Peperoncino o coriandolo, visto che siamo nel periodo di carnevale, per aumentare il desiderio sessuale o emulare l’ebrezza di una corsa nella nuova 500 X della Fiat, sovraeccitata dalla pilloletta azzurra della pubblicità che finisce nel circuito giusto?

E proprio l’arrivo del nuovo modello della casa transnazionale ha stimolato l’immaginazione e la voglia si superare le situazioni di stress o di certe deleterie abitudini alimentari che sembrano aver allentato – a giudicare da statistiche, commenti e sfoghi social, dibattiti e confessioni in tv o sui giornali- la forza del braccino di Cupido nello scoccare frecce e frecciatine per un amoroso contatto sotto le coperte.

Rimedi e soluzioni si perdono nella notte dei tempi pur di riaccendere o moltiplicare il desiderio, ma che ha bisogni di condizioni  ottimali per concretizzarsi, a cominciare dalla serenità per passare a una appassionante praticità. La letteratura tradizionale e quella scientifica dispensano consigli a piene mani, con soluzioni che vanno dalla preparazione psicologica sul come fare felice il partner  ai preparati portentosi dalle prestazioni ”mandrillesche” per uomini e donne ,che stimolano fantasie erotiche da mille e una notte.

E proprio nelle storie arabeggianti, dell’antico libro di favole, si narrano le virtù del coriandolo, una pianta con proprietà afrodisiache che farebbe provare uno stato di ebbrezza come quello del vino. Basta preparare un filtro d’amore, macinando sette semi di coriandolo in acqua, recitando le parole ” seme caldo, cuore caldo, mai saremo separati” prima di offrire alla persona desiderata e, a sua insaputa, quel preparato miracoloso sciolto in una bevanda. Non abbiamo commenti sull’efficacia del filtro ma di certo si tratta di notti e momenti indimenticabili da “mille e una notte”. La pianta, comunque, viene tranquillamente utilizzata nella cucina di vari Paesi, sopratutto indiani,messicani e anche da noi.

Paesi che vantano una tradizione anche nella coltivazione di  peperoncini piccanti dalle forme lanceolate, a siluro o tondeggiante come le nostre ”ceraselle’. Del resto la concentrazione di  capsaicina, il principio attivo del peperoncino, può indurre il rilascio di endorfine a creare una elevata temperatura corporea e ad aumentare la circolazione sanguigna e questo garantisce prestazioni che accrescono la virilità di Adamo e la libido di Eva.

Del resto filmografia e narrazioni spingono in questo settore sul pedale dell’acceleratore, perché si tratta di un rimedio naturale e non artificioso come quello delle pillole multicolori dall’effetto flash e dalle conseguenze a volte pericolose sul sistema cardiocircolatorio. Per tutto vale l’antico adagio “modus in rebus”, misura in tutte le cose altrimenti si finisce nelle barzellette o dal medico: tra irritazioni, delusioni e perversioni. Le rubriche da “dottore mi dica’’ e i ‘’consigli dell’esperto’’, dell’andrologo o del ginecologo sono spesso una vetrina di domande incentrate sul voyeurismo, a volte da caserma, o sulla ignoranza totale che tirano fuori il campionario delle domande facili facili o astruse per una seconda stesura del film “ Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso e non avete mai osato chiedere’’ o del commento, a metà tra il gossip e il cicaleccio da comari, del ridondante … “Ma tua madre, tuo padre non ti hanno detto proprio nulla?’’

C’è poco da eccitarsi su questo tema, ma da scompisciarsi dalle risate sì. La morale del Bel Paese per certi versi resiste mentre, accanto, si sgretola la famiglia tradizionale verso nuove forme di convivenza, di avventure alla scoperta della galassia dei single in cerca della persona giusta. Ma “Cupido’ sembra avere la congiuntivite o l’orzaiolo e la manina non sembra essere virile come un tempo, forse a causa di tutto quel tempo trascorso a rimirare chef e aspiranti cuochi davanti ai fornelli tv che non ispirano desideri sessuali. Anche in quel campo non si va oltre le mazzancolle, i timballi e i saltimbocca e le decorazioni senza sostanza. Colpa dei registi, degli chef che autocelebrano quanto prodotto da quanti hanno raggiunto la pace dei sensi. Forse. Basterebbe sfogliare qualche libro o andare al mercato e gli spunti per aguzzare la vista e stimolare qualcos’altro e stimolare per favorire contatti ravvicinati del primo tipo.

