martedì, 23 Aprile , 2024
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Ad Altamura, mostra “PANI D’ITALIA. Le regioni si raccontano”.

Nell’ambito delle iniziative promosse dal Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione del Pane di Altamura DOP, con il partenariato istituzionale del Comune di Altamura “Città del Pane” per 20° anniversario della DOP conferita dall’Unione Europea al rinomato “pane nostro”, Giovedì 16 novembre 2023, alle ore 18.00, ad Altamura, nella Sala Camasta del Monastero del Soccorso [Piazza della Resistenza, 5 ] sarà inaugurata la mostra PANI D’ITALIA. Le Regioni si raccontano. Interverranno: Lucia Forte, Presidente del Consorzio; Vitantonio Petronella, Sindaco della Città di Altamura; Marco Tribuzio, Presidente del Gal Terre di Murgia; Michele Saponaro, Direttore del Consorzio e curatore della mostra.” Lo si legge in una nota in cui si specifica che: “I visitatori potranno ammirare le forme di pane DOP, IGP [ancora poche, a dire il vero], PAT e presidi Slow Food delle venti le regioni d’Italia, corredate da gigantografie i cui originali provengono dagli Archivi Alinari / Archivi rappresentati. Sono foto storiche dell’Ottocento e del primo Novecento che documentano le tradizionali tecniche di coltivazione del grano, la lavorazione del pane e la diffusione dell’arte bianca in Europa e in America negli anni della grande emigrazione che segnò profondamente il nostro Paese.
Sarà l’occasione, inoltre, per compiere un’esperienza sensoriale che ci consentirà di sentire gli odori delle tante e diversificate varietà di materie prime utilizzate nella produzione dei pani tradizionali, molti dei quali accomunati – come il nostro “pane di Altamura DOP” – dall’impiego del lievito madre e dal tipo di cottura negli antichi forni a legna.
Abbiamo voluto costruire, pertanto, un ideale viaggio dal Sud al Nord attraverso più livelli di rappresentazione. Innanzitutto – come già detto – quello “materico” rappresentato dalle forme di pane, prodotte dai mastri panificatori nei luoghi d’origine. C’è poi il livello “narrativo”: ogni forma, infatti, è corredata di un breve testo, non tecnologico – che avrebbe finito per interessare solo gli operatori del settore – bensì discorsivo capace di suscitare curiosità e interesse per il carattere evocativo legato alla trazione dei territori e delle comunità di appartenenza. E per finire, quello iconografico delle foto degli Alinari.
Chiude il percorso espositivo l’installazione Nel nome del pane di Wanda Fiscina: tredici terrecotte con smalti che ripropongono, come solo gli artisti sanno fare, le forme tradizionali del pane di Altamura e dei pani più diffusi sul territorio nazionale. Una istallazione – esposta all’Expo di Milano nel 2015 – che in questa mostra viene presentata da una nota di commento a firma della storica dell’arte Maria Angelastri, non nuova a collaborazioni di questo tipo con il Consorzio.

Abbiamo pensato, inoltre, di ricordare un grande fotografo, professore di matematica nelle scuole di Altamura e fondatore del CARS [l’associazione speleologica che ha scoperto l’Uomo di Altamura]: Filippo Gatti. Il suo scatto La donna con il pane degli anni Sessanta, dal taglio fortemente evocativo, ci parla della stretta correlazione del “pane nostro” con il territorio dell’Alta Murgia e la vita quotidiana nelle campagne. Il suo corposo archivio costituisce un bene culturale che merita di essere valorizzato: un scrigno inesauribile delle tradizioni popolari della nostra Città e del suo territorio.
L’allestimento – a cura di Sistemalab, una ditta specializzata in allestimenti di mostre musei – accoglierà i visitatori dentro una ideale “carta di pane” dove è disegnato lo skyline della “Città Eterna” che si affaccia sul Tevere: un omaggio alla Capitale d’Italia e un richiamo all’acqua, elemento essenziale per poter impastare la materia prima impiegata in panificazione e simbolo di vita. Un cielo azzurro sovrasta il percorso espositivo: un chiaro rimandando al nostro Mediterraneo.
Ci piace chiudere con una citazione dello scrittore serbo croato Predrag Matvejević, che alla fine degli anni Novanta volle visitare gli antichi forni a legna di Altamura, Matera e Laterza per completare la sua ventennale ricerca sul pane, che interessò l’intera area del Mediterraneo. Una ricerca che nel 2015 fu pubblicata da Garzanti con il titolo emblematico Pane Nostro: “Chi perde il sapore del pane, perde una parte del proprio paese e di se stesso”.

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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