“In occasione della Festa della Repubblica, nella sala consiliare “Ciccio Asselta” del Comune di Calvello, il 2 giugno 2026, alle ore 10,30 si svolgerà l’evento di commemorazione dei 24 Internati Militari Italiani che, dopo la terribile esperienza nei lager tedeschi, tornarono, nel 1945, al proprio paese. Durante la cerimonia ci sarà la consegna ai discendenti dei 24 IMI di una pergamena-ricordo. Interverranno: Anna Cantisani Sindaco di Calvello, Nicola Lisanti storico, Franco Villani e Italo Cernera autori, Silvia Votta moderatrice.” Lo si annuncia con una nota in cui si specifica che “La programmazione di tale evento è stato possibile grazie alla pubblicazione del volume di Franco Villani e Italo Cernera Le storie dimenticate dell’8 settembre 1943, Villani editore, 2025. Nel volume, infatti, si ricostruisce la drammatica situazione che si verificò, dopo l’8 settembre 1943, con l’armistizio che metteva fine all’alleanza con Hitler. In seguito all’accordo i soldati italiani vennero a trovarsi senza ordini e senza direttive. L’Italia, di fatto, fu consegnata ai Tedeschi che, da alleati, divennero occupanti. Circa 700.000 soldati furono fatti prigionieri dai tedeschi con l’obbligo di scegliere tra continuare a combattere al loro fianco e la Repubblica di Salò o essere deportati nei campi di concentramento. La stragrande maggioranza scelse di non combattere con la Germania e per Mussolini. La conseguenza fu l’avvio dei prigionieri verso i lager, su carri bestiame, in condizioni penose e umilianti. Nei lager, gli Internati Militari Italiani (I.M.I.) dovettero sottostare alla rigida disciplina, alle sadiche punizioni, sopportando la fame terribile, il rigore del clima, la sporcizia, i parassiti, la mancanza di notizie da casa, la lenta distruzione della loro personalità. Una prigionia, che è stata una vera e propria Resistenza combattuta senz’armi nella stessa terra di Germania, ma con la sola forza della volontà e dello spirito, espressa con una piccola ma grande parola: NO! L’elenco degli Imi di Calvello è stato ricavato dal registro della Croce Rossa della provincia di Potenza.”

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