Memoria, Identità e Futuro. Matera”, di Franco Di Pede, con illustrazioni Altrimedia Edizioni (Matera, 2020), pag. 136, euro 18.00.

In una Matera sempre più lontana dal suo anno di gloria post-novecentesco, le 58 opere realizzate da autori materani e lucani per nascita o per adozione con le più diffuse espressioni delle arti visive (pittura, incisione, fumetto, architettura, fotografia, artigianato artistico, poesia, letteratura, musica, folklore) raccolte, tenute insieme e fatte muovere, in un contesto di nuova narrazione, da Franco Di Pede, sono un felice momento di futuro in pieno presente sconnesso; abbiamo in mano un volume, un catalogo d’arte che, a leggere soprattutto l’anagrafe degli autori, semplicemente rendere gioia di prospettiva.

Il lavoro, va specificato, è stato realizzato grazie all’impegno indefesso di Di Pede, il quale in veste di curatore pure della mostra collettiva sta portando le opere in vari punti dell’ex Belpaese. Scultore e fotografo artistico, Di Pede, materano, ha già portato mostre in tutt’Italia, ma anche all’estero; l’artista ha inoltre realizzato diversi cataloghi nel corso degli anni, a partire dagli anni Sessanta e Settanta, e continua a studiare i mutamenti dei Sassi di Matera e della città di Matera nel suo complesso. Lo Studio Arti Visive, da lui fondato, nasce a Matera nel 1964 “con l’obiettivo di creare interesse e diffondere in ambito locale la conoscenza dell’arte contemporanea con una particolare predilezione per le cosiddette ‘avanguardie’ (dall’espressionismo al surrealismo, dal futurismo al dadaismo, dalla pop art all’optical art)”.

Memoria, Identità e Futuro. Matera”, è il titolo perfetto “per un progetto unico di ‘narrazione’, allo stesso tempo individuale e collettiva: raccontare e comunicare Matera tra passato, presente e futuro, tra ciò che è già stato e ciò che non è ancora, per far rivivere lo spirito, la coscienza e l’anima di un luogo e di una comunità, per recuperare e riconnettere memorie, identità, storia, tradizioni, cultura, territorio e paesaggio, per comprendere e reinterpretare le sfide, i contrasti, le contraddizioni che da sempre e continuamente l’hanno vista nascere, crescere, che l’hanno profondamente segnata e trasformata”.

In un percorso che lega la donna in estasi di Karmil Cardone all’anziana di Danilo Chiaradia, dalla grotta di Antonello Di Gennaro alla Bruna di spalle d’Enzo Epifania, passando per l’inchiostro di Rocco Falciano e Luigi Guerricchio, fino alle invenzioni di Pino Lauria e Pino Lauria e così via.