al Comune di Matera han fatto la fila dalle primissime ore del mattino (il n.1 sembra sia stato lì dalle 4,30) , sabato scorso, per prendere il “bigliettino di prenotazione” di un contributo per l’acquisto di una bici a pedalata assistita che era assicurata a chi arrivava primo, sino ad esaurimento.

Roba che la cronaca ci ha abituati a vedere dinanzi agli store di grandi marche, quando esce il loro nuovo prodotto di grido.

Solo che nella Capitale europea della cultura siamo al cospetto di un ente pubblico che potrebbe/dovrebbe (considerato che le norme e le tecnologie lo consentono) utilizzare mezzi meno preistorici. Un ente pubblico che forse avrebbe potuto/dovuto non limitarsi a distribuire soldi a casaccio, con la sola selezione del più veloce, come se fosse una gara. Una gara da cui sono stati cosi esclusi tutti coloro che non potevano cimentarsi: anziani, lavoratori, studenti fuori sede, per esempio.

A parte questo, su cui ci sembra si siano già levate pesanti sottolineature, appare evidente anche ai più ciechi (ma non agli amministratori della Città) che mettere in circolazione centinaia di bici senza avere, prima o in concomitanza, adottato un piano di adeguamento e messa in sicurezza della viabilità cittadina a questa tipologia di mezzi può rivelarsi assolutamente pericoloso per chi sceglie la bici come mezzo per spostarsi.

L’assessore alla mobilità Montemurro non ha mancato di “vendersi” per l’ennesima volta (lo ha già fatto un paio di volte prima e lo farà ancora fino a quando i contributi saranno materialmente erogati) la stessa merce sui media dichiarandosi soddisfattissimo “per la partecipazione dei cittadini materani” che avrebbe dimostrato “che c’è voglia di cambiare mentalità e di utilizzare mezzi alternativi all’auto per spostarsi in città liberamente e senza lo stress del parcheggio e del traffico.

Ma certo che i cittadini materani  ne avrebbero voglia e, in larga parte, utilizzerebbero mezzi alternativi all’auto che è diventato uno stress in questa città.

Il guaio è che hanno avuto ed hanno amministratori incapaci di fargli realizzare questo desiderio.

Il guaio è che hanno amministratori, come Montemurro, che ancora oggi dice che “Il nostro obiettivo è fare di Matera una città all’avanguardia nella mobilità sostenibile”.

Minchia, e quando pensa di farlo assessore? Quando queste bici si saranno scassate tra le buche o ammaccate nel caotico traffico cittadino?

Ci dica, c’è un progetto -tra i tanti che si stanno freneticamente cantierando in queste settimane nella città-  che prevede la costruzione diffusa di piste ciclabili per far scorrere in sicurezza queste centinaia di bici?

E, perchè, nel frattempoo ha tolto ai cittadini (aprendola al traffico automobilistico) anche l’ultima pista ciclabile esistente, quella di Pantano?

Vogliamo essere seri caro assessore?

Lei ha annunciato che, da oggi, riparte la corsa alla prenotazione del contributo: “Riprenderemo lunedì e invito tutti a continuare a presentare le domande perché cercheremo di reperire altri fondi per sodisfare le richieste.” Bene, ci sarà probabilmente ancora fila e aumenteranno di qualche altro centinaio le bici che in futuro circoleranno tra le buche della città.

Ma non gioisca troppo in queste condizioni date, perchè è banalmente ovvio che se si regalano soldi c’è chi corre a prenderli.

Se vuole, faccia altrettanto banalmente una controprova, provi ad annunciare che il caffè e il cornetto al bar del Comune lo offre a 50 centesimi.

Vedrà la fila….e via con altra grande soddisfazione, foto e comunicati stampa gioiosi!