Quest’anno non ci sarà la diatriba sul Capodanno Rai sottratto a Matera e finanziato, poi per alcune zone della Basilicata e per altre no, grazie a Matera capitale europea della cultura 2019, probabilmente -e per motivi di assembramento anticovid 19- nemmeno il presepe vivente. Luminarie e albero in centro? Al momento non si sa nulla o quasi. L’unica certezza è che sarà un Natale ‘’morigerato’’ per evitare contagi come prevedono le anticipazioni sul prossimo decreto della presidenza del consiglio dei ministri (Dpcm) che sarà varato tra il 3 e il 4 dicembre 2020 fino all’Epifania. Senza escludere che blocchi falò e campanacci ( a San Mauritz sono preparati alla Quaresima) restino spenti fino alla Primavera. La cosa intristisce e non poco persone gioviali e con voglia di fare come Antonio Serravezza, che proprio non ci sta a vedere Matera listata a lutto o quasi…Da qui l’invito a reagire, ma con la consapevolezza che quest’anno niente assembramenti, cenoni e via elencando. L’economia locale, però,va sostenuta dopo che è andata via via calando con la chiusura dell’anno da capitale europea della cultura, il successivo arrivo della pandemia, la ventata moderata di ottimismo con la Basilicata en plen air e il brusco risveglio per la mediocrità e l’ipocrisia con la quale è stata affrontata la seconda ventata di contagi. Siamo in attesa di conoscere quello che l’Amministrazione comunale, d’intesa con associazioni, e altri soggetti locali e istituzionali potrà mettere in campo per questa chiusura di stagione. Qualcosa si muove, parliamo di allestimento di vetrine, tra gli operatori economici. Poche idee, limitate dai ‘’limiti’’ imposti dall’epidemia da covid. Attendiamo l’Immacolata con il pane a forma di tarallo ‘’u’ ficc’lattidd’’, le pettole, il baccalà, vino e cartellate. Puo’ essere l’input per un natale della tradizione…in casa o quasi. Serve altro. Ma il cielo è coperto. Forza Antonio. Comincia a tirar fuori idee e progetti possibili


BUON NATALE DA ANTONIO

Che monotonia, la città sembra essere tornata indietro nel tempo, C’è poco da dire e tanto da fare? Per quanto riguarda il dire, non ho parole, in quanto non so esprimere quello che vedo, e molte volte, anche se ho le parole, è meglio stare in silenzio, perché tanto sono i piccoli gesti di tutti i giorni che parlano per noi. Basta guardarsi negli occhi, la mascherina copre il resto del viso, per capire cosa proviamo per il dolore per i dati che ogni giorno vengono pubblicati circa i contagi e i decessi per il virus a corona. In quanto al fare, bè, di quello ne abbiamo in abbondanza. Dobbiamo darci da fare perché tutto non finisca così come si spegne un cerino dopo essersi consumato. Dobbiamo essere uniti più di prima e ricordiamoci che andiamo in contro all’anno nuovo che sarà senz’altro l’anno del riscatto, sempre se tutti abbiamo fiducia. Non sarà il solito Natale e il Capodanno che siamo stati abituati a avere in questi ultimi anni; ritornerà il tempo di rifarci e di festeggiare. Il prossimo 2 luglio, sono certo che, sarà una tappa importante e potremo dimenticare l’anno che sta per terminare. Tutta Matera ha bisogno, tassativamente, di riprendere il cammino che aveva iniziato con il 2019, il mondo intero aspetta di tornare nella nostra stupenda e unica città. Certo è che, al momento, non possiamo promettere cose che non si possono mantenere, certamente la situazione attuale è insopportabile ma proveremo ad andare avanti con tutte le nostre forze. Promettiamoci di riscattarci e ritorneremo più forti di prima.