Lascia traccia, colora la città fino a far scomparire il grigiore e le paure del virus a corona, che costringe i bambini a casa a fare i compiti da quella ”alienante” lavagna del computer che è la scuola a distanza. Puah! come è scritto nelle nuvolette dei cartoni animati.

I bimbi devono muoversi, giocare e far sfogare creatività ed energie. Per fortuna c’e una pausa.Tre giorni per la giornata mondiale del gioco, dal 28 al 31 maggio, e con il nostro goliardico e simpatico Zio Ludovico che ha testa, cuore e mani al gioco tutto l’anno…

Ma per questa ricorrenza, della quale ci ha inviato un interessante Pdf, che ci sarebbe piaciuto illustrarvi nei giochi del passato, ma non riproducibile in formato word per motivi tecnici…, ha deciso di sporcarsi con voi le manine utilizzando scatole di gessetti colorati. E per noi che abbiamo frequentato la prima fase della scuola della Prima Repubblica, quando in classe c’era un solo maestro con la bacchetta…, almeno 30 compagni, lavagna nera in ardesia, cassino e gessetti, è stato un tuffo nelle avventure del Giornalino di Gian Burrasca scritto da Vamba u secolo fa …

Non lo avete mai letto? Beh vi toccherà farlo perchè quel bimbo vispo, con le lentiggini, Giannino Stoppani detto ” Giamburrasca” giocava in continuazione, in classe e in collegio e cantava a squarciagola che voleva ” La Pappa col Po-Po-Pomodoro”, senza dimenticare le scritte con i gessetti alla lavagna che prendevano in giro i maestri.Inevitabili le punizioni.

Altri tempi ma le mani ce lo sporcavamo di gesso anche noi, altro che forme digitali e sorrisi surrogati. E poi sporcarsi aiuta, alla lunga, a rispettare il decoro di sè e degli ambienti…un ”luogo comune” per continuare a giocare. E tutti i bambini hanno diritto a giocare, insieme ai loro genitori se possibile.

L’invito è quello di ”riprendersi la città giocando” con un invito a ”colorare la città” a giocare sotto casa e in quegli spazi, sempre più risicati, che vorremmo fossero trasformati in gioco. Un tempo, quando i marciapiedi erano riservati ai pedoni, e non erano occupati dalle auto per la sosta o attraversati da bici e scooter, si era soliti disegnare una campana ( gioco preferito dalle bambine)

che dalle nostre parti è noto come gioco della settimana o al tris dai ragazzi. Dentro numeri, figure geometriche e abilità. Didattica e gioco o giocare con la didattica. Non possiamo farvi vedere le illustrazioni ma nel pdf sono indicati alcuni siti www.progettouomo.org/ludobus, www.ludofficina.it e www.natipergiocare.it oltre a quello di zio Ludovico.

Ma andate a giocare nei prati e sotto casa. E’ meglio. E non dimenticate i gessetti.