Con i capelli freschi di barbiere il poeta, professore e punta della memoria del pallone biancoazzuro, l’amico Carlo Abbatino, scalpita in via del Corso mentre a pochi metri girano la fiction ”Imma Tataranni 2”. Nessuna inchiesta in corso ma dalle parole di Carlo tanto rammarico per un pallone che non gira e per una serata amarcord, ferma all’Incontro di qualche stagione fa. ” Non si può stare senza calcio- commenta- e di quello biancoazzurro in particolare. Sono passato dallo stadio ed è un deserto. Spalti vuoti e tanti ricordi su quel terreno di gioco. Come si fa per me e per tanti colleghi e tifosi che il pallone lo seguono. Sì la televisione, le repliche, ma non è la stessa cosa. Che a livello centrale prendano una decisione e che a Matera si muova qualcosa”.

E in attesa del ritorno del ”pallone” il simpatico Carlo ci accenna le note, rivedete e corrette de ”Il Pullover” inciso nel 1960 da Gianni Meccia…riarrangiato su ” Il Pallone che mi hai dato tu…” . Davvero un brano gradevole, come ”La Partita di Pallone” del 1960 di Rita Pavone di una Italia che viveva gli anni del boom economico. Restano quelle note che danno il ‘La’ a un altro desiderio di Carlo che vorrebbe tornare a cantare, magari in formazione famigliare con gli ”Abbatino” anzi gli ”Abba-tino” provando a fare un accostamento con il noto gruppo svedese, che ha furoreggiato per 30 anni buoni con brani di successo come ” Mama Mia”, ”Chiquitita”, ”Waterloo” e altri . Carlo ci metterebbe la voce, poi Antonio emulo di mister Volare, il fratello Michele e il nipote Francesco entrambi alla chitarra. ” Ho un vasto repertorio – commenta. Canto quando mi va, ma mi mancano gli amici con le richieste di riproporre questo o quel brano…” Un po’ di pazienza. E chissà che questa estate su un piazzale, e per tanti, non torni la musica dal vivo, live pre pandemia covid. Basta esibizioni e concerti social, webinar senza nè amore e nè sapore. Carlo preparati…