C’era un tempo in cui le botteghe artigiane riempivano le vie dei piccoli e grandi centri, con provetti “mastri” che tramandavano la loro arte ai giovani “garzoni” che i genitori spesso mandavano a “rubare” il mestiere per assicurarsi una attività.

In tantissime piccole realtà sono completamente andate perse competenze ed abilità racchiuse nelle mani e nella mente degli ultimi che hanno resistito fino all’ultimo dei propri giorni.

C’è una riscoperta, ancora di nicchia, di queste abilità. E c’è ancora chi continua a dare dimostrazione della grande ricchezza di questa vera arte, di questa  grande tradizione artigianale italiana che resiste non è affatto intenzionata  a scomparire. E non è detto che  nei prossimi anni non aumentino le richieste di professionalità sempre più basate su competenze umane che le macchine -per quanto sofisticate- non potranno mai rimpiazzare.

Sono, infatti, diversi gli artigiani, nell’accezione più antica del termine, che ancora lavorano il legno e/o il ferro e che è possibile trovare nelle stradine e nelle piazzette di tanti piccoli comuni.

E’ il caso di Carmine Moles, 70 anni, pensionato di Oliveto Lucano, un paesino della montagna materana, adagiato sull’estremità di una rupe, circondato da una meravigliosa vegetazione di secolari alberi di ulivo.

Carmine, da circa quindici anni, costruisce oggetti in legno e in ferro di rara bellezza e precisione.

Entrando nel suo laboratorio che si affaccia sulla piazzetta del paese, davanti agli occhi si apre un tesoro inestimabile : portali di antichi palazzi, aratri, catini in ferro, appendirame, culle, lampadari, taglieri che l’artigiano custodisce gelosamente e presenta agli amici che di tanto in tanto gli fanno visita.

L’intento prevalente di Carmine non è quello di trarre profitto dal suo lavoro, bensì di esprimere con passione ed estro un’arte antica, come quella dell’intarsio, che rischia di scomparire inesorabilmente.

Il legno, infatti, richiede manualità e una conoscenza approfondita del materiale da lavorare: ogni oggetto che Carmine crea viene prima studiato e poi realizzato tenendo conto degli aspetti tecnici della lavorazione.

Nell’epoca degli oggetti creati in serie, Carmine Moles, nel suo laboratorio, crea il pezzo unico, il cui valore è dato proprio dalla sua unicità e autenticità, segni tangibili che ogni creazione possiede un’anima.

Può essere un valido motivo, una visita al laboratorio di Carmine, anche per vistare Oliveto Lucano che -per altro – è una delle porte di ingresso al Parco di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane e le sue attrazioni (Parco avventura, i Daini,il sito archeologico Monte Croccia).