Il 5 Gennaio 2020 a Montescaglioso -dalle ore 19,00- ritorna “La Notte dei Cucibocca”. Tabarro, cappellaccio nero o fiscolo da frantoio come copricapo, scarponi infangati e chiodati, catena spezzata legata al piede, cesto e bisaccia della questua, bastone, lanterna, volto nascosto da barba di canapa e occhiali di buccia d’arancia e soprattutto il grande ago per cucire la bocca a bambini ed adulti, le minacciose masnade dei Cucibocca si materializzano nei vicoli e nelle piazze del centro storico. Per i più piccoli l’imposizione è “fare i buoni”, per gli adulti, mangiare e parlare meno.

“L’evento del 2020 – si legge in un comunicato stampa– assume particolare importanza alla luce della recente inclusione della “Transumanza “ nella lista del Patrimonio Immateriale UNESCO, risultato ottenuto grazie ad un’azione congiunta tra Italia, Grecia ed Austria. In Italia coinvolge le Regioni Puglia, Basilicata, Campania, Molise, Lazio, Abruzzo, Lombardia e le Province di Trento e Bolzano. Montescaglioso, il metapontino e la Murgia sono stati per secoli aree terminali dei movimenti di mandrie e greggi veicolati dalla “grande transumanza” proveniente da Abruzzo, Molise e Sannio e della “piccola transumanza” proveniente dai territori montani dell’Appennino lucano.

Il riconoscimento riguarda pratiche ecosostenibili, cultura materiale, prodotti, saperi e paesaggi della transumanza. Per quanto non espressamente citati nel riconoscimento UNESCO, al mondo dell’agropastorizia, espressione della transumanza, appartengono riti e tradizioni ben radicati nelle comunità rurali delle Alpi, dell’Appennino, della Murgia ed in generale dei territori interni delle Regioni.

Qualche esempio: il culto di S. Biagio e di S. Antonio Abate le cui cappelle/rifugio segnano spesso i tratturi e le aree di sosta della transumanza ed alcuni riti di inizio anno collegati o anticipatori del Carnevale come il Cucibocca di Montescaglioso ed i Campanacci di S. Mauro Forte.

Il Carnevale di Basilicata soprattutto a Montescaglioso, Tricarico, S. Mauro, Teana, Cirigliano, Satriano ed Aliano, tra campanacci, maschere animalesche e costumi di pastori e massari altro non è che il racconto della Transumanza e del ciclo agrario/naturale dell’anno.

Nel caso del Cucibocca, sono soprattutto alcuni elementi del costume a ricordare il mondo e gli “strumenti“ dei pastori. Lo stesso grande ago del Cucibocca, è lo strumento con cui il pastore risistemava il “basto” degli animali da soma e cuciva le pelli per zampogne, coperte e ripari dal freddo.

Il contesto nel quale si colloca il Cucibocca ed il Carnevale, appare sempre più ricco di spunti e ipotesi di studio che contribuiscono a valorizzare l’identità delle comunità di Basilicata.”

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A cura di G. Palazzo ed Altra Dimensione

5 Gennaio
Dalle ore 19,00: I Cucibocca nei vicoli del centro storico