La mancata ripulitura più volte sollecitata ( https://giornalemio.it/cronaca/che-diamine-ci-risiamo-un-po-damore-per-il-monumento-ai-caduti/ ) del monumento che a Matera, in piazza Vittorio Veneto, ricorda il sacrificio di altri italiani che persero la vita in trincea, durante la Prima Guerra Mondiale, e sul quale sono stati apposti la bandiera tricolore e una corona di alloro per il 74° anniversario che ricorda il 25 aprile per ”Liberazione” dai regimi totalitaristi, offre lo spunto -ancora una volta- su quanto si continua a non fare per tutelare memoria e identità del Paese.

Ci riferiamo alla Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza, e Matera fu la prima a insorgere quel 21 settembre 1943, per la quale è stato fatto poco o nulla per insegnarla a scuola e farla conoscere dagli italiani e meno che meno ai Migranti, come invece accade in Germania che ha avuto un passato ”dittatoriale” sull’asse nazi-fascista Roma Berlino.

E paradossale, tracce per gli esami di Stato a parte, è che sia scomparso l’insegnamento dell’educazione civica lungo un percorso di pseudo riforme che ha portato con i governi di centrosinistra (D’Alema-D’Amato) allo stravolgimento del titolo V ( e l’autonomia differenziata di oggi ne è a logica conseguenza) e poi al referendum del governo guidato da Matteo Renzi sonoramente sconfitto da una maggioranza trasversale di italiani.

Quando non c’è memoria è normale che il vuoto lasci spazio a movimenti autonomisti, autoritari e via elencando e la semplificazione dei concetti e degli atti conquisti la gente, stanca di chiacchiere, promesse, trasversalismi d’interesse e altri aspetti negativi, figli di quella mancata risposta alla

Questione Morale sollevata 40 anni fa da Enrico Berlinguer e dallo stesso Aldo Moro e che nemmeno ”Mani Pulite” ha risolto. Normale , come diceva Totò, che la gente si ”butti a destra”…diversa da quella fascista del consenso italico, delle adunate per ”tornare sui colli fatali”, delle leggi raziali ma anche di riforme positive e di istituti lasciati in eredità alla Repubblica (Iri, Inps, Gescal ecc) insieme a dirigenti e gerarchi finiti in Parlamento o alla guida di enti locali dopo l’amnistia del dopoguerra.

Pacificazione senza colpo ferire,tra paternalismo e opportunismo perchè la Resistenza fu movimento di popolo di varie anime ma con il supporto degli alleati anglo americani. E gli equilibri di quegli anni, con il cristallizzarsi della guerra fredda, confermò certe scelte di realpolitik.

Ed è importante ricordare che un vasto periodo di tempo dopo l’armistizio fu anche regolamento di conti nel Centro Nord, tra italiani che si diedero alla macchia per combattere nazisti e fascisti della repubblica sociale italiana e collaborazionisti di diversa fede ed estrazione. E fu guerra di vinti e vincitori. Su questo la Costituzione parla chiaro, ma la storia del BelPaese è stata contrassegnata dall’azione occulta di tanti centri di potere e da stragi da strategie del terrore con piste e protagonisti neri, anarchici e rossi.

La pentola su quelle trame non è stata mai scoperchiata del tutto e i dubbi restano. Gli estremismi sembrano fatti apposta per non applicare la Costituzione nemmeno, salvo pochi casi, quando c’è da applicare la legge sulla apologie e ricostituzione del partito fascista (proposta di legge n. 3343, “Introduzione dell’articolo 293-bis del codice penale, concernente il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista” d’iniziativa del deputato Emanuele Fiano (Pd) e di altri deputati.


Nostalgie, simbolismi ? Fatto sta che le sentenze su questo tema continuano a essere contraddittorie. Responsabilità del legislatore, sistema farraginoso?

Contano i fatti e non c’è da meravigliarsi se vessilli e striscioni continuano a comparire in strade, piazze e sul web e conquistano quanti conoscono poco o nulla del passato, sopratutto sugli eccessi delle diverse forme di totalitarismo e populismo. E studiarli non sarebbe male. Ma la scuola, le istituzioni, esponenti di partiti che oggi lamentano o fanno emergere contraddizioni hanno la loro alta percentuale di responsabilità.

Le giovani generazioni, non tutte per carità, vanno avanti per slogan ma conoscono poco o nulla la Costituzione. Perchè? E perchè in piazza Vittorio Veneto per il 25 aprile a Matera l’età media era over60 con tutta la cornice di partecipazione di sempre : dai rappresentanti istituzionali alle associazioni d’arma.

E così è il 2 giugno, il 4 novembre, per le giornate del ricordo, della memoria, fino al 21 settembre 1943 con due associazioni ignorate o quasi che si sono impegnate per ricordare quell’evento: una che porta il nome dell’insurrezione popolare di Matera, e l’altra dedicata alla cittadina onoraria e scrittrice di origini ebraica Elisa Springer.

Non c’è un progetto e nè si fa nulla per attivarlo che leghi la memoria e gli ideali per quelle date celebrative. La repetività sempre uguale, non preceduta da confronti e riflessioni, non porta da nessuna parte…se non alla perdita della memoria. Il rischio c’è tutto.

Gli appelli ? Vanno bene ma incidono poco. E se in piazza ci sono Angelo, Vito, Costantino, Pippo, Carmela partigiani di oggi dell’Anpi con fazzoletto al collo e pronti, anche con una punta di polemica, a cantare ‘Bella ciao’ significa che occorre cambiare rotta anche nella retorica della ‘vergogna’ di Matera capitale europea della cultura o delle culture europee come ha ricordato il presidente dell’Associazione Angelo Tataranno.

Fra un mese si vota e l’Unione europea ha brillato per assenza sulle vicende migranti, questione denunciata e con alterni risultati e polemiche dal governo gialloverde, sulle subdole azioni fiscali della burocrazia di Bruxelles, su ambiente e tutela della salute.

Ci piacerebbe,come riportano una nota strofa della canzone partigiana e il libro di Peppe Lomonaco ” Una mattina mi sono alzato…”, poter apprendere che nelle scuole italiane si legga e si studi la Costituzione. Ma servono fatti per risvegliare la memoria. Alcuni lo fanno all’insegna del volontariato con una mostra permanente sul passato del Paese all’interno della ”Casa museo del Comunismo e della Resistenza” ( https://giornalemio.it/politica/avanti-popolo-a-matera-nella-casa-museo-del-comunismo-e-della-resistenza/).

Ma non perdete di vista la Costituzione, purtroppo inattuata e ignorata ad arte. I responsabili? Sempre gli stessi. Ma studiate la storia e guardatevi intorno e avrete la risposta. Non serve gridare ”Al Lupo! Al Lupo!” quando si è contribuito a farlo arrivare in città, distruggendo l’ecosistema, ignorando le istanze di cambiamento della società e il Dettato costituzionale.