Funk, blues,jazz venature mediterranee e tanta Napoli, quella condivisa con Pino Daniele, gli Showmen e Napoli centrale che abbiamo apprezzato per l’estate pomaricana nella notte di San Lorenzo, con un pubblico di fans e a ridosso di palco proveniente anche da fuori regione. James Senese, ora settantenne, e che ha festeggiato il mezzo secolo di carriera con il doppio live “Aspettanno ‘O Tiempo,” ha tirato fuori il vasto repertorio di brani noti, riarrangiati con il suo
inconfondibile groove e tanta innovazione, che fanno scuola. Quando tira fuori sax tenore e sax dritto (simile per forma a un clarino) si ispira,intona vocalizzi dal ritmo coinvolgente, guarda al cielo e poi giù con il suo suono struggente e una commovente dedica a Pino con ” Chi ten o mar”, insieme a Ernesto Vitolo alle tastiere, Gigi De Rienzo al basso e alla batteria Agostino Marangolo. La stessa formazione di Napoli Centrale che registrò ” Nero a metà” con il grande artista napoletano. James e Napoli centrale dalla ”stazione” della musica partenopea del vissuto quotidiano si sono mossi eccome lasciando una impronta che fa ancora scuola, visto l’andazzo di scopiazzare da web che prende certi musicisti senza ispirazione, nè amore e nè sapore. E così ” l’ammore nun tene tiempo…o’ tiempo si tu” o ” Assettate e nun te ‘ntussseca” ” na jurnata senza 0’ sole nun tene culore addore d’o viento ‘a voce” sono uno spaccato di poesia e di denuncia che apre a speranza, opportunità e a guardare alla trasparenza dell’anima, dell’acqua o dell’ambiente come recita l’attualissimo ” Acquajol, l’acqua è frescka?” E potremmo continuare con gli assoli e le fantasie di brani, che toccano note famose della tradizione napoletana dalla ”cantata dei pastori’ alle tammurriate proposte con l’innovazione che solo James e pochi altri sanno fare. Il soul è rimasto quello di 40 anni fa a Matera, in un memorabile concerto al cineteatro Kennedy (oggi chiuso per vicende progettuali e strutturali arcinote) e per un assolo nella Abbazia di Montescaglioso di un lustro fa o giù di lì fino al concerto a Policoro dell’agosto 2017. Un professionista, insieme ad altri professionisti, che con pazienza e attenzione curano tutto fin nei minimi particolari, rimettendo a posto strumenti, cavi e spartiti, prima di un sentito ” Nu ci n’ jamm” che saluta le ultime note del concerto. E ci ha fatto piacere vedere tanti giovani, alcuni con disco in vinile da autografare, accanto agli over degli anni Cinquanta e via contando, assieparsi dietro al palco per salutare, ricordare o per qualche battuta. Resta il soul della serata e le splendide immagini di Enza Doria e Lorenzo Antinori a corredo di questo servizio, oltre all’invito a frequentare Pomarico colpita nel cuore antico…e con una storia e una comunità che devono continuare a vivere, ricostruire, con l’impegno di tutti.

LE FOTO DI ENZA DORIA E LORENZO ANTINORI