E l’evento, che ritorna per la nona edizione nella capitale pugliese dal 23 al 26 aprile, su iniziativa dell’Old cars club, promette interesse e tanta adrenalina per gli appassionati di velocità che non mancheranno di schierarsi lungo il percorso o alla punzonatura per ammirare i campioni di ieri e di oggi e quelle auto fabbricate in maniera ”artigianale” delle industrie del secolo scorso, che colpiscono ancora oggi per fattura e soluzioni innovativa. Paragone improponibile con le vetture dalla progettazione, il design e le soluzioni elettroniche ormai omologate di oggi o alle dimensione generazioni di ingombranti ”vasche da bagno” su quattro ruote, ibride o a trazioni elettriche che lasciano poco spazio alla fantasia e alla personalità di quanti stringono un volante sempre più segnato e comandato da elettronica e intelligenza artificiale. Il Gran premio automobilistico di Bari è un rombante risveglio per quanti apprezzano il rapporto tra uomo e auto e con il suono di un motore, rigorosamente a benzina, che sa di quanti giri può fare verso la vittoria…

Il Gran Premio di Bari
La prima edizione del Gran Premio di Bari, 75 anni fa, rimane uno dei momenti più emozionanti nella storia del motorsport pugliese. Ad organizzare l’evento, aperto alle vetture di Formula Grand Prix, il sindaco di allora Vito Antonio Di Cagno aveva chiamato Renzo Castagneto, patron della Mille Miglia. Castagneto riuscí a portare subito la gara nell’olimpo degli appuntamenti più attesi, arruolando la Squadra Corse Alfa Romeo, con due vetture ufficiali guidate da Achille Varzi, che vinse la prima edizione, e Consalvo Sanesi. I due anni successivi furono invece dedicati alle “Rosse”, con la partecipazione delle neonate Formula 2- fino a 2000 cc senza compressore- e il trionfo delle nuove Ferrari 166SC a 12 cilindri, che si aggiudicarono sia l’edizione del 1948 con Landi, che quella del 1949, con Ascari.

Dal 2010 avviene la Rievocazione Storica del Gran Premio di Bari, organizzata da Old Cars Club; l’evento fa parte del Circuito Tricolore Asi, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza e la valorizzazione dei territori attraverso il motorismo storico. Un mix di eccellenze italiane, fra bellezze paesaggistiche, enogastronomia, e cultura, che gode dei Patrocini dei Ministeri della Cultura, del Turismo, delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili e dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.

