HomeEventi"Le storie dimenticate dell'8 settembre 1943" ricordate il 25 aprile ad Avigliano.

“Le storie dimenticate dell’8 settembre 1943” ricordate il 25 aprile ad Avigliano.

Il 25 aprile, per quella fondamentale ricorrenza che è alla base della democrazia e della Repubblica Italiana, ovvero la lotta di Resistenza, sono tante le iniziative nel Paese ed anche in Basilicata. Tra le altre c’è quella che si terrà ad Avigliano (Potenza) che spinge lo sguardo a coloro che contribuirono e pagarono già qualche anno prima, semplicemente per aver detto No ai fascisti e ai nazisti. Si tratta della presentazione del libro “Le storie dimenticate dell’8 settembre 1943″, opera degli autori Franco Villani e Italo Cernera, con cui si forniscono precise indicazioni anche per continuare ulteriormente le ricerche sui deportati, prigionieri di guerra, rientrati e deceduti di ogni comunità. L’iniziativa si svolge in un comune in cui, secondo i registri della Croce Rossa Italiana, furono 88 gli Internati Militari che nel 1945 rientrarono a casa. Agli eredi dei sopravvissuti ai lager -nel corso dell’iniziativa che si svolgerà nel Chiostro con inizio alle ore 17,00– verrà consegnata una pergamena- ricordo del loro rifiuto ad ogni forma di collaborazione con il regime nazifascista. Sono previsti gli interventi di: Giuseppe Mecca Sindaco del Comune di Avigliano, Angela Maria Salvatore Assessore alla Cultura, Nicola Lisanti storico, Italo Cernera e Franco Villani autori. Nel libro si ricorda come “In seguito all’armistizio che metteva fine all’alleanza con Hitler, i soldati italiani vennero a trovarsi senza ordini e senza direttive. L’Italia, di fatto, fu consegnata ai Tedeschi, i quali, da alleati, divennero occupanti. Circa 700.000 soldati furono fatti prigionieri dai tedeschi con l’obbligo di scegliere tra continuare a combattere al loro fianco e la Repubblica di Salò o essere deportati nei campi di concentramento. La stragrande maggioranza scelse di non combattere con la Germania e per Mussolini. La conseguenza fu l’avvio dei prigionieri verso i lager, su carri bestiame, in condizioni penose e umilianti. Nei lager, gli Internati Militari Italiani (I.M.I.) dovettero sottostare alla rigida disciplina, alle sadiche punizioni, sopportando la fame terribile, il rigore del clima, la sporcizia, i parassiti, la mancanza di notizie da casa, la lenta distruzione della loro personalità. Una prigionia, che è stata una vera e propria Resistenza combattuta senz’armi nella stessa terra di Germania, ma con la sola forza della volontà e dello spirito, espressa con una piccola ma grande parola: NO!”

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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