A forma di colomba, coniglio, cuore,cavalluccio, cesta ( da qui il nome di pannaredd, pronunciata in dialetto con due ”n”), di donna e con un uovo al centro di un dolce biscottato ”spolverato” da decorazioni zuccherate multicolori. Per i bambini materani di ogni età surclassati dalle uova di cioccolata a sorpresa ricevere una ”pannaredd” a Pasqua ha il sapore delle novità e della genuinità e se arriva anche l’agnellino, forgiato con pasta di mandorla, è tutta un’ altra cosa. E così è toccato ai bambini della scuola primaria DI via ”Cappelluti” mettere le mani in pasta, presso il panificio di Massimo Cifarelli”, per preparare il dolce natalizio della tradizione materana. Che merita un evento, una sagra per portare valore aggiunto all’offerta turistica e gastronomica locale. Suggerimento già avanzato a Natale, ma finora si è girato a vuoto. L’auspicio è che la curiosità e la voglia di fare dei bimbi possa portare a novità. Messaggio comunque recepito a Pasqua sulle tavole dei materani non deve mancare la ”pannaredd”. Passate parola…

IL COMUNICATO SULL”INIZIATIVA
Bambini della scuola primaria “Cappelluti” in visita al panificio Cifarelli per un viaggio alla scoperta di uno dei dolci tipici della tradizione materana. “la Panarella”. Protagonisti di un’uscita didattica che ha permesso loro di conoscere una storica realtà della tradizione materana sono stati i bambini della seconda elementare sez. A, guidati dalle insegnanti Tonia Paolicelli, Nina Stella e Luciana Di Marzio. L’attività scolastica, si è svolta nell’ambito del progetto “Saperi e sapori di un tempo che fu”. Il progetto hanno detto le insegnanti “nasce dalla consapevolezza che le differenze generazionali sono sempre più marcate, che la perdita di antichi saperi da una parte e l’avanzare delle nuove tecnologie dall’altra, tendono a porre distanze quasi incolmabili tra nonni e nipoti, tra passato e futuro.

Lo scopo del progetto è quello di valorizzare il ruolo dei nonni in quanto radici e custodi delle nostre vite, memoria del passato e origine di ciò che siamo. Essi infatti oltre ad essere, dopo i genitori, le figure più presenti con i bambini e i ragazzi, rappresentano “libri parlanti” ricchi di valori, saperi e abilità tecniche da condividere con generazioni altre, lontane nel tempo. Ascoltare le storie di una volta che non sono scritte su nessun libro, giocare come si giocava un tempo, preparare i dolci legate alle varie feste dell’anno, costituiscono momenti significativi di dialogo intergenerazionale e consentono alle nuove leve di scoprire l’importanza del passato per leggere il presente”. E così, dopo alcune interviste ai nonni invitati a scuola e le cartellate del periodo natalizio, questa volta i bambini hanno provato l’ebrezza di mettere le mani in pasta per realizzare la loro “panarella”, un dolce buono e particolare per gusto e forma che le nonne materane preparavano durante il periodo pasquale per la gioia dei loro nipotini.

Ogni bambino, grazie agli attrezzi messi a disposizione dal panificatore Massimo Cifarelli, ha scelto la forma più gradita (pupa, coniglio, cavalluccio, paniere, uccello,cuore) per ritagliare la propria panarella, posto l’uovo al centro fissandolo per bene con striscette di pasta per poi passare alla in cui hanno potuto dare sfogo alla loro fantasia, quella della decorazione usando granella di zucchero, codette colorate, mandorle, chicchi di caffè. Tanto divertimento e soddisfazione personale per aver prodotto un profumato biscotto con le proprie manine. Una esperienza positiva per i piccoli scolari che hanno avuto modo di vedere e toccare con mano i prodotti da forno. Una giornata diversa e ricca di esperienza che ha riscontrato l’entusiasmo dei più piccoli che hanno potuto vedere con i propri occhi impegno e dedizione per la preparazione di un dolce storico della tradizione materana. Una visita che per i bimbi resterà indimenticabile per un dolce dal gusto genuino che tanto fa impazzire chi lo assapora.



