Fede e tradizioni non si cancellano, nonostante le limitazioni imposte dall’epidemia da virus a corona. E la presenza, come accade per tutte le domeniche di maggio, di tanti, da Matera, Altamura, Gravina e da altri comuni al Santuario di Picciano fa parte di una memoria condivisa. La prima domenica, con la Santa Messa celebrata dall’Arcivescovo don Pino Caiazzo, è stato un po’ ritrovarsi, pensando a quanti non ci sono più, soffrono nelle zone rosse, in ospedale, a casa o attendono che la situazioni cambi, con i vaccini e con tanto senso di responsabilità. E il Santuario, che ha vissuto le sofferenze del contagio coinvolgendo anche la comunità dei monaci, è il simbolo di una voglia di ripresa e di normalità che possono essere d’esempio per tanti. Il programma della prima domenica, riportato nella nota che segue, e corredato dalle foto di Domenico Fittipaldi,rafforzano l’impegno a proseguire su questa strada che porta al Santuario con padre Donato Giordano e la comunità dei monaci, a testimoniare questo forte legame con la comunità locale.

Festa popolare di maggio al Santuario di Picciano
Come antica tradizione, la prima domenica di maggio, nonostante le limitazioni imposte dalle norme contro la diffusione del Covid-19 – e nel loro rispetto – un gran numero di fedeli ha popolato il Sacro Colle di Picciano per esprimere la devozione e l’affetto filiale per la Vergine Santissima Annunziata.
La celebrazione principale delle ore 11,00 è stata presieduta da S.E. Mons. Antonio Caiazzo, Arcivescovo di Matera-Irsina, il quale nell’omelia ha evidenziato l’esemplarità di Maria nell’accogliere il progetto di Dio e collaborare all’opera della salvezza portando dentro di sé il Divin Figlio. La liturgia della V domenica di Pasqua, in particolare, è un invito a “rimanere in Cristo”, come i tralci alla vite, per attingere la sua linfa vitale e portare frutto, cioè crescere nella fede e produrre opere buone. Maria é il modello, per tutti i cristiani, di come ascoltare la Parola del Signore e collaborare al suo progetto salvifico.

Al termine della celebrazione, non potendosi svolgere la consueta processione sul colle, i fedeli si sono radunati sul piazzale del Santuario, dove dinanzi al simulacro della Vergine c’è stato un solenne momento di preghiera e l’atto di affidamento a Maria.
Nel pomeriggio, poi, è continuato l’afflusso al Santuario, con i fedeli che hanno partecipato alle tre celebrazioni eucaristiche pomeridiane e si sono sparsi sul colle a godersi il meraviglioso rigoglio primaverile della vegetazione.
A Maria Ss.ma Annunziata di Picciano, patrona del comprensorio apulo-lucano, ci affidiamo affinché preservi i suoi devoti dal morbo mortale che affligge l’intera umanità.