Lei è una donna forte, che si è più volte rialzata, a ogni accadimento che la vita le ha riservato. Forte di una volontà di andare avanti e di tirar fuori messaggi altrettanto forti, inclusivi, per cambiare facendo leva su denuncia, verità, confronto, solidarietà, inclusione. Mirna Mastronardi, una madre, che ha cercato aiuto ed è pronto a darne incoraggiando altre, altri a fare altrettanto. E il libro ”Sarò la tua voce‘ la storia della sua giovane figlia Dea e il dolore di una generazione vedrà l’infaticabile Mirna parlare con il cuore aperto e con le parole giuste sul ‘disagio’ che serpeggia tra i giovani, a volte in silenzio, isolati nella alienante dimensione dei social, spesso ignorata da insegnati e genitori. E quando accade qualcosa di devastante, di sorprendente, che mette a rischio o a fa perdere una vita solo allora ci si chiede: Perché? Si invocano soluzioni drastiche, pene severe, ma si continua a non intervenire sulle cause. Il nodo è qui. Se c’è un abuso dei social (gestito da privati che fanno affari) e allora ci si ispiri pure al modello Australiano con tanto di sanzioni milionarie ai provider internazionali che registrano account per i minori, cosa che l’Italia non è riuscita nemmeno a tassare in maniera adeguata. Nel frattempo che governo e legislatore facciano la propria parte tocca a famiglie, scuola, istituzioni, la Chiesa mettersi in ascolto e lavorare insieme. A Matera, nel salone degli stemmi del Palazzo Arcivescovile si uniranno altre voci accanto a quella di Mirna. Saranno quelle autorevoli dell’Arcivescovo della Arcidiocesi di Matea-Irsina e Tricarico Mons Benoni Ambarus, della teologa e scrittrice Carmela Romano e del collega Erasmo Bitetti, direttore dell’ufficio comunicazione sociali, che introdurrà i lavori.

Chi è Mirna Mastronardi
Mirna Mastronardi è nata e cresciuta in provincia di Matera. Giornalista pubblicista fino al 2022, prima della nascita di Dea ha lavorato per «il Quotidiano della Basilicata» e il Tg di BluTv. Dopo aver ricevuto una diagnosi di tumore, ha promosso la creazione dell’associazione “Agata – Volontari contro il cancro” e, per il suo impegno, nella primavera del 2023 è stata nominata cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal presidente Sergio Mattarella. Nel 2024, dopo la perdita di sua figlia, ha fondato l’associazione “Dea per sempre”, per provare a tendere una mano agli adolescenti e alle loro famiglie e per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sui temi del disagio giovanile e della prevenzione del suicidio

sinossi del libro
Il 4 ottobre 2024 Dea, l’unica figlia di Mirna, si toglie la vita a soli quindici anni. Un gesto inaspettato, che sconvolge l’esistenza di Mirna in modo irreparabile. Sprofondata nel dolore, Mirna vive un tempo sospeso, in balia dei sensi di colpa e degli interrogativi che Dea ha lasciato dietro di sé. Così, nel tentativo di trovare un senso a questa nuova vita senza di lei, inizia a scriverle. Un racconto intimo e coraggioso, che segue a ritroso le loro impronte, di madre e di figlia, tra le difficoltà di vivere in una piccola frazione della Basilicata, i sacrifici di una mamma single, la paura della malattia e l’amore indissolubile che lega Dea alla sua famiglia. Attraverso i ricordi di Mirna, la voce di Dea ci parla. Ci racconta la spensieratezza di una bambina intelligente, buffa e generosa, e la dolce fragilità di un’adolescente alla ricerca della propria identità. Ma ci svela anche un mondo sotto la superficie, fatto di solitudine e insicurezze, di disegni inquietanti e contenuti online che alimentano l’autolesionismo, amplificando le vulnerabilità dei più giovani. Mentre raccoglie i tasselli della storia di Dea, Mirna scopre il suo nuovo cammino: fonda l’associazione “Dea per sempre”, per proteggere i ragazzi più fragili e denunciare i pericoli invisibili che li circondano. Perché se lei non è riuscita ad aiutare in tempo sua figlia, forse sarà proprio la storia di Dea ad aiutare chi, come lei, è sprofondato nel buio. E a riaccendere una luce.
GLI INTERVENTI DELLA SERATA
nell’ordine Mirna Mastronardi, Carmela Romano, mons Benoni Ambarus ed Erasmo Bitetti




