Ha segnato la rivoluzione del secolo scorso. Non più penna e calamaio ma tasti impregnati di inchiostro. E’ la macchina da scrivere. Tanto all’avanguardia da segnare un’epoca, ma ahimè, destinata anch’essa a finire in cantina.

A Milano, nella primavera del 2006, in concomitanza con l’interruzione della produzione di macchine da scrivere, nacque un museo allo scopo di conservare nella memoria quello strumento che cambiò profondamente il modo di comunicare nel secolo scorso.

UMBERTO DI DONATO E IL MUSEO DELLA MACCHINA DA SCRIVERE DI MILANO (6)

A distanza di 10 anni dalla sua apertura, sabato 2 aprile alle ore 18.00, nella sede di via Menabrea 10, avrà perciò luogo una cerimonia nella quale saranno ricordati gli eventi fondamentali promossi dal Museo della macchina da scrivere, sia in Italia che all’estero, e mostrate al pubblico le tante iniziative culturali in essere.

Alla cerimonia per il decennale del Museo della macchina da scrivere sarà proiettato un filmato riguardante le sue principali mostre, concorsi ed eventi

L’esposizione dei numerosissimi esemplari, prodotti in tutto il mondo, non è l’unica fonte di attrazione. Il presidente e fondatore Umberto Di Donato, infatti, svolge un’opera di diffusione della storia della scrittura, attraverso convention e incontri, in particolar modo tra le scolaresche. Inoltre, lo stesso si occupa personalmente di organizzare corsi di “scrittura creativa”, “scrittura cuneiforme dei sumeri” e “scrittura geroglifica dei faraoni”, che rappresentano i passaggi obbligati dell’invenzione che ha elevato gli uomini dagli altri esseri viventi.

«Durante il decennio 2006-2016 – spiega Umberto Di Donato – la raccolta è passata da 200 pezzi a oltre 1600, grazie alle molteplici donazioni ricevute. Gradualmente la collezione si è anche qualificata con l’assortimento delle macchine da scrivere usate da personaggi importanti (uomini politici, scrittori, professori universitari, magistrati, ecc.) ed è divenuta itinerante. I cimeli – continua – vengono mostrati anche fuori sede, rigorosamente a titolo gratuito, valicando i confini regionali d’Italia e le dogane dei paesi stranieri (ad esempio Francia, Germania, Belgio e Svizzera). Durante gli allestimenti vengono altresì organizzati concorsi di dattilografia per giovani, in cui il vincitore viene premiato con una vetusta macchina meccanica, chiaramente ancora funzionante».

UMBERTO DI DONATO E IL MUSEO DELLA MACCHINA DA SCRIVERE DI MILANO (1)

L’appuntamento di sabato, si concluderà con alcune domande emblematiche quali spunto di riflessione per gli anni a venire: cosa viene proposto di fare per evitare che il patrimonio storico venga disperso? E come si può aiutare Umberto Di Donato a tenere vivo il ricordo del mezzo di scrittura che ha consentito all’uomo di scrivere individualmente con i caratteri mobili inventati verso la metà del ‘400 dal tedesco Johannes Gutenberg?