Sogni nel cassetto di una fan, Carmela Lupo, che la musica e il ballo ce l’hanno nel cuore, e presidente onorario del Mick Jagger club della Città dei Sassi: portare a Matera, e capitale europea della cultura per altri tre mesi, il frontman joker dei Rolling Stones per Capodanno o per l’anno che verrà. Del resto se Matera vuol chiudere col botto, aldilà della festa di chiusura di Matera 2019 di dicembre già preventivata e con tanto di impegno di spesa , l’irriverente cantante delle Pietre Rotolanti è il nome giusto. Del resto lui e la band con i Sassi (Stones) ci stanno a fagiolo. E poi quest’anno il Capodanno Rai si svolgerà altrove e auguriamo che possa toccare a un’area ignorata della Basilicata,a cominciare dal comprensorio Metapontino. Ma non dipende da noi, perchè il soggetto nel male e nel bene di Matera- Basilicata 2019 è la Regione, azionista politico (ci riferiamo al precedente quinquennio) e gestionale di maggioranza della Fondazione.E allora mano al portafogli, ma serve che lo facciano anche i privati della filiera turistica e non solo la cui stagione sta andando a gonfie vele anche con la ‘botta” positiva ricevuta dalla produzione del film su James Bond. E se non è possibile a Capodanno beh che si guardi al 2020, come è giusto che sia. Mick Jagger, l’irriverente, eccentrico, ma superlativo interprete di tanti brani di successo ha compiuto 76 anni (ben portati) e in Italia ci viene volentieri. E’ stato di recente al festival del cinema di Venezia per The Burnt Orange Heresy e in passato ha tenuto concerti in Italia con tanto di tricolore addosso. Carmela ricorda quello di Roma 1990 e ci dice che è ” Stoniana della prima adolescenza” e poi le piace tutta la musica, compresa la musica popolare. Ma Mick Jagger e gli Stones ( non vi riportiamo bio e bibliografia come farebbero con uno scontato copia e incolla i portali generalisti) sono il primo amore e poster, dischi, cd, gadget sono un po’ ovunque nella casa e nella vita di Carmela. E quando le viene voglia intona volentieri ‘Satisfaction’ , ‘ Angie” e altri dalla carica e intensità particolare. Ora tocca alla città che continua a lavorare con investimenti di scarso impatto qualitativo e di immagine, più per ritorni clientelari o di compensazione trasversale che per effettive scelte ragionate. A Lucca, per esempio, lavorano meglio e sui nomi i ritorni sono sicuri e di livello internazionale. Da noi si ignora, passando da un genere all’altro, anche la portata e a costi contenuti dei gruppi locali (lo abbiamo visto con il Ragnatela Folk Festival) o degli animatori di Radio DeeJay, preferendo Michael Squarton dj di nicchia che richiama 300 persone ma con un cachet corposo.Mick Jagger? Altro pianeta…ma nella capitale della cultura si lavora per la cultura dei capitali. Dai Culture Club alla Culture Capital…