“Lunedì 4 maggio 2026, alle ore 17,30 a Bari, presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi “Aldo Moro” (Via Crisanzio, 1), sarà presentato il volume “La Cripta del Peccato Originale di Matera – Codice di conservazione” (edizione Gangemi, Roma), a cura di Gisella Capponi e Giulia Caneva, promosso e finanziato dalla Fondazione Zétema di Matera.” E’ quanto riportato in una nota in cui si specifica che: “Dopo i saluti istituzionali di Antonio Uricchio, presidente ANVUR, di Giambattista De Tommasi, Presidente dell’Istituto Italiano dei Castelli – sezione Puglia, Gioacchino Leonetti, Capo Delegazione FAI Bari e Francesco Bellino dell’Università Popolare Metropolitana di Bari, il giornalista Lino Patruno modererà una tavola rotonda alla quale parteciperanno Raffaella Cassano dell’Università degli Studi di Bari, Giulia Caneva, docente di botanica ambientale applicata dell’Università Roma Tre, Gisella Capponi, già direttrice dell’Istituto Italiano del Restauro, Francesco Longobardi, funzionario della Direzione Generale Musei del MIC e Raffaello de Ruggieri, presidente della Fondazione Zétema di Matera; concluderà l’incontro Maria Sinatra, direttrice dell’Istituto del Design di Matera.
La pubblicazione esprime i contenuti scientifici di un esemplare intervento conservativo e manutentivo su un invaso grottale illuminato da uno splendido corredo iconografico altomedievale, frutto di una temperie culturale longobardo-benedettina, con affreschi stesi 500 anni prima di Giotto.
È l’articolata traduzione di un lavoro di alta professionalità compiuto in un cantiere interdisciplinare proponente un codice di pratica per future iniziative di tutela, di restauro e di manutenzione programmata degli straordinari luoghi della cultura espressi dalla civiltà rupestre.
Inoltre il coordinamento degli interventi, la professionalità degli operatori e l’applicazione di aggiornate metodologie manutentive hanno prodotto la codificazione di regole capaci di esprimere la costruzione impareggiabile di un vero e proprio manuale, in grado di affrontare ogni ulteriore iniziativa conservativa del patrimonio rupestre del Mezzogiorno d’Italia.
Come ha scritto Raffaello de Ruggieri nella introduzione “la Cripta del Peccato Originale è come uno scrigno radioattivo, un antro buio sprigionante energia, una sorgente continua di stimolanti ispirazioni”. Questa nobile grotta materana gode ormai di ampia reputazione nazionale ed internazionale e ha confermato il principio che è possibile “fare grandi cose non solo partendo da Matera, ma soprattutto restando caparbiamente a Matera”.”


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