martedì, 23 Aprile , 2024
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“Gran finale” a Bari con Venditti e De Gregori ricordando Lucio

Hai voglia a remixare, riarrangiare o, peggio, affidarsi all’intelligenza artificiale per tirare fuori qualcosa di nuovo dalla musica. Contano sensazioni, sentimenti, voglia di ricercare, ispirarsi vivendo tra la gente e facendo tanta gavetta, passando per locali come il Folk studio di Roma e altri dove sono passati(nella Prima Repubblica) cantautori come Antonello Venditti e Francesco De Gregori. Due over 70, ben portati, che hanno deliziato fans di tutte le età , giovedì 16 novembre, al Palaflorio di Bari. Palazzetto da tutto esaurito, con presenze materane qua e là, e tutti insieme a cantare all’unisono i successi di Antonello, con gli immancabili occhiali scuri, e passaggi al pianoforte e Francesco con cappellino e armonica che hanno consentito di ripercorre la loro carriera e quella delle generazioni che le hanno accompagnate. E il Gran Finale non poteva che iniziare con con quel ” Bomba o non bomba arriveremo a Roma malgrado…” quel clima di contrapposizioni, scontri sociali e di azioni sovversive dentro e fuori lo Stato, che ne minarono le fondamenta.

Bomba o non bomba tra suoni e luci che hanno rieccheggiato nel palasport, toccando via via gli accenni a canzoni che abbiamo cantato e ascoltato migliaia di volte. Così in sequenza “La leva calcistica della classe ’68”, ”Modena”, ”Bufalo Bill”, ”La storia” , ”Peppino”, ”Generale”, ” Dolce Signora che bruci”-gran parte cantate insieme o singolarmente, spiegando- come accaduto per San Lorenzo- le devastazioni del bombardamento alleato su quel quartiere e su un papa, Pio XII, comparso con un angelo con gli occhiali a benedire tutti, anche i morti del Verano che galleggiavano. Poi ” Alice”,” Santa Lucia”, ” Canzone” con l’inevitabile omaggio a Lucio Dalla e alle canzoni che Venditti scrisse su sua ispirazione come ” Dimmelo tu cos’è” e ” Ci vorrebbe un amico”. Tanta poesia e fuochi pirotecnici con ”La donna cannone” fino all’impegno, alla lotta, alle speranza di libertà con ”Pablo”, per passare a temi come amicizia, amore, avventura: da ” Che fantastica storia è la vita” a ”Rimmel”, ” Titanic”, ”Alta marea” a ”Sempre sempre” .Fini a toccare i temi del paese ”immorale” e ”illegale” con quel ”In questo mondo di ladri” cantano all’unisono quasi si fosse sotto al palco del potere…

Con ”Buonanotte fiorellino’ a Francesco de Gregori è bastato dare il ”La” per un invito a ballare un valzer negli spazi liberi e sugli spalti. Preso in parola con tanti video in diretta passati sui canali social. Meglio godersi il concerto di due terribili settantenni che hanno ancora una bella vena interpretativa. Poi l’uscita dal palco, per farvi rientro per cantare i brani ( ne avremmo aggiunti degli altri) rimasti in scaletta. Chiusura con l’impareggiabile ” Roma Capoccia”, la più bella canzone dedicata alla Capitale come ha ricordato Francesco, con un simpatico siparietto di Antonello per scandire l’ultimo ritornello in crescendo , e ” Ricordati di me” che lega i fans a due icone del cantautorato italiano delle origini. Un arrivederci, in definitiva, salutando anche la loro band da ”prova d’autore”, nonostante nel BelPaese il percorso da Ronco Bilaccio a Roma, da Bari, Matera, Palermo, Napoli, Torino alla Capitale sia battuto dai venti della crisi e di un’aria ”strana” che vede ridursi spazi di libertà e di democrazia. Arriveremo a Roma, bomba o non bomba, malgrado…

Due fans materani

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