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Anche a Matera, il 10 ottobre, giornata di mobilitazione globale per la Palestina

L’attenzione mediatica è calata dopo che ci è stato quel fumoso e fraudolento piano spacciato per “pace”, il Board of  Peace presieduto dallo stesso Trump,  sulla tragedia palestinese. Si muore meno ma si continua a morire a Gaza, nel mentre si sono intensificate rabbiose le incursioni dei coloni israeliani (spalleggiati dall’esercito) nella Cisgiordania  per “rubare” territorio e proprietà ai legittimi proprietari palestinesi. Tutto ciò nella indifferenza generale del consesso internazionale, specie delle nazioni del cosiddetto Occidente, che di fatto -in tal modo- si stanno rendendo complici delle nefandezze lì operate. In questi giorni opere cinematografiche come NAZA e The Bibi Files stanno disvelando ulteriormente la schifezza umana rappresentata da chi governa Israele e i tanti che ne eseguono gli ordini massacrando inermi come se fosse un crudele gioco. E’ peggio di qualsiasi cosa si potesse immaginare. Altro che le fferatezze dei nazisti. Qui si va oltre. Con l’aggravante che tutto accade ora sotto gli occhi di tutti, a differenza della shoah che si consumo lontano dalla opinione pubblica. Pertanto nessun governante e/o politico che si definisca democratico e rispettoso del diritto internazionale può far finta di niente. Occorre agire. Spezzare i legami con lo Stato terrorista di Israele, imporre sanzioni, obbligarli a smetterla. E a pagare dinanzi a tribunali internazionali. Alto che una Norimberga. Qui ce ne vorrebbero decine. Altro che schifezze come il DDL pseudo antisemitismo che si vorrebbe approvare in parlamento. Qui ce ne vorrebbe uno contro il sionismo che è la vera stura per l’antisemitismo crescente. Sono pertanto buone notizie: la mole di cittadini che stanno accorrendo nelle sale a vedere i due film, opera di cineasti israeliani, e la ripresa di una mobilitazione di base e di piazza. Come quella anunciata per il 10 ottobre prossimo. A seguire la nota che la annuncia anche per Matera.

📍 𝗠𝗔𝗧𝗘𝗥𝗔
📅 𝗦𝗔𝗕𝗔𝗧𝗢 𝟭𝟬 𝗢𝗧𝗧𝗢𝗕𝗥𝗘
🕓 𝗢𝗥𝗘 𝟭𝟲:𝟬𝟬
📌 𝗩𝗜𝗔 𝗗𝗢𝗡 𝗠𝗜𝗡𝗭𝗢𝗡𝗜, 𝗟𝗔𝗧𝗢 𝗣𝗜𝗔𝗭𝗭𝗔 𝗠𝗔𝗧𝗧𝗘𝗢𝗧𝗧𝗜 – 𝗦𝗧𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘
L’appuntamento è promosso dalle 𝗥𝗲𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗣𝗮𝗹𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝗕𝗮𝘀𝗶𝗹𝗶𝗰𝗮𝘁𝗮.

                           Anche Matera scenderà in piazza assieme a tante città italiane e del mondo.
“Dopo tre anni di genocidio a Gaza, il popolo palestinese continua ad affrontare massacri, assedio, carestia e pulizia etnica, mentre in Cisgiordania si intensificano i raid militari e le violenze dei coloni.
Nonostante il calo dell’attenzione mediatica e le false pacificazioni, i crimini e l’oppressione non si sono fermati.
Il 10 ottobre scendiamo in piazza in tutte le città italiane per la fine immediata del genocidio, lo sblocco degli aiuti e il ritiro dell’esercito di occupazione.
Scendiamo in piazza anche perché siamo contrari all’approvazione nel nostro paese del cosiddetto “disegno di legge contro l’antisemitismo” perché esso nasconde la possibilità di una gravissima lesione ai diritti di libertà politica, culturale e accademica, colpendo così le manifestazioni di posizioni critiche nei confronti di Israele, delle sue politiche e delle sue responsabilità nei confronti del popolo palestinese. La solidarietà con il popolo palestinese non può in alcun modo essere confusa con l’antisemitismo, che abbiamo sempre contrastato con fermezza e senza ambiguità. È necessario distinguere nettamente tra il popolo ebraico e le scelte politiche del governo israeliano. Questo disegno di legge vuole reprimere il dissenso e impedire di chiamare genocidio un genocidio e di criticare chi lo compie. Quanto sta avvenendo a Gaza e nei territori della Cisgiordania non può essere letto come una semplice operazione militare e certamente mai come legittima difesa, ma configura una sistematica distruzione di un popolo attraverso uccisioni di massa di civili, inclusi migliaia di bambini, distruzione deliberata di ospedali, scuole, università e luoghi di culto, imposizione di condizioni di vita incompatibili con la sopravvivenza, blocco degli aiuti umanitari e uso della fame come arma di guerra.
Criticare Israele non è un reato ma un dovere morale e un diritto costituzionale. Accusare Israele di Apartheid come fa Amnesty, denunciare Israele per il genocidio dei palestinesi come fanno i rapporti Onu, le Ong israeliane, perfino i militari israeliani intervistati in Naza, non c’entra niente con l’antisemitismo o sarebbero antisemiti gli ebrei che lo fanno e che ripetono: “Mai più deve valere per tutti”.
L’uccisione deliberata dei civili inermi, l’esodo forzato di centinaia di miglia di famiglie, la demolizione delle case, gli arresti di centinaia di bambini sbattuti in carcere senza processo e capo d’accusa, l’occupazione delle terre in violazione del diritto internazionale devono finire. Questo deve essere l’obiettivo di chi ha a cuore la Costituzione e i suoi valori di uguaglianza, giustizia, pace e che non vuole rendersi complice dei crimini di Israele e di Trump.
Scendiamo in piazza per chiedere la fine del genocidio a Gaza.
Scendiamo in piazza per rompere il silenzio e l’indifferenza.
Scendiamo in piazza per il diritto del popolo palestinese al ritorno e a vivere in libertà nella propria terra.
Scendiamo in piazza per il rispetto del diritto internazionale.
Scendiamo in piazza per fermare la complicità politica, economica e militare con i crimini commessi dallo stato israeliano contro il popolo palestinese.
Scendiamo in piazza per chiedere le sanzioni, l’embargo e l’interruzione di ogni accordo con lo stato israeliano.
Scendiamo in piazza perché nessun bambino dovrebbe crescere sotto le bombe, in una tenda o tra le macerie.

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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