mercoledì, 28 Settembre , 2022
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Torna Orlando nel ”Salvadanaio” del Banco del Mutuo soccorso

Mezzo secolo fa ruppero quel salvadanaio transiberiano facendo sentire il tintinnio di un rock progressive originale e di una forza interpretativa che lasciò il segno. Da allora il Banco del mutuo soccorso, o semplicemente il Banco, ha continuato a lavorare ”uscendo” quando aveva qualcosa da dire e con l’amarezza nel cuore, ricordando il grande Francesco Di Giacomo,che ricordiamo per professionalità e simpatia. Un concerto all’ex cinema Kennedy nella Prima Repubblica e poi una collaborazione con l’Onyx jazz club per Pierino e il Lupo. Un invito a venire a Matera, con il gruppo, per un concerto per l’estate del 2014 ma non ci fu tempo. Lo ricorderemo volentieri con il ”Banco” con l’uscita di ”Orlando: le forme dell’amore” , a cinquant’anni da il ‘Salvadanaio’ del 3 maggio 1972. Merito del fondatore del gruppo, Vittorio Nocenzi, che ci ha lavorato con il figlio Michelangelo e il romanziere e
sceneggiatore Paolo Logli. Nel lavoro quindici composizioni e sul web nella pagina ufficiale e su youtube, con il brano Pianura rossa, è possibile apprezzare un assaggio della nuova produzione, che sarà è accompagnata da un tour teatrale in varie città italiane . Si comincia da Ferrara il 15 ottobre, poi toccherà Milano, Firenze e auspichiamo possano venire anche da noi. Per gli appassionati un tuffo nel passato riascoltando il vecchio Lp del ”Salvadanaio” con il noto brano ‘In Volo’, e riscoprire il personaggio di Astolfo e il suo Ippogrifo, il cavallo alato, due figure centrali de ‘L’Orlando Furioso’ di Ludovico Ariosto. E Nocenzi ha puntato sulla storia dell’Orlando furioso per parlare dei temi d’oggi per
rispondere alla violenza dei nostri tempi . Arte e cultura come confronto, passando per poesia, musica,impegno per la pace, che è nella storia antimilitarista del Banco.

LA STORIA DEL BANCO dal sito web del BMS

Tutto ha inizio nel 1968 quando Vittorio Nocenzi, già affermato tastierista, assieme al fratello Gianni al pianoforte, Franco Coletta alla chitarra, Fabrizio Falco al basso e Mario Achilli alla batteria si sono uniti per un’audizione presso la RCA per presentare alcune sue composizioni.
L’audizione ebbe esito positivo. Ma i veri primi passi il Banco li muove nel 1970 a Marino (Roma), città natale di Vittorio e di suo fratello Gianni, dove il gruppo ha la sua sala prove (la mitica “Stalla”). Le prime registrazioni del Banco del Mutuo Soccorso furono tre brani inclusi in “Sound 70”, una compilation (pubblicata solo su nastro) che presentava nuove formazioni e che permise alla band di incidere “Vedo il telefono”, “La mia libertà” e “Padre Francesco”.

Della prima “embrionale” formazione accanto a Vittorio, Gianni Nocenzi e Fabrizio Falco, troviamo ora Claudio Falco alla chitarra e Franco Pontecorvi alla batteria. E con questa line-up furono registrati altri brani che rimasero a lungo inediti. Questi stessi brani sono stati pubblicati in Donna Plautilla nel 1989.

La reale svolta avvenne nel 1971 quando al II° Festival Pop di Caracalla a Roma, i fratelli Nocenzi incontrarono il chitarrista dei Fiori di campo Marcello Todaro, Francesco Di Giacomo (voce), Renato D’Angelo (basso) e Pierluigi Calderoni (batteria della band Esperienze) decidendo di unire le forze.
Si passa così dalle canzoni del primo periodo, fortemente influenzate dal beat, a composizioni lunghe e complesse, che riflettono il grande amore per la musica classica dei fratelli Nocenzi. E’ per merito della bravura ed innovatività della band, oltre che di Sandro Colombini e Franco Mamone, che il gruppo viene messo sotto contratto dalla Ricordi Dischi che pubblica i primi tre album destinati a passare alla storia del nascente pop italiano, e che verranno apprezzati, non poco, anche all’estero.

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