mercoledì, 28 Settembre , 2022
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Supersonici! i Litfiba infrangono il muro del… Sonicpark Matera 2022

E non poteva che essere il loro rock pieno di energia,a corrente continua, fatto di provocazioni e di scariche adrenalina a infrangere record e il muro del Sonic park Matera 2022 alla Cava del Sole, dove la presenza dei fans è stata superiore ad altri concerti visti nell’area della cave. Fans venuti anche dal centro Italia, famiglie con tanto di magliette e bandane, che ricordavano successi e lavori del passato , da El Diablo a Regina di cuori,ai tanti impegni nel sociale che ne hanno fatto una bandiera della militanza di piazza e degli stili di vita. E con un rapporto, di fede o quasi, quando l’immarcescibile Piero Pelù con una energia da ragazzaccio del palco, ha invitato i fans a inginocchiarsi per un rito di purificazione dai mali del mondo. Sul come ha usato una voce e lo sguardo magnetico e quella icona dei 42 anni di musica e impegno, con un oleogramma stilizzato sullo sfondo del palco, a segnare gli anni di carriera in giro per il mondo, e i temi di mille canzoni. Un invito a non fare crescere quel ” Bambino” creativo che è in noi o a non sprecare l’acqua con quella ” Woda Woda” scritta in tempi non sospetti e a impegnarsi per la legalità. Tema su quale è stato esplicito chiedendo: ma la vostra è una ”Lucania Felix ?” …e con una risposta scontata, riferita anche alla loro Toscana dove la ”merda c’è e opprime”, a cominciare dallo spaccio di droga. E allora ” Denunciate, Ragazzahashish…” Un neologismo azzeccato, confermato dai qualche zaffata che aleggiava qua e là, accompagnata da ” Non c’è una giustizia vera, se non c’è una giustizia creativa!”.

E poi la richiesta ”bruciante” di pace con l’eco degli urli delle praterie indiane che arrivano fino alle steppe dei teatri delle tante guerre dimenticate, fino a quella dell’Ucraina e con un ‘cosacco dal capello di pelo, che avanza in Europa con l’ombra nera della morte. Piero Pelù e gli altri ragazzi da ”alta tensione”, da high power se vi piacciono gli anglicismi, hanno toccato i vertici della scarica di adrenalina e i cuori di tanti con ”Instanbul” dedicato alle sofferenze e alla persecuzioni del popolo curdo, ”svenduto” dal presidente turco in cambio della mediazione nella guerra all’Ucraina. Tutto questo negando i diritti di quel popolo perseguitato come il suo leader Ocalan, finito nell’oblio delle carceri turche. La bandiera curda mostrata con fierezza, e gli applausi che hanno accompagnato quella esibizione, hanno ricordato le tante ipocrisie della diplomazia e della democrazia internazionale. Poi le irriverenti indicazioni sulla Regina di Cuori con quel ” tu tu e tu…hai peccato stasera, perchè hai sbirciato, desiderato, tradito…” rivolto al pubblico, passando per gli effluvi musicali di Fata Morgana e i ”crescendo” dello spettacolo deve ancora cominciare”, inframmezzati dagli assoli agli strumenti di Ghigo Renzulli Luca “Luc Mitraglia” Martelli alla batteria, Fabrizio “Simoncia” Simoncioni alle tastiere e Dado “Black Dado” Neri al basso. Un regolata al pentagramma del rock che ha indotto Pelù a salire sull’impalcato aggiungendo la sua figura a braccia alzata accanto al 40+2 del tour ” L’ultimo girone”. E’ l’ultimo? Quel ritmato ‘ciao, ciao” finale sfumato sulle note di ”Cangaceiro” lascia sperare a un ripensamento. Lunga vita all’energia rock dei Litfiba. Un pieno di energia senza tempo.

La scaletta del concerto
Ritmo 2#, La preda, Tex, Proibito, Eroi nel vento, Apapaia, Woda woda, Istanbul, Vivere il mio tempo, Fata Morgana, Bambino, Il volo, Spirito, Regina di cuori, Paname, Lacio drom (Buon viaggio), El diablo, Lulù e Marlene, Dimmi il nome, Lo spettacolo, Cangaceiro.

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