L’erba cattiva dall’ultimo lavoro”Misteriosamente” per un omaggio pieno di vita, di ricordi , suoni, voci che Enzo Gragnaniello ha dedicato a Matera insieme all’orchestra Ico dell Magna Grecia, diretta da Piero Romano, al campagno di scuola, di giochi, di carriera , Pino Daniele, nato e vissuto per un bel po’ nei ”Quartieri” spagnoli… E il palcoscenico di Palazzo Lanfranchi, una terrazza sui rioni Sassi, ha creato un rapporto ideale tra gli scugnizzi napoletani vissuti per strada e u’ criatarr (i ragazzi) degli antichi rioni di tufo, bravi a inventarsi giochi e a suonare i tanti strumenti realizzati con le proprie mani o presi in prestito da padri e nonni. Anime mediterranee che hanno lasciato un segno importante nella storia e nella memoria delle nostre genti. Gragnaniello,che con il suo cappello a falde orizzontali ci ha ricordato i tagliatorii di grano del ”ballo del falcetto” che viene ripetuto ogni anno in alcuni centri della montagna materana, ha pescato a piene mani nel suo repertorio per far cogliere fino in fondo filosofia e anima dell’amico Pino, persona semplice che sapeva sintetizzare in un ”Azz!” o con un segno del viso un intero discorso. E allora L’Erba cattiva ne racchiude tanti: “…Je so’ l’erba cattiva e staje certo nun moro,
je so’ nato pulito into all’aria t”o dico, ma nun vuò sentì…je nun sento a nisciuno, je nun veco e nun parlo,ma ‘e pensieri d”a gente ca’ stanno into ‘o munno te pozz’ spiegà…” Riprendete, magari cantando o fischiettando, canzoni celebri di Pino da ” I say I’stto ccà , Gente distrata, Notte che se ne va, Dubbi non ho, Quando, Napule è..” e capirete dove trovare Daniele e i tanti amici che hanno condiviso la sua storia da Massimo Troisi a James Senese, da Rino Zurzolo a Tullio De Piscopo a Joe Amoruso ai tanti artisti italiani e stranieri che si sono esibiti sui palchi di mezzo mondo.E il palco di palazzo Lanfranchi per questo concerto, presentato con il servizio https://giornalemio.it/eventi/a-matera-omaggio-a-pino-daniele-con-napule-e/, ha riservato una serata davvero intensa con la voce di Marco Rosini che in quel stacco ha ricordato, a sentire l’uditorio, un altro interprete della canzone napoletana come Gigi D’Alessio, e le esecuzioni briose del maestro Piero Romano che ha annusato l’aria invitante che veniva da un vicino ristorante.E non ha fatto a meno di commentare che ”…e Ora, quando tornerò a casa, Mi diranno e che sei andato in braceria?…”. Colori e sfumature di un concerto apprezzato, al quale hanno assistito per un po’ il maestro Mogol, un nugolo di fans d Gragnaniello che sono riusciti a strappargli un po’ di bis e un napoletanissimo ma non scontato ”Indifferentemente’, oltre alle ” stelle cadenti” che avrebbero fatto felice Pino Daniele.