Un inedito, “Natale a Pavana”  cantanta in dialetto pavanese da Francesco Guccini, è la bellissima ciliegina sulla quella bella torta preparata da Mauro Pagani che è l’album appena uscito (venerdì scorso per BMG) di canzoni di Guccini da lui riarrangiate ed affidate alla interpretazioni di significativi artisti del panorama musicale italiano.

Il tutto racchiuso in una custodia che si fregia di una copertina che riproduce un’opera realizzata dallo street artist Tvboy, comparsa a sorpresa la mattina del 29 ottobre a Bologna, nei pressi della mitica via Paolo Fabbri. Una barca in mezzo al mare con a bordo tutti gli artisti che hanno preso parte al progetto e, al centro, Francesco Guccini con Mauro Pagani.

Note di Viaggio – capitolo 1: venite avanti… ” è la prima uscita (ce ne sarà un’altra) della raccolta di alcune canzoni di Francesco Guccini, interpretate da importanti voci della musica italiana.

Questi gli artisti coinvolti e le canzoni incise: Elisa (Auschwitz), Ligabue (Incontro), Carmen Consoli (Scirocco), Giuliano Sangiorgi (Stelle), Nina Zilli (Tango per due), Brunori Sas (Vorrei), Malika Ayane (Canzone quasi d’amore), Francesco Gabbani (Quattro stracci), Samuele Bersani e Luca Carboni (Canzone delle osterie di fuori porta), Margherita Vicario (Noi non ci saremo), Manuel Agnelli e Mauro Pagani (L’avvelenata).

Su tutto fa notizia, ovviamente,  l’inedito Natale a Pavana, un vero regalo per i fans e la musica italiana dopo tanti anni che il cantautore ha abbandonato la scena musicale. In proposito, come si legge nei resoconti della conferenza stampa di presentazione dell’album, Guccini ha svelato che il brano è una vecchia poesia che lui aveva scritto “per gioco” per un amico “italianista modenese”   in cui si parla di quando “andavo a piedi alla stazione” e “C’era il sogno di Bologna, Modena era per me città di privazioni, allora da bimbo. Quando Mauro mi ha chiesto un testo da musicare, io e mia moglie abbiamo pensato a quella poesia.”

Le canzoni di Guccini hanno accompagnato una stagione importante della vita socio-politica italiana e la vita stessa di generazioni. Un lunghissimo fiume di parole, più che di musica, tra cui è praticamente arduo fare scelte.

Lo stesso Pagani ha confessato che “Scegliere è stata la cosa più difficile. Alla fine ciascuno ha cantato ciò che era stato importante per lui, o magari semplicemente ciò che più lo emozionava.”

Per Dino Stewart, Managing Director di BMG: “Questo disco non è un semplice tributo a un gigante della musica e della nostra cultura ma è un progetto unico proprio perché realizzato con il prezioso intervento del Francesco Guccini “autore”. Sono convinto che, con questo valore aggiunto, l’album potrà essere apprezzato ancora di più, sia dal suo pubblico, sia da tutti coloro che vorranno conoscere meglio Guccini o addirittura scoprirlo grazie a questo progetto ambizioso”.

Dovremo accontentarci di queste rielaborazioni, forse di un’altro inedito in sede di pubblicazione del secondo volume del progetto, perchè anche in questa occasione Guccini ha tenuto a chiarire che non ha alcuna intenzione di tornare a calcare i palchi.

Non sono Aznavour –ha detto–  il prossimo giugno ne ho 80, sono tanti. Ho deciso di smettere. Non ho nessuna intenzione di rimettermi a cantare… Ora scrivo, sono contento di farlo. Era quello che volevo fare da grande. Sono finalmente riuscito a fare lo scrittore“.

Ecco a seguire la traccia de dell’inedito:

 

(Brani della conferenza stampa sono stati tratti dall’articolo di Alberto Graziola pubblicato su “Bloggo”)