Sarà presentato mercoledì 18 maggio 2022 alle ore 10,00 -nell’aula magna dell’Università di Basilicata del campus di Matera- il volume “Architettura rurale e Novecento” di Raffaele Pontrandolfi e Adriana Raguso (Edizioni Magister).

“La pubblicazione -si legge in una nota- contiene i risultati di un lavoro di ricerca condotto dagli autori su invito del Circolo La Scaletta di Matera e sostenuto finanziariamente dalla Joint Venture Tempa Rossa. L’iniziativa di presentazione del libro è patrocinata dall’Università della Basilicata e dal Comune di Matera.

La ricerca è stata coordinata ed indirizzata da un Comitato Tecnico Scientifico istituito sulla base di un accordo di collaborazione stipulato tra il Circolo La Scaletta e il Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo dell’Università della Basilicata (Dicem).

Alla presentazione del volume è prevista la partecipazione del Direttore del Dicem, Aldo Corcella, del presidente del Circolo La Scaletta, Paolo Emilio Stasi, della responsabile della comunicazione di Joint Venture Tempa Rossa, Paola Ferretti, e del Sindaco di Matera, Domenico Bennardi.

I due autori Raffaele Pontrandolfi e Adriana Raguso, illustreranno le finalità, i risultati e l’impostazione della ricerca. Seguirà un dibattito con interventi di Antonio Bixio e Ettore Vadini, docenti dell’Unibas, e Michele De Ruggieri, fondatore del Circolo La Scaletta, componenti del comitato tecnico scientifico del volume. Concluderà i lavori Piergiuseppe Pontrandolfi, docente Unibas e coordinatore del comitato tecnico scientifico.”

La storia urbanistica di Matera – spiegano gli autori del volume – è fortemente caratterizzata dalla vicenda dello sfollamento dei Sassi e dalla contestuale realizzazione, oltre che di nuovi quartieri di espansione della città, anche di borghi rurali previsti nell’ambito del progetto di riforma fondiaria dell’agro circostante.

Nello stesso periodo in altri contesti italiani ed internazionali si realizzavano esperienze simili. L’interesse per tali realizzazioni è legato soprattutto alla comprensione delle innovazioni progettuali, sociali, tecnologiche che le stesse hanno rappresentato in quel periodo storico.”

La ricerca – continuano Pontrandolfi e Raguso – parte da due esigenze di riflessione e studio: da un lato, rileggere il processo storico che ha portato alle numerose esperienze di colonizzazione insediativa legate all’opera di riforma agraria nel contesto italiano ed europeo nel corso del Novecento; dall’altro, collegare il caso emblematico dei borghi rurali di Matera degli anni Cinquanta alla questione su quale debba essere il futuro di questo rilevante patrimonio architettonico della modernità che rappresenta un esempio importante e prezioso della architettura moderna minore in Italia e non solo.

Nonostante le limitazioni imposte dalla pandemia, la ricerca è stata sviluppata a partire da un’analisi approfondita delle fonti bibliografiche e documentali sul tema, tentando di rintracciare i riferimenti e le esperienze più significative alla base delle sperimentazioni insediative moderne relative al rapporto tra città e campagna.

Una nuova identità della città di Matera – sottolinea il presidente del Circolo La Scaletta, Paolo Emilio Stasi – non potrà prescindere da una nuova interpretazione del ruolo che i borghi rurali dovranno assumere nel processo di sviluppo e rilancio della città. Mi preme ringraziare per il sostegno dato alla realizzazione di questa importante ricerca, la Joint Venture Tempa Rossa, ed il Dicem dell’Università di Basilicata che ha fornito un fondamentale supporto culturale e tecnico-scientifico al lavoro degli autori”.