Filtri d’amore con gli sfavillanti fiori gialli di ginestra che a Colobraro (Matera) hanno una fragranza particolare, ma anche un aspetto devozionale che aggiunge un pizzico di dedizione in più per quanti percorreranno calanchi e tratturi in vista della ridente località della valle del Sinni.
E la potenza del nuovo talismano che l’intraprendente comunità colobrarese, guidata dal dinamico sindaco Andrea Bernardo, consegnerà a quanti per tutto il mese di agosto, di martedì e venerdi partecipare agli itinerari di spettacoli ”Sogno di una notte …a quel paese ” curati dalla regista attore Giuseppe Ranoia.
Lo scorso anno furono 15.000 e per la quinta edizione, presentata nel corso della conferenza stampa a Palazzo Lanfranchi a Matera, bagnata da un fitto acquazzone andato oltre la convocazione delle 17.17, l’auspicio è quello di abbattere quel record.
Figuranti di tutte le età ci credono e poi quest’anno ci saranno mostre e iniziative che stimoleranno la curiosità inviteranno, come chiude il video promozionale, a cantare ”Viva Colobraro”. E così visitatori, appassionati del magico e del mistero o superstiziosi del ”non è vero ma ci credo”, avranno come lasciapassare per il tour guidato, oltre al talismano odoroso alle essenze di ginestre, l’abitino tradizionale (”cincjokk”) contro il malocchio confezionato con tre chicchi di sale contro la scaramanzia, tre di grano simbolo di fertilità, tre aghi di rosmarino per combattere gli spiriti maligni, e per favorire l’amore e la bellezza e fiori di lavanda simbolo di virtù e serenità , il tutto chiuso da un nastrino rosso simbolo di coraggio.
Quanto al nuovo amuleto, realizzato dalla società Ariaprofumata, i promotori intendono farne conoscere la dimensione sensoriale e le peculiarità del paesaggio colobrarese.
E sulla ginestra non mancano i significati presi da altre culture e ad antiche credenze. Secondo lo storico Plinio pare che le radici di ginestra contenessero l’oro, un’ altra di origine scozzese che consente di ingannare l’uomo(stordito dall’intenso profumo dei fiori gialli) richiedente una prova d’amore o secondo una credenza siciliana si tratta di un fiore poco gradito perchè raccolto da Gesu Cristo nell’orto dei Getsemani. ”L’amuleto al profumo di ginestra -ha detto Bernardo- che abbiamo sperimentato lo scorso anno è il simbolo di un paesaggio da scoprire oltre che sul piano delle tradizioni e delle credenze anche su quello culturale. Misteri e magia fanno il resto con una serie di spettacoli, canti e rappresentazioni e con nuovi personaggi, quest’anno quella di un sacerdote e di un funerale, che aiutano a ingraziarsi la buona sorte. Quest’anno partiamo da Matera, capitale europea della cultura per il 2019, per contribuire alla promozione e valorizzazione del nostro territorio ed anche perché in un certo senso la nomea di Colobraro sarebbe nata a Matera a causa di un episodio ”leggendario” che vi sarebbe accaduto nella prima metà del secolo scorso. Un podestà, nostro concittadino, nel corso di una riunione politica avrebbe detto, al cospetto di altre persone, che se quello che aveva detto non rispondeva al vero sarebbe dovuto cadere il candelabro che era nella stanza. Cosa che avvenne, colpendo i convenuti…”
“A Matera, poi, presentiamo la mostra di pittura “Il fascino dell’affascino: c’era una volta … il cacciatore di fiabe” che, insieme con altre Mostre già presenti nel Palazzo delle Esposizioni di Colobraro: “Con gli Occhi della Memoria” (foto di Franco Pinna che accompagnò nel suo viaggio Ernesto De Martino) e “La Civiltà Contadina”, fungerà da percorso introduttivo al percorso teatrale itinerante”. E non si tratta solo di musica, rappresentazioni, canti e balli, ma anche di degustazione di piatti tipici e di altre iniziative che hanno decretato il successo di una manifestazione, legata alla semplicità e familiarità, uniti a professionalità e organizzazione e a un ”sogno” che resta impresso in quanti visitano il paese ”magico”, la cui formula è stata imitata da alcuni Comuni della provincia di Potenza. Ma la storia e la nomea non si inventano: le ”magiche e fantastiche serata d’estate a …Colobraro’ non si inventano, si vivono dove sono nate.”
Ad Agosto tour nel paese che ha investito nei numeri della jella e del mistero. Non li conoscete? Consultate la smorfia e giocateli…o fateveli dare monacchicchi, fattucchiere, maghi, masciare, licantropi e venditori di sogni che si aggirano nelle suggestive viuzze di Colobraro.
PROTAGONISTI ED EVENTI
La nuova Mostra pittorica intende valorizzare la figura di Gianbattista Basile “il cacciatore di fiabe” che tra il Cinquecento e il Seicento, dopo essere stato ospite dei Caracciolo a Lagonegro e dei signori di Acerenza, scrive il libro “LO CUNTO DE LI CUNTI”, un’opera che trasforma la fiaba in genere letterario e che diventa ispiratrice di tutte le fiabe ambientate tra i boschi, le foreste e i
castelli della splendida Basilicata.
Si pensa – narra Benedetto Croce – che Basile abbia trascritto le tradizioni orali della Basilicata in modo letterario facendo diventare il suo grande libro il più antico, il più ricco e il più artistico fra tutti i libri di fiabe popolari.
Si continua a narrare che da quest’ opera siano state tratte: Cenerentola, Il Gatto con gli stivali, Hansel e Gretel, Shrek, La bella Addormentata nel Bosco, Raperonzolo e tante altre.
Lo Cunto de li Cunti ha anche ispirato il regista Matteo Garrone ne “il racconto dei racconti” Tales of Tales nel suo ultimo film.
Il progetto ideato e redatto da Anna Elena Viggiano intende promuovere non solo la figura dI Basile ma anche della Basilicata, terra magica per eccellenza e ricca di storie, suggestioni e visioni da scoprire e da raccontare, come appunto si cerca di fare a Colobraro.
Per presentare il nuovo contest/format, “Il fascino dell’affascino: c’era una volta … il cacciatore di fiabe”, sono intervenuti a Matera il Conte Domenico Basile scrittore e discendente del Conte Giambattista Basile, Raffaello Glinni ricercatore e storico, Emanuela Matera, docente scuola dell’infanzia, Anna Elena Viggiano responsabile di progetto e presidente AIDE Bernalda – Metaponto.
Lo scatto del manifesto è stato curato dal fotografo Paolo De Novi, il progetto grafico da Pietro Galli.
Citazioni doverose per i giovani protagonisti della serata e per quanti come – Concetta Sarlo- ne hanno descritti alcuni aspetti, con il prezioso apporto del regista attore Giuseppe Ranoia che ha invitato a curare gli eventi, a raccontare storie e tradizioni di una comunità coinvolto nelle Serate che hanno una pagina facebook e un sito web.



