Un omaggio doveroso ad Antonio Infantino, padre della Taranta, il canto controrivoluzionario ‘’sanfedista’’ liberatorio sull’onda dellu ” suon viulin a morte Lu Giacubbin e della grancascia Viva Viva Lu populu vasc” e l’inedito ‘’ Cortapass’’ che per noi è il ‘’ Uardapass’’ il serpente del diavolo della memoria meridionale e una interpretazione tutta femminile di ‘’Bella Ciao’’ della calabrese Francesca Prestia hanno infiammato e non poco la nona edizione del Ragnatela Folk fest, tirata fin dopo alla mezzanotte. Una edizione maturata nel segno del Thriller e nel clima cinematografico dell’agente segreto che regna, con il forte potere economico di Sua Maestà britannica. Altro che Brexit. La presenza di James Bond , infatti, ha fatto sentire e sta facendo sentire effetti a catena sull’economia cittadina tanto che , come ha ricordato Rino Locantore, anche nei forni per ordinanza comunale si dovrà usare farina ”007”. Non ne sappiamo il sapore ma anche piazza San Giovanni, per quest’anno, ha dovuto cambiare passare e trasferirsi tra bossoli, inseguimenti e deflagrazioni in piazza Matteotti che ha ospitato la nona edizione del Ragnatela folk festival. Poco male perchè la gente si è divertita e ha commentato con ironia il trasloco – per necessità- e l’atteggiamento esterofilo dei santoni dell’anno europeo della cultura, che continuano a preferire e a finanziare a fondo perduto e per ritorni ”opportunistici” gruppi forestieri sui passi della Taranta, ignorando quelli locali. E su questo aspetto Claudio Mola ha ringraziato pubblicamente la Cgil di Basilicata, per aver messo mano coscienza e al portafogli, con un piccolo ma significativo intervento. Palla, anzi accordo, ripreso al balzo da Eustachio Nicoletti segretario provinciale della Camera del Lavoro che ha ribadito ancora una volta come si gongola sui numeri dei turisti e sul suono (o rumore?) caracollante dei trolley sul selciato ma non si fa nulla o si fa finta di non sentire su quelli dei trolley dei nostri giovani che vanno via,senza dimenticare la filiera del nero e del sommerso che alimenta la felice annata dell’industria delle vacanze e delle tante incongruenze dell’offerta marcata dalle forzature passaportuali di taglio privatistico che hanno alimentato l’economia dalla mani libere. Ma ci hanno pensato i musicisti del Ragnatela folk festival davanti a 2000 persone e passa a suonare la carica la voglia di divertirsi, insieme a Pietro Cirillo per la Basilicata, Francesca Prestia, Ciccio Nucera e Giuseppe Sapone per la Calabria, Giancarlo Paglialunga, Massimiliano De Marco per la Puglia. Dalla Campania arriverà Giovanni Mauro e dalla Sicilia Valentina Balistreri. Una festa nella festa tra stornelli, pizziche, improvvisate canore e di danza che hanno coinvolto- tutto in diretta, anche social- cittadini e turisti. E con i costi della passione. Altro che cachet da decine di migliaia di euro, che continuano ad andar fuori. Per cui il liberatorio ‘’ Ti voglio dare una botta dove piace a me…’’ della Cerasa, cantata all’unisono da musicisti e pubblico –che ha apprezzato le foto d’epoca in bianco e nero delle lotte sindacali mandate sulle schermo- ha detto chiaramente come la pensa una città che vuol bene a Matera e fare rete, anzi Ragnatela, con gli amici calabresi, campani, siciliani e pugliesi che hanno un patrimonio comune di canti e cultura fatto di ‘’jatta nera’’, ‘sciuvidia’’, ‘’scarpetta’’, ‘’ricciulina, taranta, pizzica, cupa cupa, tamburelli, fisarmonica e tanta voglia di divertirsi come hanno mostrato di fare, ballando senza posa a Donisa Mazzoccoli dalla Basilicata e a Cristina Frassanito, Andrea Caracuta e Carmine D’Amico per la Puglia. Senza dimenticare La Folkorkestra, diretta da Claudio Mola, con Volpe Aris (batteria),Giuseppe Pignatelli (basso),Marcello De Carolis – Guitarist (chitarra battente) , Massimo Abbatino (chitarre) arrangiatore con Claudio Mola del nuovo brano Cortapasso, Antonio Vitale (tamburo a cornice) , Gianni Gsax Grilli (sassofoni) e Giuseppe Di Marzio (tromba).