Procede con successo, dalla sua agorà virtuale, il progetto di rigenerazione sociale mediante la narrazione di Amabili Confini 2021. La nuova diretta streaming della rassegna, in pieno svolgimento da alcune settimane e che continua a sorprendere i partecipanti per il susseguirsi denso di ospiti e argomentazioni,  si terrà giovedì 10 giugno alle 18.20, sulla pagina facebook dell’associazione : https://www.facebook.com/amabiliconfini

“Lo scrittore Domenico Darasi legge nella nota di presentazione dell’evento– converserà con gli autori dei racconti scelti, provenienti dalla macroarea materana che include i quartieri Serra Rifusa, Villa Longo e Platani. Successivamente lo scrittore presenterà il suo ultimo romanzo Malinverno.

Il palinsesto della quarta puntata prevede:

–alle 18.20: “La felicità di scoprire una nuova voce”, a cura della cofondatrice e presidente del Women’s Fiction Festival Mariateresa Cascino, e con interventi di Maria Paola Romeo dell’agenzia letteraria Grandi & Associati e della scrittrice Anna Bardazzi, autrice del romanzo La felicità non va interrotta (Salani);

–alle 18.45: “Tradurre lo stupore” con Ilide Carmignani, traduttrice di Luis Sepúlveda e di altri grandi autori della letteratura latino-americana tra cui R. Bolaño, G. García Marquez, P. Neruda, J. L. Borges, J. C. Onetti;

–alle 19.00: “I racconti dei quartieri”, lo scrittore Domenico Dara dialoga con gli autori degli elaborati scelti: La rinascita di Sonsopkoms di Antonia D’Artizio e La crepa di Francesca Scalera e Nicola Nota.

–alle 19.20: “Frammenti musicali” a cura della cantautrice Rita Zingariello; nota al pubblico per le sue raffinate composizioni, l’artista pugliese ripropone un brano tratto dal suo repertorio;

–alle 19.25: “Il potere delle storie, dell’immaginazione, dell’amore”, la giornalista Stella Montano e l’imprenditrice Agnese Ferri incontrano Domenico Dara, autore del romanzo Malinverno (Feltrinelli).

Il programma di Amabili Confini proseguirà il prossimo 17 giugno con la partecipazione di Vanni Santoni. Lo scrittore conoscerà gli autori dei racconti scelti dalla quinta macroarea materana e presenterà il suo libro.

La rassegna si concluderà mercoledì 23 giugno con un fuori programma, Amabili Confini Off, insieme a Laura Pugno.

Domenico Dara, biografia.
Nato a Catanzaro, ha studiato alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Pisa, dove si è laureato nel 1996 con una tesi sulla poesia di Cesare Pavese. Ha curato il volume Alessandro Verri, Lettere da un amore (Massimiliano Boni Editore, 2005). Nel 2013 è stato finalista al premio Italo Calvino con il romanzo inedito Breve trattato sulle coincidenze (Nutrimenti, 2014), per il quale ha ottenuto numerosi riconoscimenti, fra cui il premio Palmi, il premio Viadana, il premio Corrado Alvaro e il premio Città di Como. Sempre per Nutrimenti ha pubblicato nel 2016 il romanzo Appunti di meccanica celeste, vincitore del Premio Padula, del Premio Città di Rieti e del Premio Stresa. Nel 2020 ha pubblicato per Feltrinelli il romanzo Malinverno.

Malinverno, sinossi.
Ci sono paesi in cui i libri sono nell’aria, le parole dei romanzi e delle poesie appartengono a tutti e i nomi dei nuovi nati suggeriscono sogni e promesse. Timpamara è un paese così da quando, tanti anni fa, vi si è installata la più antica cartiera della regione, a cui si è aggiunto poco dopo il maceratoio. E di Timpamara Astolfo Malinverno è il bibliotecario: oltre ai normali impegni del suo ruolo, di tanto in tanto passa dal macero per recuperare i libri che possono tornare in circolazione. Finché un giorno il messo comunale gli annuncia un nuovo impiego: il pomeriggio continuerà a occuparsi della biblioteca, ma la mattina sarà il guardiano del cimitero.
Lettore dalla vivida immaginazione, Astolfo mescola le storie dei romanzi – per i quali inventa nuovi finali – con quelle dei compaesani, dei forestieri, dei lettori della biblioteca e dei visitatori del cimitero, dei vivi e degli estinti. A incuriosirlo è soprattutto una lapide senza nome e senza date: solo una fotografia, una donna dallo sguardo candido e franco, i capelli divisi in due bande liscissime e l’incarnato pallido. Per lui è da subito la sua Madame Bovary, la sua Emma. Attratto dal mistero racchiuso in quel volto, Astolfo si trova a seguire il filo che sembra dipanarsi dalla fotografia: tra i viottoli e le campagne di Timpamara, complice l’apparizione di una giovane sconosciuta nerovestita, prende forma a poco a poco una storia che mai Astolfo avrebbe saputo immaginare.
Domenico Dara unisce il talento dei narratori orali a una scrittura sospesa nel tempo: Malinverno è un romanzo pieno d’incanto sui libri, sul potere delle storie, dell’immaginazione, dell’amore.

Mi sembrò per un attimo che ogni cosa nel mondo – anche i pensieri, anche i sentimenti, anche i morti – avesse la sua giusta collocazione nell’universo.
Anche io, Astolfo Malinverno, l’unico bibliotecario guardiano di cimitero che l’umanità abbia mai avuto.”