Prendete, per esempio, gli avocados. Gli Aztechi chiamarono l’albero di quel particolare frutto tropicale  “albero testicolo Ahuacuatl”, un paragone senza tanti doppi sensi a una coppia di testicoli. Più nota la banana, anche con proprietà stimolanti,  che strappa risate e allusioni in tutte le circostanze e a tutte le latitudini.

La bottega del fruttivendolo è una miniera di stimolanti naturali. C’è il  sedano, che i Romani dedicarono a Plutone perché dio del sesso,  contiene l’androsterone, un ormone maschile, che  aiuta  a stimolare l’eccitazione sessuale anche nelle donne . Il cioccolato puro, a quanto pare il re degli afrodisiaci naturali, contiene  sostanze che libera dopamina nei centri del piacere del cervello favorendo  l’orgasmo.  Dal sedano al finocchio…che aumenta la libido di entrambi i sessi, per giungere al  fico, menzionato nella Bibbia per la celebre foglia di Adamo ed Eva e per essere considerati sacri e associati ad amore e fertilità. è un frutto pensato a lungo come uno stimolante eccitante. La simbologia del fico aperto  stimola fantasie perché legato alla emulazione degli  organi sessuali femminili.

Nella filiera degli “additivi sessuali naturali’’ figuranno anche cipolla e aglio, ma che hanno il limite indesiderato dell’aroma sgradevole… Considerazione hanno anche basilico, menta, timo, salvia, caienna, cardamomo, vaniglia, zenzero, ginko, damiana, kava kava, la noce moscata (ma senza esagerare) la liquirizia che stimolerebbe addirittura la lussuria. Una condizione che confliggerebbe con i sette vizi capitali e l’inevitabile “mea culpa’’.

Una passata in erboristeria, farmacia o in drogheria non guasta per chiedere  prodotti ed essenze naturali dalle risorse portentose come la radice di ginseng, che troviamo anche al bar nelle miscele di caffè. “Ma senza fosforo’’  ripete la gente di mare  nemmeno il pesce salta nel letto…e in padella. Prendiamola per buona soprattutto se si tratta di una cena romantica in riva al mare, tra lo sciabordare delle onde, una luna che fa sognare e gli sguardi che accendono passioni dopo una cena a base di pesce o frutti di mare. Dimenticavamo le ostriche e lo champagne, come da tradizione, ma vanno bene anche spumante, vino bianco- ma senza esagerare- e pepata di cozze o una spaghettata allo scoglio.

Se non funziona tutto questo e allora affidatevi al medico, allo specialista e se credete nella malasorte fatevi spillare i soldi dalla fattucchiera, con la pozione miracolosa che si colorerà d’azzurro. Evitate la polvere di corno di rinoceronte, in voga in Asia, sia per tutelare una specie in estinzione e sia per non alimentare il mercato nero. Non mancano i suggerimenti meccanici, a pompa per l’Adamo caduto e le pomate rassodanti alla paprica per l’Eva diruta come suggeriscono le pubblicità ammiccanti, che fanno capolino tra le pagine di oroscopi e annunci vari, rubriche social o tv, condotte da personaggi androgini (?) che la dicono tutta su come siano cambiati costumi e costumanze.

Restano i libri del Vate, la nota canzone di Adriano Celentano “Chi non lavora non fa l’amore’’ e le intriganti lenzuola, coltre di passione e di  fantasia, di effluvi ed essenze  di afrodisiaci per  un omaggio ad Afrodite, la dea della sessualità e della bellezza, che ha ancora qualche suggerimento da darci. Cupido annuisce ed è pronto a svuotare la faretra. Sotto a chi tocca…