Da dove cominciare dai canti dei deportati in catene, sottratti alla giungla ai fiumi dove giungevano le donne del villaggio per prendere acqua, lavare i panni, ma facendo attenzione ai ”suoni” sibilanti o roboanti di coccodrilli, elefanti, ippopotami e dalle savane il ruggito di leoni, tigri, incalzati dal rullare dei tamburi per una caccia senza fine che terminava attorno a un fuoco.E proprio intorno a quelle fiamme vorticose canti, suoni, nenie e ritmi partì quel pentagramma di ”soprusi e rivolte”,che regolò la vita dei neri d’America. Schiavi a buon mercato per il padrone bianco, come il cotone che dovevano raccogliere nei campi, da mattina a sera, con il sollievo dei canti di libertà o rivolti alle divinità della Natura o delle religioni di liberazione o di un sincretismo tutto nuovo come accadde nelle piccole repubbliche del dei Caraibi: da Haiti a Cuba e dintorni. Il resto è storia di guerra civile statunitense tra gli Stati del Nord vittoriosi su quelli del Sud, finchè la musica jazz, il blues e altre gemmazioni non le unirono grazie ad artisti di grande valore. A parlarne Pasquale Mega con il primo appuntamento dei laboratori dell’Onyx jazz club, a partire da giovedì 7 maggio a Palazzo Lanfranchi. Sarà un viaggio lungo in compagnia di Miles Davis, Bessie Smith a Billie Holiday, Duke Ellington, Dizzy Gillespie, da Louis Armstrong a Charles Mingus, Sonny Rollins, John Coltrane, Nina Simone, Sam Cooke, James Brown e altri.

COMUNICATO STAMPA
Dal 7 maggio a Matera, alle 18, tre giovedì con i laboratori del Gezziamoci
Musica afroamericana tra soprusi e rivolte
Pasquale Mega conduce un racconto multimediale sulla storia di un popolo
martoriato che ha fatto di blues, jazz, gospel, soul terreni di pace e resilienza
Dai campi di cotone al blues, la musica attraversa una storia di oppressione e di
riduzione in schiavitù. Dalle strade di New Orleans al jazz, la musica riflette la storia di un
conflitto di origini razziali e di forti tensioni sociali. Dalle parrocchie afroamericane al gospel, la
musica esplora le vie della fede rafforzando esempi di resilienza. Una evoluzione continua,
che genera tanti altri generi musicali, dallo swing al ragtime, dal rithm & blues al rock & roll,
dal soul al funk, e ha sempre come protagonisti artisti afroamericani mentre l’America è
segnata da continui attriti tra bianchi e neri che si propagano fino ai nostri giorni, all’assassinio
di George Floyd, pestato da quattro agenti di polizia nelle strade di Minneapolis e deceduto in
ospedale il 25 maggio 2020. Un musicista di grande sensibilità come il pianista e compositore
materano Pasquale Mega ne parlerà a Matera per tre giovedì di seguito in una serie di incontri
sul tema “Afroamericani. Storie di soprusi, rivolte e musica”. Il progetto culturale inaugura i
Laboratori del Gezziamoci 2026, il Festival Jazz della Basilicata, alla sua 39ª edizione,
organizzato dall’Onyx Jazz Club. Si comincia il 7 maggio, alle 18, nella conferenze del Museo
nazionale di Palazzo Lanfranchi, in piazzetta Pascoli 1, per dar vita all’ottavo appuntamento
del cartellone messo a punto per quest’anno dall’associazione culturale materana. Ingresso
libero.

Attraverso un programma multimediale che alterna video, audio ed immagini, Pasquale
Mega racconterà la storia di uno dei popoli più martoriati.
«Nel corso di vari secoli, fino ai giorni nostri, i neri d’America – spiega il musicista –
hanno dovuto subire ogni tipo di soprusi, costretti a rivolte anche sanguinose, trovando
comunque nella musica la loro unica arma pacifica. Queste tre parole, soprusi, rivolte,
musica, identificano in pieno il loro cammino in un continente nel quale furono costretti a
vivere e della cui storia sono artefici fondamentali, se non addirittura principali».
Mega proporrà quindi una ricostruzione storica e artistica che mette in luce tutte le
conquiste e tutti gli insuccessi e i passi indietro che hanno contrassegnato e continuano a
contrassegnare il faticoso cammino intrapreso dall’America per l’affermazione dei diritti civili. Il
racconto avrà inizio dalla deportazione di africani ridotti in schiavitù per proseguire con la
Guerra di secessione e con la nascita del Ku Klux Klan, organizzazione segreta che puntando
sull’odio razziale ha seminato il terrore negli Usa macchiandosi di intimidazioni, linciaggi e ogni
altro genere di violenze. Non mancheranno le rievocazioni di rivolte, come quella di Harlem, e
assassini, tra i quali quelli di grandi uomini come Martin Luther King e John Fitzgerald
Kennedy, che si perpetuano per più di un secolo. Ma soprattutto saranno ricordati i più
celebri brani e i più grandi interpreti della musica afroamericana in tutte le sue espressioni di
genere, da Jack Johnson a Miles Davis, da Bessie Smith a Billie Holiday, da Duke Ellington a
Dizzy Gillespie, da Louis Armstrong a Charles Mingus, Sonny Rollins, John Coltrane, Nina
Simone, Sam Cooke, James Brown.
I prossimi due incontri di “Afroamericani.Storie di soprusi, rivolte e musica” sono in
programma giovedì 14 maggio e giovedì 21 maggio, sempre alle 18, nel Museo nazionale di
Palazzo Lanfranchi.

Il nostro archivio
• L’Onyx Jazz Club, una delle più longeve associazioni sulla scena culturale
materana ed iscritta all’Albo delle Associazioni culturali della Regione Basilicata dal
1988, ha festeggiato nel 2025 quarant’anni di attività. Fondata da quattro amici
uniti dalla passione del jazz, il suo nome trae origine dall’insegna di uno storico
locale jazz di New York, che aprì nel 1927 al 35 West della 52ª Street della City.
L’Onyx si connota per un originale percorso che l’ha portata a sviluppare tre
principali linee di azione: la programmazione di concerti, la formazione e la
valorizzazione dei talenti locali, la produzione di dischi.
・ Il Gezziamoci è la creatura più prolifica dell’Onyx. Il Jazz Festival della Basilicata
coniuga i concerti agli obiettivi della ricerca di nuove espressioni musicali, ma
anche della valorizzazione del territorio e della scoperta dei luoghi più suggestivi di
Matera e della Basilicata. Fin dalle sue prime edizioni ha ospitato giovani emergenti
e musicisti affermati, da Bruno Tommaso a Ettore Fioravanti, da Gianluigi Trovesi a
Massimo Urbani, da Paolo Fresu a Roberto Ottaviano, che avrebbero fatto la storia
del jazz italiano. Tra le star internazionali Steve Lacy, Richard Galliano, Carl Palmer,
gli Oregon, Javier Girotto, Daniel Karlsson. Il Gezziamoci aderisce a JAZZ TAKES
THE GREEN la prima rete italiana dei festival jazz ecosostenibili.
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