lunedì, 6 Febbraio , 2023
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Quel bosco di Betulle che ricorda Elisa Springer

Un omaggio alla sua vita di testimonianza di quello che è stata la Shoah, sulla sua pelle, sulla sua famiglia e che ha ricordato a tanti giovani, sopratutto, finchè è stata in vita. E una riproduzione di un quadro di famiglia, il bosco di betulle, appartenuto a Elisa Springer- che il Museo Nazionale di Matera esporrà dal 27 al 30 gennaio- è un segno del ricordo per e in una giornata da tenere bene a mente tutto l’anno. A Matera – dove è cittadina onoraria- ha un valore in più per quanti come noi l’hanno incontrata in più occasioni. Ricordi e rammarico, e lo abbiamo scritto in più occasioni, per quanto la scrittrice tedesca di origini ebraica avrebbe voluto per la nostra città. La Fondazione, che porta il suo nome e il suo numero da internata( A- 24020) nei campi di concentramento nazisti, continua a portarne avanti pensiero e opere sul pentagramma della vita, della pace, dei diritti, della libertà che vanno difesi fino in fondo sopratutto oggi, con le svolte autoritarie e accentratrici che minano anche le democrazie occidentali. Servono riflessioni e una svolta, magari ascoltando le note della compagnia dei cantastorie dei ” Cantacunti” che ha attraversato quel ”Bosco di betulle”. Un invito a vedere quel quadro del secolo scorso e ad ascoltare una canzone che lo ricorda.

COMUNICATO STAMPA
25 GENNAIO 2023

Museo nazionale di Matera, per la Giornata della memoria l’esposizione della riproduzione di un’opera appartenuta a Elisa Springer
In occasione della Giornata della Memoria del 27 gennaio, il Museo nazionale di Matera, grazie alla collaborazione con la Fondazione Elisa Springer A-24020, espone fino al 30 gennaio, la riproduzione di un quadro appartenuto a Elisa Springer, scrittrice e testimone dell’Olocausto. Nata e Vienna e trapiantata in Italia dopo essere sopravvissuta all’esperienza dei campi di concentramento, è divenuta cittadina onoraria di Matera, dove è scomparsa nel 2004.

L’opera esposta, che raffigura una strada in mezzo a un bosco di betulle, è la riproduzione del quadro che Elisa Springer riuscì a portare via dalla sua vecchia casa viennese, ormai occupata, dopo essere tornata viva dai campi di sterminio. Il ricordo di questo quadro con le emozioni che ad esso sono legate, è descritto all’interno della sua autobiografia “Il silenzio de vivi” (Marsilio editore 1997), nella quale la Springer ha raccontato, solo a distanza di molti anni, l’orrore della sua esperienza di deportazione. All’opera è ispirata la ballata “Il bosco di betulle” realizzata dalla compagnia di cantastorie pugliesi “Cantacunti” https://www.youtube.com/watch?v=Ijx8RNmBPPQ. Grandissimo è stato negli anni l’impegno di Elisa Springer all’interno delle scuole, per portare ai più giovani la sua testimonianza e il suo messaggio contro l’odio e la discriminazione.

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