E Simone, che ha concluso nella città murgiana nella serata del 10 settembre il suo tour ”A-Live”, con gli applausi sinceri del pubblico venuto anche da fuori regione sulle note di ”Abbi cura di me”, ha lasciato un patrimonio di parole, sentimenti e tanta poesia che invitano a guardarsi dentro, attorno e a recuperare ll rapporto con la natura. E così quel riferimento continuo agli alberi, fonte di vita e longevità, diventano l’emblema di una Civiltà (?) che continua a far nulla per contrastare gli effetti calamitosi dei cambiamenti climatici. E Cristicchi quell’amore per la natura e per il rapporto che l’uomo dovrebbe recuperare, se vuole stare meglio con sé stesso e gli altri, lo ha spiegato illustrando l’etimologia delle parole come ”Attenzione”, con quell’essere attenti che è rivoluzionario. E poi umiltà, felicità che invita a essere humus per il ciclo di vita della terra.
Simone ha tenuto il palco fino alla fine, senza la sua band che ha avuto un incidente stradale nei pressi di Salerno. Stanno tutti bene-ha detto- ma in ospedale ed è andato avanti per tutti il concerto, in piazza Matteotti, con la chitarra il solo violoncellista Antonio Iannetta…con tanti momenti di poesia e di denuncia: la solitudine, l’amore e la libertà nei luoghi della vita sofferta o dimenticata (residenze per anziani, ospedali psichiatrici) o sui temi della solitudine dalla ”quarantena” del periodo covid ai suicidi di tanti giovani a causa del bullismo reale e sui social, con un lancio di palloncini bianchi e un ”Onore alla vittime di bullismo”. E non potevano mancare la natura con due bimbi che hanno chiesto con lui ” Lo chiederemo agli alberi”, le storie di vita di ”Cento lire’‘ (il nomignolo di Simone da giovane) con le vicissitudini di una ”Studentessa universitaria” meridionale, fino a quelle dei profughi istriani, dalmati, giuliani- fuggiti in Italia nel 1947 come il cantautore di Pola Sergio Endrigo (Ci vuole un fiore...) tra diffidenze e accuse di “tradimento” dopo la repressione delle truppe del maresciallo Tito- che hanno ispirato il lavoro teatrale ‘‘Magazzino 18”. Quel luogo di Trieste dove sono stipati i ricordi ingialliti di quanti avevano lasciato nella ex Jugoslavia, ma Italia prima della sconfitta durante la seconda guerra mondiale, affetti e ricordi per finire in un Centro raccolta profughi, come ”Campo 65” di Altamura .
Un luogo che Domenico Bolognese e altri tengono ”vivo” per quel che resta, per quella la memoria da trasferire alle nuove generazioni. Un legame con Altamura che Cristicchi ha raccontato e cantato, allargandolo a un omaggio a un cantante pugliese, autore di tanti successi, come Nicola Di Bari da Zapponeta ( Foggia). E con il pubblico Simone ha cantato e gli ha dedicato ”La prima cosa bella…”. Omaggio apprezzato come l’esibizione del giovane cantautore Franck Armocida che ha aperto il concerto con una serie di canzoni di forte impatto come ”Uomo in mare” e un omaggio a Lucio Battisti. Un concerto davvero intenso per le sensazioni destate e per aver fatto conoscere l’impegno di Simone Cristicchi per la vita di tutti…chiudendo in maniera esemplare il cartellone estivo della rassegna ”Altamura in scena 2026”, promossa dall’Amministrazione comunale e con la organizzazione dell’orchestra Saverio Mercadante e la direzione artistica di Rocco De Bernardis.

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