A volte o, se preferite, prima o poi tornano. Ed è il destino di quanti hanno lasciato un buon ricordo e si sono affezionati alla città, tanto che stima, amicizie, contatti social a parte, vengono fuori in momenti difficili come quelli da confinamento domiciliare (usiamo i termini italiani) durante l’epidemia da virus a corona. E all’amico e collega Luca Corsolini, a lui ci riferiamo riportando la lettera alla ‘Cara Amica” Matera, una corona di alloro da maglia rosa ci sta tutta visto che il Giro dovrebbe far tappa nella Città dei Sassi tra l’8 e il 9 ottobre da Castrovillari (Cs) a Brindisi. Nella lettera questo non c’è scritto. Ma mai dire mai. Luca parla di una vacanza a Matera, promessa ai figli, per ritrovarsi con gli amici, tornare nella biblioteca dello sport dedicata a Pietro Mennea e di un caso ” Benedetto”. Di nome e di fatto o investitura dei lungimiranti e inattesi disegni dello Spirito Santo? Conosciamo Luca ed è persona pronta a rimboccarsi le maniche per partecipare, in pieno spirito decoubertiano, e per far fare a Matera bella figura. Bentornato…dalla tua Cara amica Post capitale 2019.

LA LETTERA
Cara amica,
Ti scrivo perché ci sono diversi dati di cui parlare e, sai, una volta può essere un caso, ma quando i casi si ripetono forse è giusto parlare di qualcos’altro
Da qua, che vuol dire Bologna, casa, ma sarebbe uguale anche se fossi stato più vicino, il Covid ha rimpicciolito e allargato il mondo, ho seguito quest’anno p.C., post Capitale, la festa che avrebbe dovuto essere e il silenzio che invece c’è stato, rumoroso persino più degli anni grassi
È difficile trovarsi sul trampolino ed essere richiamati indietro perché, ti fanno notare, non c’è più nessuna acqua in cui tuffarsi. Le scale dei trampolini sono fatte per la salita: scenderle è complicato
Poi, negli ultimi giorni, è successo qualcosa: se è un caso, è un caso Benedetto, ma è più bello riconoscere nelle sequenze un disegno, la maturazione di frutti coltivati 
Non parlo delle vacanze che farò coi miei figli: loro hanno preteso Matera come risarcimento dopo avermi invidiato per un anno le trasferte nei Sassi. Parlo di altro: telefonate da vari dirigenti sportivi, e lo sport è un terreno in cui abbiamo seminato, che mi chiedono consigli per venire a Matera, loro pure con famiglia al seguito.

Parlo, soprattutto, del fatto che da una settimana amici di Matera, che si conoscono, perché a Matera ci si conosce tutti, ma non credo si muovano per lo stesso segnale, mi mandano la mattina il buongiorno, che è davvero tale, con foto che sono un po’ un’emozione, un po’ un ricordo, un po’ una rivendicazione, come a dire alla faccia del Covid guarda quanto belli siamo ancora 
Così, all’ennesimo messaggio, ho risposto a uno dei mittenti: di’la verità, è una strategia comunale e collettiva, avete deciso, perché capita la lezione vera di Matera Capitale Europea della Cultura, di affrontare con coraggio e non di subire l’estate 2020 ? Avete fotografato la situazione, un virus si combatte con comportamenti virali, ovvero se ognuno, o quanti più possibile, fa la sua parte, il risultato che la squadra ottiene è enorme, e invece che con le lamentele avete caricato i vostri cannoni con le fotografie ? Magari è davvero un caso, quel virus innocuo che si chiama nostalgia, ma quanto sarebbe bello, persino giusto, se fosse una strategia: noi, il resto del mondo, alle prese col rebus vacanze, innanzi tutto per capire se ci sono i soldi, poi per decidere dove andare, meglio in Italia quest’anno, e non per un patriottismo sciocco; e voi che da Matera ci invitate al bello, nel bello, col bello, la straordinarietà dei social invece dell’ordinarieta’ di campagne pubblicitarie già viste e che ormai riconosciamo come poco genuine, studiate, fredde.
Voi invece siete sinceri: uscite di casa e, clic, con uno scatto, nemmeno troppo complicato, basta un telefono, quello che una volta ti allungava la vita e adesso ti allarga la vista, diventate  l’amico sincero, e prezioso, che ci passa un consiglio, e ci dice vieni a Matera
Io torno e se poi non è solo per una decisione mia ma anche, e forse soprattutto, per un gioco di squadra, tanto meglio. No time to die, non è ancora il tempo per rassegnarsi.