La cultura non ha bisogno di grandi spazi. A volte basta una panchina, una piazza, la luce morbida della sera e qualcuno disposto ad ascoltare.
Da giornalista, raccontare una rassegna come “La Panchina dei Libri” significa raccontare un appuntamento culturale. Da autrice di libri, invece, significa riconoscere qualcosa di più profondo: quella magia che nasce quando una storia, dopo essere stata pensata, scritta e affidata alla carta, smette di appartenere soltanto a chi l’ha scritta e comincia a vivere negli occhi, nelle domande e nelle emozioni di chi la legge.
È questo il fascino della nuova edizione de La Panchina dei Libri, la rassegna promossa dal Comune di Ferrandina in collaborazione con l’associazione Laboratorio Inchiostro Nero, che dal 10 settembre al 1° ottobre porterà libri, autori e lettori nella Piazzetta Rita Levi Montalcini, ogni giovedì alle ore 19.
Una scelta che ha qualcosa di poetico e, insieme, di profondamente necessario. Perché la cultura, quando esce dai luoghi deputati e conquista una piazza, una strada, una panchina, diventa più vicina. Si mescola alla quotidianità, incontra chi passa per caso, si offre senza barriere. E una presentazione di un libro può trasformarsi in una serata da ricordare.
Quattro appuntamenti, quattro libri, quattro differenti modi di conoscere nuovi mondi attraverso le parole.
Si comincia giovedì 10 settembre con “La Luna respira” di Emilio Salierno, dedicato alla straordinaria vicenda del lucano Giovanni De Maria, scienziato protagonista di importanti studi sulle rocce lunari delle missioni Apollo e sulla possibilità di estrarre ossigeno dalla superficie del nostro satellite. Una storia di scienza, intuizioni e passioni che dimostra come anche dalla Basilicata possano partire idee capaci di guardare lontano, persino verso la Luna.
Il 17 settembre sarà la volta di “Letture in versi”, un incontro corale dedicato alla poesia. Voci diverse, sensibilità diverse, parole che si incontrano nella piazza e restituiscono alla poesia quella dimensione intima e collettiva che forse le appartiene da sempre.
Il 24 settembre il pubblico incontrerà Daniela Ippolito, autrice di “Ho studiato solfeggio nella stazione di Matera”. Un titolo già capace di evocare curiosità e suggestioni e che accompagna il lettore dentro un viaggio nella memoria, nell’ironia e nelle inquietudini di una generazione, tra concerti improvvisati, collegi, sogni, contraddizioni e il desiderio, fortunatamente mai sopito, di inseguire la propria musica.
A chiudere la rassegna, giovedì 1° ottobre, sarà “Tracce di luce” di Gianni Palumbo, dedicato alla figura e alla pittura di Charles Lucien Moulin, artista alla ricerca della luce nei luoghi del silenzio. Un incontro che promette di lasciare negli occhi e nella memoria quella particolare luminosità che soltanto l’arte, a volte, riesce a regalare.
E forse è proprio questa la forza de La Panchina dei Libri: ricordarci che leggere non è un gesto solitario, ma può diventare un modo per stare insieme. Che un libro non finisce quando si arriva all’ultima pagina. Al contrario, è proprio lì che comincia il viaggio più bello: quello verso gli altri.
In caso di condizioni meteorologiche avverse, gli appuntamenti si terranno regolarmente alla stessa ora presso la Biblioteca Comunale di Ferrandina.

Giornalista freelance . Tra le collaborazioni, Il Quotidiano della Basilicata, Avvenire, Il Fenotipo (periodico dell’Avis Basilicata), Fermenti (periodico Diocesi di Tricarico), Infooggi.